5 cose di Taipei che ho amato e 5 cose che mi hanno lasciata perplessa

Nel corso della mia recente esperienza a Taiwan, ho avuto modo di vivere per qualche settimana a Taipei, la sua capitale. Giorno dopo giorno ho imparato ad apprezzare alcune cose e a perplimermi per altre, al punto da arrivare a poter stilare una lista quantomeno esaustiva di 5 cose di Taipei che ho amato e 5 cose che mi hanno lasciata perplessa.

228 Peace Park, Taipei
Pagoda al 228 Peace Park di Taipei.

5 cose di Taipei che ho amato e 5 cose che mi hanno lasciata perplessa

Ogni luogo che visitiamo ha aspetti che ci piacciono e aspetti che ci piacciono un filo meno. Taipei è una città moderna, affollata e ordinata, con angoli super pittoreschi ma anche momenti di perplessità per gli occhi di chi, come me, viene da molto lontano.

5 cose di Taipei che ho amato

1. La metro

Taipei si fregia di possedere una delle metropolitane più belle e moderne ed efficienti e pulite del mondo.

Io non ho viaggiato su tutte le metropolitane del globo terraqueo, ma devo dire che la metro di Taipei è di gran lunga la mia preferita fino a ora. Non solo è nuova e moderna, ma anche pulita, ordinata e incredibilmente efficiente, comodissima per raggiungere praticamente qualsiasi angolo della città in brevissimo tempo.

È anche eco-friendly! Non fa uso di biglietti cartacei, ma di gettoni di plastica che all’uscita dalla stazione vengono restituti per essere riutilizzati. La maggior parte della gente, turisti inclusi, usa però delle card magnetiche che fungono da abbonamenti o carnet, le EasyCard.

Come se non bastasse, l’arrivo del treno in stazione è annunciato da una musichetta, che cambia a seconda della linea.

ℹ️ Leggi anche: Viaggi catartici nella metro di Taipei

Gettone della metro di Taipei
Un gettone della fantastica metro di Taipei.

2. Il cibo

Taiwan è nota per la sua varietà in ambito culinario: non solo cucina di influenza cinese e giapponese, ma anche specialità tipiche di Hong Kong, e di praticamente tutte le cucine asiatiche nei paraggi, dalla Corea alla Thailandia.

Tra le specialità tipiche di Taipei è praticamente d’obbligo assaggiare i delicati xiaolongbao, fagotti di pasta sottilissima ripieni di carne di maiale e cotti al vapore; il gustoso guabao, snack formato da un paninetto cotto al vapore imbottito con straccetti di manzo e verdura; i sempre buoni niuroumian, spaghetti in brodo con manzo; e la moltitudine di dolcetti più o meno tradizionali, dalle tortine con il tuorlo d’uovo ai mochi di derivazione giapponese, passando per le pineapple cake (dolci dolci) e le taro cake (a volte dolci, a volte mescolate con piatti salati).

Un grande classico è lo stinky tofu, il tofu puzzone, sul quale però la popolazione si divide: i taiwanesi dicono che sia assolutamente da mangiare, mentre gli stranieri (expat e non) consigliano caldamente di evitarlo come la peste. Chi avrà ragione? Io, nel dubbio, me ne sono tenuta alla larga.

Niuroumian, spaghetti in brodo con manzo
Ciotola di guduriori niuroumian, spaghetti fatti a mano in brodo gustosissimo con manzo e verdure.

3. L’incredibile quantità di tè d’asporto

Taiwan è la patria del bubble tea, che ormai contribuisce al diabete di tutto il mondo.

A Taiwan ne esistono mille varianti, a seconda della dimensione, del colore, della consistenza delle perle di tapioca (che a volte non sono di tapioca!), a seconda del tè e del latte e della schiuma e del succo e dello zucchero. Dal momento che ogni tazza è preparata a mano, è plausibile credere che non ne esista una uguale all’altra.

Conoscevo la popolarità del bubble tea, ma non mi sarei mai aspettata di trovare a Taipei così tanti bar e chioschetti per la vendita d’asporto di semplice tè—senza perle! Se si può parlare di semplice tè: anche qui le opzioni sono infinite e comprendono aggiunte di ogni tipo, dal solo zucchero alla gelatina di frutta.

Taiwan coltiva diverse varietà di tè, principalmente oolong, ma anche tè nero, tè verde e tè bianco. E i taiwanesi le bevono tutte, e in grandi quantità.

La meravigliosità del tè d’asporto è che è possibile presentarsi al bancone con la propria borraccia e farsela riempire, evitando così di utilizzare l’ennesimo bicchiere usa e getta.

Bubble tea a Taipei
Immancabile bubble tea, in veste meno classica perché non c’è il latte e le perle non sono di tapioca ma semi del frutto della passione.

4. Le viuzze in alcune aree della città

Taipei è una capitale asiatica in tutto e per tutto: grattacieli, strade trafficate con attraversamenti pedonali incrociati, memoriali imponenti, mercatini notturni e gente munita di mascherina contro lo smog.

Tra un incrocio affollato e l’altro, però, alcune aree della città conservano ancora frammenti dei quartieri vecchi, case tradizionali e parchetti piccoli e tranquilli.

È il caso delle viuzze che attraversano l’area tra la fermata della metro di Guting nel distretto di Zhongzheng e il parco di Daan: un dedalo di stradine tranquille e spesso deserte, tra cafè e sale da tè ai piedi di palazzine che si fanno via via più ricercate man mano che ci si avvicina al parco. Basta lasciarsi la strada principale alle spalle e addentrarsi nel quartiere di qualche metro per non sentire più nemmeno il brusio del traffico.

Viuzza secondaria con marciapiede dipinto a Taipei
Viuzza secondaria con marciapiede dipinto.

5. Gli omini dei semafori che corrono

Nel traffico di Taipei è inevitabile imbattersi prima o poi in un semaforo pedonale. Una delle cose che ho notato durante il mio primo giorno di esplorazione cittadina sono stati proprio loro. Più che i semafori stessi, ho notato gli omini che indicano ai pedoni di fermarsi o di attraversare.

I semafori pedonali di tutte le città del mondo fanno uso degli omini: in alcune città gli omini sono persino famosi, come quelli di Berlino coi loro cappelli. Ancora più particolari sono quelli di Trafalgar Square a Londra, che ogni volta devo guardarli due volte perché ogni volta sembro dimenticare che lì non si usano gli omini.

I semafori pedonali di Taipei hanno dei semplicissimi omini, ma questi omini corrono. Non quelli rossi: quelli stanno fermi. Gli omini verdi, invece, corrono. Man mano che si avvicina il termine del countdown per il rosso, le gambette degli omini verdi si muovono sempre più velocemente—e lo fanno anche gli omini in bici! Per davvero.

Incrocio serale a Taipei
Motivo per cui gli omini dei semafori corrono.

5 cose di Taipei che mi hanno lasciata perplessa

1. I bagni

La mia prof. di lettere del liceo diceva che si capisce molto di un popolo dal modo in cui va in bagno.

Detta così è chiaramente riduttiva; però è vero che Paese che vai, servizi igienici che trovi. Gli italiani sono noti per il loro attaccamento al bidet, sanitario pressoché assente in quasi tutto il mondo a eccezione di Italia e qualche altro angolo di Europa. In Asia il bidet ovviamente non c’è, ma molti Paesi fanno uso del cosiddetto doccino, situato accanto al gabinetto e usato per lavarsi in assenza di carta igienica—che comunque non c’è quasi mai.

A Taipei la carta igienica è il male. Le tubature non sono fatte per sopportarla e in ogni bagno pubblico viene quindi caldamente sconsigliato se non categoricamente vietato di gettarla nel gabinetto. Dove si getta? Nel cestino, naturalmente. In alcuni casi la carta igienica non c’è proprio: la si trova semmai accanto al lavandino, fuori dal gabinetto.

Tutto questo è perfettamente normale per un taiwanese, ma può risultare piuttosto difficile da accettare, oltre che oltremodo anti igienico, per uno straniero, come per esempio la sottoscritta.

Il mio rapporto coi bagni di Taipei è quindi stato piuttosto conflittuale. La mia incredibile perplessità non nasceva soltanto dall’utilizzo o mancato utilizzo della carta igienica, ma anche dallo stato di generale abbandono nel quale versava la maggior parte dei bagni pubblici visitati.

Forse la mia prof. di lettere del liceo parlava così perché da italiana era molto affezionata ai nostri bagni muniti di carta igienica e bidet.

Gabinetto alla giapponese a Taipei
Esemplare di gabinetto in stile giapponese, unico avvistato a Taipei.

2. I camion della spazzatura con la musichetta

Gli abitanti di Taipei—e di tutta Taiwan—fanno la raccolta differenziata da anni ormai. La maggior parte dei cestini per rifiuti in città è predisposta alla raccolta differenziata e i camion della spazzatura ritirano solo rifiuti differenziati.

Solo che quando lo fanno suonano una musichetta per annunciare il proprio arrivo.

La raccolta dei rifiuti funziona in modo diverso che in Italia. In una città grande come Taipei, i camion della spazzatura seguono percorsi ben precisi e si fermano in punti di raccolta prestabiliti secondo degli orari fissati in un calendario. Se hai bisogno di buttare la spazzatura, farai bene a farti trovare nel punto giusto al momento giusto per poter intercettare il camion e consegnare tutto agli addetti.

In un certo senso questo è un modo pratico per evitare che le strade si riempiano di sacchetti della spazzatura in attesa di essere raccolti, oltre che un’occasione sociale per chi abita nello stesso isolato o lungo la stessa via. Sotto il punto di vista di chi non è abituato a inseguire un camion che suona Per Elisa di Beethoven come l’avrebbe suonata un Nokia 3310, buttare la spazzatura a Taipei è quasi assimilabile a un incubo.

Tempio in fondo alla strada a Taipei
Nelle vie di Taipei non ci sono sacchi della spazzatura abbadonati ma templi nascosti!

3. La puzza dei mercatini notturni

Taipei è nota per la quantità dei suoi mercatini notturni: ogni quartiere ne ha almeno uno, e ogni sera le strade si riempiono di bancarelle che vendono vestiti e oggettistica varia ma soprattutto del gran cibo.

Le specialità culinarie dei mercatini notturni di Taipei vengono descritte e decantate da ogni guida turistica dedicata a Taiwan. Carne, verdura, frutta, spaghetti, ravioli: tra le bancarelle dei mercatini notturni si trova di tutto.

Io però non sono mai riuscita a mangiare nulla perché l’odore era troppo forte e rivoltante per il mio povero stomaco.

Specifichiamo: non l’odore di tutto, né l’odore generale del cibo che veniva cucinato. Semplicemente c’era un odore specifico che non appena veniva catturato dal mio naso aveva l’abilità di chiudermi lo stomaco e farmi passare l’appetito. Non sono mai riuscita a capire cosa fosse, ma non credo fosse lo stinky tofu. Più probabilmente era una qualche frattaglia di animale cucinata in un qualche modo sicuramente prelibato e speciale, ma che a me risultava nauseante solo ad avvertirne l’odore.

Purtroppo quasi tutti i mercatini notturni che ho visitato avevano a un certo punto questo odore, quindi dopo qualche tentato finito male ho deciso di evitarli e dedicarmi ai ristorantini.

Mercatino notturno da lontano a Taipei
Io che mi mantengo a debita distanza dall’ingresso di un mercatino notturno.

4. La ricchezza di assorbenti contro la povertà di detergenti intimi (e la strabiliante quantità di mashere viso)

Adoro fare la spesa in terra straniera: ogni cultura ha un modo tutto suo di fare la spesa e di sistemare i prodotti sugli scaffali. Se negli Stati Uniti si intuisce la tendenza all’obesità anche solo dalle confezioni extra large di cereali e dai barattoli da più di 1kg di burro di noccioline, in Cina si percepisce un certo grado di fanatismo per i prodotti per capelli.

Taiwan non è esente, e ogni volta che entravo da Poya (supermercato di prodotti per la cura della persona e per la casa) scoprivo qualcosa di nuovo e sorprendente.

Come la strabiliante quantità di maschere viso monodose, per esempio: coreane, giapponesi, taiwanesi; in carta, in crema, in tessuto; per la pelle giovane, per la pelle matura, per la pelle grassa, per la pelle secca, per i pori dilatati, per i punti neri, per i brufoli. Da Poya trovavo una maschera viso per ogni tipo di bisogno e per ogni tasca.

Ciò che mi perplimeva di più erano però i lunghissimi scaffali di assorbenti e prodotti per il ciclo mestruale in genere. Assorbenti divisi non solo per marca e per tipologia, ma anche per lunghezza—e alcuni erano veramente lunghi!

Una tale incredibile scelta di assorbenti si scontrava con la quasi totale assenza di prodotti per l’igiene intima femminile. Salviette intime da borsa, detergenti da usare in doccia (vista l’assenza del bidet): scovati solo dopo una lunga ricerca e inspiegabilmente quasi nascosti tra i prodotti per il viso. La scelta, contro i letterali metri di assorbenti, era ridotta a due tipi di salviette e due tipi di detergente.

Maschera per le chiappe a Taipei
Le maschere non sono solo per il viso!

5. La passione collettiva per le macchinette che sputano sorpresine

Una cosa che ho trovato a Taipei e che non avevo ancora visto da nessuna parte in tali ingenti quantità sono i negozi, se così si possono chiamare, con le macchinette sputa-sorpresine.

Mi spiego: parlo di quelle macchinette che se si inserisce una moneta sputano un ovetto o una pallina con dentro una sorpresa. Ecco. Taipei ne è piena. Piccoli negozi con le pareti ricoperte di quelle macchinette, una impilata sull’altra, dove è possibile trovare ogni tipo di pupazzetto da collezione.

Mi hanno raccontato che ai taiwanesi quelle macchinette piacciono un sacco; si divertono talmente tanto a collezionare le sorpresine che per alcuni diventa una vera e propria dipendenza. Inquietante, pensavo io. Piuttosto fruttuoso per chi si apre un negozio del genere a praticamente zero costi di gestione, mi rispondevano.

Le macchinette sputa-sorpresine si aggiungono agli innumerevoli distributori automatici di praticamente tutto: dalle torte ai pannolini, a Taipei è possibile rifornirsi di quasi ogni cosa acquistandola da un distributore. Molto gettonati nel reparto giochi sono i cari vecchi artigli, che in Italia non vedevo da un po’ ma che a Taipei sono onnipresenti quasi quanto le macchinette sputa-sorpresine—probabilmente perché occupano più spazio e quindi fruttano un po’ meno.

Ximending, Taipei
Ximending, patria dei manga, degli anime, dei videogiochi, dei cosplayer e anche delle macchinette che sputano sorpresine.

Chi viaggiando non si imbatte in momenti di perplessità? È inevitabile quando si incontra una cultura con usanze e abitudini ben diverse dalle proprie. Anche questo serve a mettere in prospettiva le proprie convinzioni e a leggere il mondo con uno sguardo diverso e, si spera più aperto.

E a tornare a casa con ancora più affetto per il bidet.


Se non vuoi perderti neanche un articolo, iscriviti alla newsletter! Non dimenticare di seguirmi anche su Facebook e su Instagram! E se ti è piaciuto questo articolo, perché non condividerlo?

Cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.