5 medicinali per la perfetta farmacia da viaggio (che mia madre mi costringe a mettere in valigia)

Io non sono una gran fan delle medicine: quando ne ho bisogno devo sempre chiedere a qualcuno cosa dovrei prendere perché io in genere non ne ho la più pallida idea (e me ne dimentico da una volta all’altra).

Quando sto preparando la valigia o lo zaino per un viaggio di media o lunga durata (per i fine settimana in genere mi affido alla sorte), mi ritrovo sempre di fronte all’annosa questione: che medicinali dovrei portare per avere la perfetta farmacia da viaggio? La questione è annosa perché, esattamente come quando mi ammalo, da un viaggio all’altro tendo a dimenticarmi quali farmaci dovrei portare.

Farmacia da viaggio
La farmacia da viaggio che ho portato con me in Cambogia e Vietnam. E con questa ho finito le foto di medicine a mia disposizione.

Fortunatamente esiste mia madre (o mia cugina, sempre quella della Tasmania), che non manca di ricordarmi quali medicinali inserire nella mia farmacia da viaggio. E non si limita a ricordarmeli: mi costringe proprio a portarli.

E dato che mi conosce e sa che non so distinguere un anti infiammatorio da un analgesico (è un mio limite e ne sono consapevole), prende la penna e scrive sulle scatole dei medicinali il disturbo che curano. Per il tatuaggio sulle mani per distinguere la destra dalla sinistra è presto, ma ci arriveremo.

Ecco quindi una pratica lista dei 5 medicinali che non possono mancare nella vostra farmacia da viaggio (e che nella mia non mancano di certo perché mia madre mi costringe a portarli).

Cream Tea and Scones
Il burro è un ottimo medicinale per tirarsi su di morale e di colesterolo. E conseguentemente uccidersi, come sa bene chi ha letto la mia lista dei 5 pratici modi per uccidersi col burro nel Regno Unito.

5 medicinali per la perfetta farmacia da viaggio

1. L’Imodium o il Dissenten (o comunque qualcosa per placare l’esuberanza dell’intestino)

Questo è uno degli unici due medicinali che non solo mi ricordo da sola di portare, ma dei quali ho sempre ben chiaro lo scopo! L’unica cosa che resta comunque opaca nella mia memoria è fino a quante pastiglie ne posso prendere, quindi nel dubbio rileggo sempre il simpatico foglietto illustrativo (evitando accuratamente gli effetti indesiderati).

Un medicinale per l’intestino è d’obbligo soprattutto quando si viaggia in luoghi in cui la popolazione è grande fan dell’impostazione più fredda e potente del condizionatore; e luoghi in cui la provenienza dell’acqua utilizzata per il ghiaccio nelle bevande non è chiara. In una parola: l’Asia.

In buona parte dell’Asia è infatti caldamente sconsigliato bere l’acqua del rubinetto, perché difficilmente si tratta di acqua potabile. Per lo stesso motivo, viene solitamente suggerito di evitare bevande che contengono ghiaccio, a meno che non si conosca l’esatta provenienza del ghiaccio in questione. Non si sa mai, no?

L’aria condizionata è poi la grande croce di molti. Se non dà fastidio alla cervicale, dà fastidio alla gola; se non ti rende afono ha spiacevoli effetti sull’intestino. Munirsi di sciarpa e felpa è utilissimo, ma lo sbalzo termico è sempre terribilmente in agguato.

Cà Phê Trứng, il caffè vietnamita con l’uovo
Il caffè vietnamita con l’uovo ha le potenzialità di diventare il prossimo incubo del tuo intestino.

2. L’OKI per i sintomi influenzali o come antidolorifico (o comunque un medicinale simile)

Qui finisce la lista dei medicinali che padroneggio.

L’OKI (o similare) è abbastanza pratico perché va bene sia per i sintomi influenzali che come antidolorifico.

Mi è capitato di prenderlo a Oxford in occasione di un mal di testa talmente lancinante da farmi capire cosa intendesse dire la Rowling quando scriveva che il dolore alla cicatrice era così forte da spaccare in due la testa di Harry (Potter, ma non serve precisarlo, vero?). Mi sentivo la testa letteralmente aperta in due.

Ho scritto a madre: per il mal di testa va bene anche l’OKI? La sua risposta: sì. Corsa alla più vicina bottiglietta d’acqua; bustina, shackerata, sorsata. Nel frattempo madre aggiungeva: però è meglio se lo prendi a stomaco pieno. Avevo solo due biscotti. Ci ho dormito su e dopo un’ora ero rinata.

La praticità di poter utilizzare l’OKI per più disturbi si scontra però con l’effettiva impraticità della polverina da sciogliere in acqua. Sono quindi da tenere in considerazione i medicinali pratici da prendere anche quando l’unica acqua a disposizione è quella del rubinetto asiatico di cui sopra.

Interno della Christ Church Great Hall, Oxford.
Qualcuno ha detto Harry Potter?

3. Qualcosa per la febbre (tipo Tachipirina)

Nel caso in cui il nostro medicinale contro i sintomi influenzali abbia fallito, oppure nel caso in cui la febbre sia arrivata senza essere annunciata prima dai sintomi influenzali, una medicina per abbassare la febbre può fare molto ma molto comodo.

È vero: il nostro organismo ha bisogno della febbre per ammazzare tutti quegli adorabili batteri e virus che generalmente non se la passano male attorno ai 37°C del nostro corpo (temperatura interna), ma che cadono come mosche non appena l’ambiente si fa più caldino.

Se però ci troviamo a centinaia se non migliaia di chilometri da casa, in un Paese straniero, e abbiamo troppe cose da vedere, troppi luoghi da esplorare, troppi cibi di assaggiare e troppe persone da incontrare… insomma, in questi casi la febbre risulta decisamente antipatica.

Meglio quindi premunirsi e infilare nella propria perfetta farmacia da viaggio un medicinale che possa aiutarci a far abbassare la febbre.

Zuppa di zucca e involtini
Cibi da assaggiare.

4. Qualcosa di specifico per un’eventuale infezione alle vie urinarie (tipo Monuril)

Qui entriamo in un territorio a me totalmente sconosciuto, perché fortunatamente non ricordo di avere mai avuto un’infezione alle vie urinarie. Forse da piccolissima, ma potrebbe essere un ricordo costruito; ricordo di aver chiesto come ci si può accorgere di avere un’infezione alle vie urinarie, e la risposta è stata semplicissima: te ne accorgi.

Nel caso in cui ci accorgessimo di avere un’infezione alle vie urinarie (stimolo continuo ad andare in bagno, bruciore tremendo al momento di andare in bagno), sicuramente saremmo molto grati di avere con noi un farmaco mirato all’abbattimento di tale infezione.

Quando si viaggia si rischia di avere meno cura della propria igiene intima, e questo può scatenare un’infezione. Purtroppo il bidet latita in molti Paesi fuori dall’Italia, ma in buona parte dell’Asia si trova spesso un doccino accanto al gabinetto da utilizzare per lavarsi. In questi casi viene quasi sempre chiesto di non usare la carta igienica, per una questione di conformazione della rete fognaria.

Attenzione

Trattandosi a tutti gli effetti di un antibiotico, per acquistare un medicinale specifico per l’infiammazione alle vie urinarie è necessaria la prescrizione medica.

Vialetto ad Angkor, Cambogia
Posti in cui il bidet latita ma c’è il doccino accanto al gabinetto: la Cambogia.

5. Un antibiotico ad ampio spettro (giusto perché non si sa mai)

Torniamo verso terre a me anche solo vagamente note.

Pur avendo rarissimamente bisogno di antibiotici (per fortuna!), nella mia farmacia da viaggio ne ho sempre abbastanza per fare un ciclo completo, perchè non si sa mai.

Male che vada li usa qualcun altro, come è successo quando ero in Vietnam e la mia scorta di medicinali è stata devoluta alle mie compagne di viaggio.

L’antibiotico è però un medicinale che va assunto solo in determinati casi, quindi è bene consultare il proprio medico per avere ben chiaro quando si deve cominciare a prendere l’antibiotico e quando invece è meglio ricorrere a un altro medicinale.

Data la mia proverbiale incapacità di capire da sola quando e come assumere quale medicinale, solitamente mi scrivo tutto (sulle scatole dei farmaci, per esempio), oppure ricorro al messaggio a madre. Il messaggio inviato a svariati fusi orari di distanza potrebbe però non ricevere una risposta tempestiva, quindi è sempre meglio prepararsi una mini guida all’assunzione. Per chi è incapace di gestire i medicinali come me, chiaramente.

Attenzione

Per acquistare un antibiotico è necessaria la prescrizione medica.

Alba ad Halong Bay
Non sapevo che foto mettere e allora ho scelto Halong Bay che è sempre uno splendore.

Extra!

Ogni perfetta farmacia da viaggio dovrebbe contenere anche le seguenti cose:

  1. Cerotti. Ne porto sempre in grandi quantità, perché le mie dita hanno la brutta abitudine di tagliarsi con qualsiasi cosa, mentre i miei piedi amano ricoprirsi di vesciche. Se si ha intenzione di camminare molto utilizzando scarpe nuove (o anche collaudate, ma mai usate per lunghe camminate), potrebbe essere utile armarsi di cerotti specifici per le vesciche; danno un sollievo pazzesco;
  2. Salviette disinfettanti. Pratiche sia per pulirsi le mani prima di mangiare, sia per pulire una ferita o un taglio;
  3. Salviette per l’igiene intima. L’ho detto che il bidet latita parecchio fuori dall’Italia, no? E poi all’occorrenza si trasformano in pratiche salviette asciuga-sudore;
  4. Eventuali fermenti lattici. Perché va bene l’Imodium, ma se possiamo preparare l’intestino al cambio di aria, cibo e abitudini è una gran cosa. In genere i fermenti lattici sono da cominciare a prendere ancora prima della partenza. Ne esistono in diversi formati: liquidi (poco pratici per viaggiare, anche perché a volte vanno tenuti in frigo) oppure in pastiglia (più comodi e leggeri da portare con sé);
  5. Crema solare ad alta protezione. Abbronzarsi un po’ è divertente, bruciarsi la pelle e rischiare di farsi venire un melanoma lo è già meno. Non è necessario fare come le cinesi e girare con il parasole e bardate in modo da proteggere ogni centimetro di pelle dai raggi del sole. Però una buona crema solare ad alta protezione (a seconda della propria pelle) è assolutamente da utilizzare se si intende passare molto tempo al sole. Ricordiamo sempre che in molte parti del mondo il sole picchia di più;
  6. Repellente per zanzare e insetti vari. Se la nostra meta è in una di quelle amene aree del mondo in cui basta mettere piede di fuori per essere assaliti da bestie volanti assetate di sangue, allora un repellente di quelli potenti e super chimici è d’obbligo. Per essere potente e super chimico, un repellente deve contenere un’alta percentuale di DEET e deve soprattutto corroderti la pelle.
Iguana.
Lei non ha bisogno della crema solare anche se vive in Messico perché ha le squame.

Io avrei finito con i medicinali, ma una perfetta farmacia da viaggio è in continua evoluzione e soprattutto rispecchia i bisogni (e i disturbi) del proprio viaggiatore!

Spero comunque di continuare a potermi permettere di non ricordare la differenza tra un anti infiammatorio e un analgesico ancora per molto, molto tempo.

La checklist per la perfetta farmacia da viaggio

Ho preparato una checklist da scaricare, personalizzare e compilare! È scaricabile qui.

Check-list per la perfetta farmacia da viaggio


Se non vuoi perderti neanche un articolo, iscriviti alla newsletter! Non dimenticare di seguirmi anche su Facebook e su Instagram! E se ti è piaciuto questo articolo, perché non condividerlo?

8 Commenti

    1. L’Imodium salva la vita! 😀
      Ogni viaggiatore ha i suoi preferiti, è inevitabile! Il mio fedele compagno di viaggio è l’OKI, perché posso permettermi di dimenticare a cosa serve: va bene per un sacco di cose!

      Grazie mille del commento Claudia! 😀

  1. Sono infermiera e blogger, per scaramanzia a meno che non mi capiti un viaggio nell’africa nera non mi porto mai niente, ma in un viaggio in Corsica sono stata punta da un insetto e ho avuto una reazione locale molto fastidiosa, i farmacisti a cui mi sono rivolta mi hanno aiutato nello scegliere la pomata adatta alla situazione! Se devonscegliere cosa portare non mi basterebbe il magazzino di un pronto soccorso quindi preferisco niente! Probabilmente una deformazione professionale! Comunque ti consiglio anche del Bentelan, cortisonico per reazioni allergiche!

    1. Ciao Dania, grazie per aver letto il mio articolo e per il commento che mi hai lasciato! 😀
      Ma sai che in effetti una volta il mio medico di base mi ha consigliato di portare qualcosa per un’eventuale reazione allergica?
      Di solito preferisco viaggiare leggera e portarmi solo lo stretto necessario, e per certe mete faccio a meno dei medicinali perché so di poterne trovare in ogni farmacia (o al Wal-Mart negli USA: flaconi giganti di aspirine!). Però quando si viaggia verso lidi un po’ meno conosciuti, tipo l’Africa nera appunto, preferisco munirmi di qualcosa di più giusto perché non si sa mai…

Cosa ne pensi?