5 animali che possono vivere solo in Australia

L’Australia non è solo terra di surfisti, di Natali passati a fare barbecue sulla spiaggia, di aborigeni che suonano il didgeridoo e di teatri dell’opera dalla dubbia forma. L’Australia è anche e soprattutto terra di animali che possono vivere solo qui (e in alcune isole vicine).

5 animali che possono vivere solo in Australia

1. Il canguro

Canguro.
Un canguro.

Il canguro è il classico animale australiano, quello che sta sulle cartoline, sui souvenir, sulle bandiere del Western Australia e del Northern Territory.

Il nostro amico canguro appartiene a una vastissima famiglia di marsupiali dotati di coda lunga, i macropodidi. Esiste una moltitudine di variazioni sul tema canguro, ma la regola fondamentale è sempre questa: se ha un marsupio, una coda lunga e gli arti posteriori più sviluppati di quelli anteriori, allora è un macropodide.

Ci sono canguri che vivono sugli alberi, canguri piccoli come gatti e canguri che possono pesare 90kg. Non si chiamano tutti canguri, ma sono tutti cugini.

Un cugino del canguro che spesso viene confuso con il canguro è il wallaby, che sì, tecnicamente è una specie di canguro anche lui, però ecco, si chiama wallaby. Come la nazionale di rugby australiana.

Oltre alla coda, al marsupio e all’aria non esattamente da premio Nobel, i macropodidi sono accomunati dal brutto vizio di partorire cuccioli grandi quanto un’unghia. Le neonate creaturine, nude e terribilmente incompiute, si ritrovano quindi a dover scalare la pancia della mamma per raggiungere il marsupio, dove si attaccano a una delle mammelle come se non ci fosse un domani. E non è finita qui: mamma canguro può restare incinta nuovamente prima che il piccolo nel marsupio sia pronto a uscire; l’embrione resta lì, in attesa di poter cominciare a svilupparsi nell’utero.

Canguro
Un altro canguro.

Data quindi la capacità dei canguri di sfornare cuccioli a nastro, non sorprende più di tanto che non siano praticamente per nulla a rischio estinzione. Qualche cugino piccolo e facile preda di gatti, cani e volpi (saggiamente introdotti dagli inglesi durante la colonizzazione) non se la sta passando troppo bene, ma i canguri più grandi sono talmente numerosi da essere addirittura una minaccia per certe coltivazioni.

Per ovviare al problema della sovrappopolazione di canguri, gli australiani ne uccidonon un tot all’anno e soprattutto lasciano che i tir che percorrono le strade ad alta velocità li falcino senza problemi.

CURIOSITÀ RANDOM

Nella bocca del canguro ci sono solo quattro incisivi.

2. Il koala

Koala.
Un Koala.

Il koala è quello tenero, morbido, dormiglione. Finché non noti gli unghioni, l’aria aggressiva che assume se gli porti via il cibo e la stazza che certi koala possono raggiungere con gli anni.

Il koala è un animale affascinante: è un marsupiale come il canguro ma non è un canguro (non ha la coda!), ha sei incisivi superiori, ha le impronte digitali come i primati, profuma di eucalipto perché si ciba solo di foglie e gemme di ecualipto, dorme dalle 18 alle 20 ore al giorno.

Perché dorme così tanto? Digestione lenta.

L’eucalipto è una pianta di per sè tossica per la maggior parte dei mammiferi, oltre che povera di proteine e grassi; il sistema digestivo del koala deve lavorare parecchio per estrarre quanto più nutrimento possibile da una dieta così magra. L’intestino cieco del koala ospita una miriade di microorganismi il cui compito è digerire la cellulosa contenuta nelle foglie di eucalipto con un lento processo di fermentazione.

Il koala è in perenne fase di digestione da cenone di Natale.

Due koala che dormono tra le frasche di eucalyptus.
La digestione.

Il cucciolo del koala, che come per i canguri viene brutalmente partorito quando non pesa più di cinque grammi e si ritrova a dover raggiungere il marsupio della mamma prima ancora di aver sviluppato un paio di occhi, non nasce con il suo arsenale di flora intestinale, quindi di default non è in grado di digerire la cellulosa. Come si guadagna i microorganismi? Con uno svezzamento a base di feci che mamma koala prepara apposta per lui.

Il koala non se la passa benissimo quanto a distanza dall’orlo dell’estinzione: nella prima metà del XX secolo i koala sono stati sterminati per la loro pelliccia, ma ora sono protetti ed è illegale tenerne uno come animale domestico.

CURIOSITÀ RANDOM

Il koala non è così morbido come sembra!

3. Il diavolo della Tasmania

Diavolo della Tasmania.
Un diavolo della Tasmania.

Il diavolo della Tasmania è con ogni probabilità una delle creature più bistrattate al mondo. Elenchiamo il più brevemente possibile l’indicibile mole di sfighe che si porta appresso:

  • si chiama diavolo della Tasmania perché i primi coloni inglesi stabilitisi in Tasmania hanno sentito l’urlo raccapricciante con il quale squarcia la notte per comunicare ad altri diavoli la presenza di cibo prima di vedere l’animale stesso; poi l’hanno visto e devono aver pensato tutto qui?;
  • per anni il diavolo della Tasmania è stato considerato una minaccia per gli allevamenti di pecore e mucche (tutti animali importati dagli inglesi) e ritenuto colpevole di attacchi ai suddetti animali, attacchi che di fatto erano opera di cani, gatti e volpi (anche loro importati!); inevitabile il conseguente sterminio del povero diavolo;
  • la dieta del diavolo della Tasmania è abbastanza varia ma si compone principalmente di carogne: il diavolo è lo spazzino del bush, mangia un po’ quello che trova ma non disdegna assolutamente cuccioli di altri animali, uova, animali feriti o vecchi; è capace di cacciare, ma è conosciuto principalmente come gran mangiatore di carcasse, di cui consuma ossa, denti, unghie e peli;
  • il diavolo della Tasmania è oggettivamente brutto: tozzo, con una coda grossa e spesso spelacchiata e un muso parzialmente nudo; ha il marsupio (perché stranamente è un marsupiale anche lui), ma è al contrario;
  • alla nascita, il piccolo diavolo della Tasmania si ritrova una ventina di fratellini, e sa che dovrà arrampicarsi fino al marsupio della mamma prima di tutti gli altri, perché nel marsupio della mamma ci sono solo quattro mammelle, quindi solo quattro piccoli diavoli diventeranno grandi; pare che statisticamente le più rapide siano le femmine, io la butto lì;
  • il diavolo della Tasmania non ci vede tanto bene, ma vivendo lui prevalentemente di notte la cosa gli cambia poco; ci sente però benissimo e ha un senso dell’olfatto tremendamente sviluppato, perché sente odore di cibo fino a un chilometro di distanza, ma spesso quando raggiunge la carcassa si accorge troppo tardi di trovarsi su una strada: al sopraggiungere di un’auto come quella che ha falciato il canguro di turno, per la precisione;
  • nei primi anni 2000 si è sviluppata tra i diavoli della Tasmania una rara forma di tumore al muso trasmissibile che ha decimato la popolazione; si sta cercando di salvare i diavoli da questa malattia, ma pare che anche la natura ci stia mettendo lo zampino: le femmine hanno cominciato a fare i cuccioli prima di contrarre questo tumore, così che i cuccioli nascano sani e abbiano più probabilità di sopravvivere.

CURIOSITÀ/SFIGA RANDOM

Il diavolo della Tasmania una volta viveva anche nel resto dell’Australia! Ma lì si è estinto centinaia di anni fa.

4. Il quokka

Quokka a Rottnest Island, Western Australia.
“Sfamami.”

Il quokka è famoso per essere l’animale più fotogenico, social e Instagram-worthy sulla faccia della Terra.

Si tratta in realtà di un cugino del canguro, un macropodide. In effetti tutto torna: marsupio, coda lunga, arti posteriori più sviluppati di quelli anteriori. Cangurino fatto e finito.

Peccato che i primi europei a vederlo non abbiano pensato la stessa cosa: si trattava chiaramente degli olandesi, grandi esploratori e scopritori di terre (anche in Nuova Zelanda ci sono arrivati prima loro), ma soprattutto grandi esponenti della filosofia dello Sticazzi, visto che la metà delle volte che hanno scoperto una terra nuova sono passati oltre senza prendersi la briga di colonizzarla.

Gli olandesi descrissero i quokka prima come gatti selvatici e poi come ratti: da qui il nome dell’isola dove se ne concentrano in maggiori quantità, Rott(e)nest Island. Nido di ratti, in olandese.

Ancora oggi Rottnest Island è dove è possibile incontrare più facilmente i quokka. Non che siano animali particolarmente timidi, ma su Rottnest Island se ne incontrano davvero a ogni angolo. Il motivo è semplice: su quest’isola non ci sono gatti, cani o volpi, i principali predatori del quokka.

Tornando alla fama social del quokka: è il soggetto perfetto per un selfie. Sembra sorridere ed è immediatamente simpaticissimo. Si tratta di una creaturina talmente tenera che le autorità australiane hanno dovuto rendere illegale qualsiasi tentativo di sfamarla e toccarla. Questo perché:

punto 1: il quokka è talmente spudorato che viene a chiederti cibo anche se ti trovi in un angolo remoto di Rottnest Island; ti cerca e ti chiede cibo con quel suo musetto tenerissimo e tu devi fare uno sforzo notevole per dirgli di no;

punto 2: il quokka mangerebbe qualsiasi cosa, ma la maggior parte del cibo che gli viene offerto dai turisti è di difficile digestione per il suo stomaco; in alcuni casi, dopo atroci mal di pancia, può portarlo persino alla morte;

punto 3: certa gente per farsi un selfie con un animale carino farebbe qualsiasi cosa; e il quokka vive davvero in poche ristrette aree del mondo, quindi tecnicamente non è tanto lontano dall’orlo dell’estinzione.

CURIOSITÀ RANDOM

Il quokka non sorride davvero.

5. Il wombat

Wombat.
Un wombat.

Il wombat è in assoluto l’animale australiano più figo di tutti, per pochi semplici motivi:

  1. è una specia di talpona gigante marsupiale con il marsupio al contrario perché altrimenti getterebbe tutta la terra che scava in faccia al cucciolo;
  2. è un carro armato che può uccidere un cane di media taglia con una culata;
  3. è di fatto più simpatico del quokka;
  4. fa la cacca a cubetti.

Ebbene sì, il wombat è un marsupiale, ma dato che scava la sua tana nel terreno con i suoi dentoni da roditore e con i suoi possenti unghioni, il suo marsupio è al contrario per evitare al piccolo di essere sotterrato. La stessa tana viene poi chiusa da nientepopodimeno che il gigantesco sedere del wombat.

Il sedere del wombat è foderato da uno spesso strato di cartilagine super resistente che, assieme all’assenza di una coda, rende il didietro di questo animale praticamente inespugnabile. Gli basta chiudersi nella sua tana e sigillare la porta col sedere e nessun predatore può sperare di riuscire a fargli anche solo un graffio. Meglio ancora, il wombat può lasciare che il proprio predatore infili la testa tra il dorso e il soffitto della tana per poi frantumargli il cranio con una culata ben assestata. Ciao dingo, ciao diavolo della Tasmania, ciao sventurato cane o sventurato gatto che hai pensato fosse una buona idea dare la caccia a un wombat.

Più diavoli della Tasmania in branco (quando riescono a mettersi d’accordo, perché sono in genere tremendamente solitari) sono in realtà in grado di abbattere un wombat, ma uno da solo ha poche speranze.

Il wombat è infatti una specie di piccolo carro armato che può raggiungere i 35 kg e il metro di lunghezza. Non ama correre, ma quando lo fa sa sfiorare i 40 km/h, e a quel punto si farebbe meglio a scappare.

Wombat che mangia
Un wombat che mangia.

Molto territoriale, marca il proprio territorio con delle cacchette cubiche che, a differenza di quelle tonde, non rotolano giù dai massi e dai tronchi sui quali il wombat le deposita per far capire agli altri wombat che lì ci sta lui.

La digestione del wombat può durare fino a due settimane, ma questo non lo spinge a passare tutta la sua esistenza dormendo come fa il koala.

CURIOSITÀ RANDOM

Il wombat è più intelligente del canguro.


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10 Commenti

  1. Bellissimo articolo, io poi gli animaletti australiani li adoro anche se non sono teneroni come sembrano!
    Il koala in effetti è ruvidino e ha delle unghiacce terribili però rimane il mio animale preferito in assoluto 😁

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