5 piatti da provare per cambiare idea sulla cucina britannica

In Italia il Regno Unito è noto per la sua straordinaria capacità di sfornare piatti immangiabili e che trasudano quantità improponibili di burro e grasso vario. La cucina britannica è davvero così lontana dall’essere commestibile o c’è qualcosa che si salva?

Qualcosa che si salva c’è, eccome!

Piccola nota: l’articolo si riferisce alla cucina tipica della Gran Bretagna; non fa quindi riferimento alla cucina dell’Irlanda del Nord. La lingua inglese non ha bisogno di dare un genere ai propri piatti, quindi che il gravy sia maschio e la Cornish pasty sia femmina lo sto decidendo io.

5 piatti da provare per cambiare idea sulla cucina del Regno Unito

Ogni volta che vado nel Regno Unito, anche se per pochi giorni, mi faccio una lista dei cibi che dovrò assolutamente mangiare. Sono quasi sempre gli stessi, ma a ogni visita assaggio qualcosa di nuovo e me ne innamoro perdutamente; e così la lista si allunga con inesorabile ineluttabilità. Per la gioia del mio stomaco ma un po’ meno per quella delle mie coronarie.

1. Cream Tea

Non è umanamente possibile cominciare una lista di piatti britannici che valgono da soli il viaggio oltremanica senza di lui, il re dell’inglesità più elegante e raffinata: il cream tea. Che non è tecnicamente un piatto; ma conta come pasto, no? L’apporto calorico è più o meno lo stesso di quello di un piatto di pasta, caloria più caloria meno.

Per cream tea si intende semplicemente il prendere il tè accompagnato da uno o due scones, da farcire rigorosamente con marmellata—solitamente alla fragola—e clotted cream.

Uno scone è una specie di paninetto burroso ma non troppo (per gli standard britannici), che in forno lievita in modo molto verticale creando una praticissima spaccatura che lo rende facilmente apribile in due metà, sopra e sotto, senza l’aiuto di un coltello. È possibilte trovare anche scones salati, ma quelli tradizionali e soprattutto quelli del cream tea sono dolci: a volte lisci, a volte farciti con frutta, a volte al cioccolato, a volte integrali.

Una volta aperto in due il proprio scone, lo si deve farcire con la marmellata e con la clotted cream. Cos’è questa clotted cream? Letteralmente panna rappresa: si prepara cuocendo la panna intera in forno per molte ore e poi lasciandola riposare per altre ore; la pellicola densa e cremosa che si crea sulla superficie è la clotted cream, ed è la fine del mondo.

Come si farcisce lo scone? Prima marmellata o prima clotted cream? Ci sono due scuole di pensiero e due metodi per gustarsi il cream tea:

  • il Devonian Method—prima la clotted cream e poi la marmellata, come si fa nel Devonshire;
  • il Cornish Method—prima la marmellata e poi la clotted cream, come si fa in Cornovaglia.

Solo chi ci ha provato davvero sa che di fatto il Devonian Method è quello di gran lunga più pratico. Infatti è anche quello più diffuso.

Simile al cream tea ma con l’aggiunta di tortine burrose e tramezzini al cetriolo è il famoso afternoon tea: c’è sempre il tè, ci sono sempre gli scones e ci sono sempre la marmellata e la clotted cream, ovviamente. Ad ampliare il pasto—perché onestamente non si può veramente parlare di un semplice snack—ci sono solitamente una selezione di torte e dolcetti vari e gli immancabili cucumber sandwiches, tramezzini farciti di formaggio spalmabile e cetriolo crudo. Non bisogna sottovalutare l’importanza dei cucumber sandwiches: senza il loro insostituibile aiuto salato, sperare di riuscire a finire scones e tortine burrosissime è un’utopia.

Sempre in ambito dolcetti burrosi

Gli amanti del burro non possono farsi sfuggire un assaggio di shortbread, biscotti burrosissimi tipici della Scozia ma ormai diffusi praticamente in tutto il Regno Unito. Così burrosi che si sciolgono in bocca; provare per credere.

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Cream Tea and Scones
Tè e scone con marmellata di fragole e clotted cream.

2. Steak and ale pie

Passando al cibo salato—perché coi dolci burrosi e cremosi si vince fin troppo facile—è matematicamente impossibile passare più di 24 ore nel Regno Unito senza mangiare una pie, anche solo per sbaglio.

Quella delle pie è una grande famiglia che abbraccia tutti quei piatti che comprendono un filling, cioè un ripieno che può essere sia dolce sia salato, e una crust, ovvero il guscio che racchiude il ripieno. Ciò che definisce una pie è la sua crust, la quale si può comportare in tre modi diversi nei confronti del suo filling:

  • la crust sta attorno al ripieno ma non sopra—si parla di open face pie, una pie scoperta;
  • la crust sta sopra il ripieno ma non attorno—è il caso di quelle pie il cui ripieno viene servito dentro una cocotte monoporzione e coperto con la crust croccante;
  • la crust racchiude completamente il ripieno—come nella maggior parte delle pie salate.

Una delle pie più facili da trovare, nonché una delle più buone, è la steak and ale pie, a base di carne di manzo che viene cucinata a lungo nella birra di tipo ale assieme a una serie di verdure e funghi. La pie viene poi spesso servita, come da tradizione, con un contorno a scelta tra piselli e purè di patate e con una brocca di gravy, il sughetto di cottura della carne.

La pie è uno dei comfort food più soddisfacenti della cucina britannica. Già è perfetta per combattere il clima freddo e umido che caratterizza quasi tutti i mesi dell’anno; ma gustarsela assieme a una pinta di birra locale aggiunge quel di più che la rende un’esperienza memorabile. Soprattutto se fuori piove.

Un’altra pie da provare

Una pie che sfida la definizione stessa di pie è la Shepherd’s pie, che di fatto non ha una vera e propria crust: il ripieno di agnello o manzo se ne sta nella sua bella cocotte, ma la copertura non è il solito impasto friabile e croccantino. Ciò che rende la Shepherd’s pie una pie speciale e da provare è la sua copertura fatta di purè di patate.

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English Pie
Pie con purè di patate e gravy.

3. Fish and chips

Un grande classico della cucina britannica è il famoso ed esportatissimo fish and chips: pesce impastellato e fritto servito con patatine fritte e fettina di limone. Ormai presente praticamente ovunque, soprattutto nei Paesi anglofoni o appartenenti al Commonwealth, il fish and chips nasce nell’800 come cibo di strada o comunque da consumare in giro e generalmente avvolto nella carta di giornale.

Impossibile non imbattersi nel fish and chips nel Regno Unito: ogni pub lo serve e inonda i propri clienti del tipico odore di fritto che si leva dai vestiti solo dopo qualche giorno. È facile quindi trovare un luogo dove gustarsi questo tipico piatto britannico, ma non sempre la frittura è digeribile da tutti gli stomaci.

Il pesce del fish and chips è solitamente merluzzo (cod) o asinello (haddock), mentre per quanto riguarda le patatine è necessario aprire una parentesi linguistica. Le chips del fish and chips sono infatti patatine fritte, di solito più spesse e rustiche in Gran Bretagna e Irlanda e decisamente sottili negli USA. In inglese britannico si chiamano quindi chips, ma in inglese americano si chiamano french fries o semplicemente fries. Negli USA le chips sono invece le patatine in sacchetto, quelle secche, che nel Regno Unito e Irlanda si chiamano crisps. Facile confondersi.

Nei pub il fish and chips viene solitamente servito con una fettina di limone da spremere sul pesce e con del sale per poter salare il piatto a piacere. Nei take-away il piatto viene spesso salato e annaffiato di aceto prima di essere servito—meglio chiedere no vinegar se non si è amanti dell’aceto! A Edimburgo il fish and chips è servito con una salsa scura nota come brown sauce e comune a tutto il Regno Unito. Altri contorni possono essere curry, gravy o purè di piselli.

Il fish and chips può essere un piatto ecologico, perché a volte vengono serviti anche gli avanzi di panatura fritti, chiamati scraps (o bits o ancora scrumps): frittura pura!

Per chi vuole andare oltre con lo street food britannico

Se si è dei veri amanti di street food sudicio, allora bisogna assolutamente provare le chips and gravy: patatine fritte (occhio alla terminologia) immerse o servite con il gravy. Il pesce non c’entra, ma la frittura e il colesterolo c’entrano eccome.

Fish and chips a Edimburgo
Fish and chips servito con purè di piselli, salsina con erbette e una pinta di Guinness giusto per non farsi mancare nulla.

4. Cornish pasties

Manteniamoci sul cibo tradizionalmente di strada e parliamo di un piatto regionale noto in tutto il Regno Unito e ormai diffuso ovunque.

Come suggerisce il nome, le Cornish pasties sono considerate originarie della Cornovaglia, la codetta nell’estremità sud-occidentale della Gran Bretagna. Qui sono diventate il piatto regionale d’eccellenza, ma in realtà l’origine di questi fagottini d’impasto ripieni di carne sono piuttosto oscure.

Le cosiddette pasties sono infatti presenti nei ricettari da molti secoli, con ripieni diversi ma spesso di carne o pesce. Diventa quindi difficile capire dove e quando sono nate, ma è certo che siano diventate molto popolari in Cornovaglia nell’800, quando venivano preparate dalle mogli dei minatori come pranzi al sacco per i mariti che dovevano stare in miniera tutto il giorno. Con lo spostarsi dei minatori della Cornovaglia nel resto del Regno Unito e nel resto del Commonwealth, anche le Cornish pasties hanno valicato i confini e sono arrivate ovunque grazie alla loro innegabile praticità.

Il ripieno tradizionale di una Cornish pasty è fatto di manzo, patate, cavolo e cipolla; il tutto viene salato, pepato e cotto al forno avvolto in un fagottino di impasto solitamente simile alla pasta brisé (shortcrust pastry in inglese). L’impasto deve essere abbastanza duro e resistente da non spaccarsi durante la cottura in forno e da proteggere il ripieno anche in caso di caduta.

Le Cornish pasties sono ormai diffuse in tutto il Regno Unito e possono essere gustate in una varietà di ripieni che includono agnello e menta, pesce, cervo, pollo e anche solo verdure. La cipolla resta un ingrediente piuttosto presente.

Varianti da lontano

Piatti simili alle Cornish pasties sono presenti in molte cucine del mondo, non solo nel Commonwealth britannico. Un esempio è la popolarissima meat pie nigeriana: un tipo di street food molto comune in Nigeria e che ricorda nella forma e nel sapore la cugina britannica.

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Cornish pasty
Una Cornish pasty pronta per essere mangiata.

5. Sunday roast

Una delle esperienze culinarie britanniche più tipiche e più da provare per cambiare idea sulla cucina d’oltremanica è il Sunday roast.

Il Sunday roast è il tipico piatto domenicale, quello che si mangia a casa con la famiglia ogni domenica. È a base di carne arrosto, che può essere di manzo, maiale, pollo—ma c’è anche la variante vegetariana! Il contorno comprende patate al forno e verdure varie, il tutto generalmente immerso nel gravy e accompagnato dall’immancabile e fluffosissimo Yorkshire pudding.

Il gravy è il sughetto di cottura della carne e viene spesso servito come accompagnamento a pie e piatti a base di altro—ma anche frittura: chips and gravy! Il cibo con cui si sposa però veramente benissimo è lo Yorkshire pudding, una specie di bigné a forma di ciotolina fatto con una pastella di uova, farina e latte o acqua, cotto al forno e servito come contorno a piatti che generalmente trasudano liquidi. Per tradizione è servito con pietanze salate, ma data la sua composizione abbastanza insapore è possibile trovarlo anche immerso nel cioccolato—per i veri amanti del colesterolo.

Per chi pensa che pudding in inglese voglia dire budino: non sempre.

A differenza di altri piatti in questa lista, il Sunday roast è molto lontano dal cibo di strada ed è da gustare rigorosamente seduti a tavola, solitamente in compagnia della famiglia—cosa non scontata date le usanze britanniche. Non si tratta certo di un piatto leggero, ma è uno di quei cibi che incarnano pienamente la cucina britannica.

L’esperienza culinaria tipica per i non deboli di cuore

Entusiasti del Sunday roast? Perché fermarsi, perché non provare anche la classica colazione inglese? La full breakfast comprende bacon, salsicce e uova; ogni regione ha la sua variante, ma si tratta sempre di una colazione salata accompagnata da una bevanda calda come il caffè o il tè.

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Sunday Roast
Sunday roast immerso nel gravy e accompagnato da fluffosissimo Yorkshire pudding.

Bonus: haggis

Piatto bonus di questa lista, l’haggis è una leccornia tipica della Scozia e spesso proposta ai turisti più temerari.

L’haggis è un piatto iconico fatto di cuore, polmone e fegato di pecora, farina d’avena, spezie varie, grasso di rognone e cipolla. Viene solitamente insaccato nello stomaco di pecora e fatto bollire per diverse ore. A Edimburgo lo si trova spesso servito senza lo stomaco e in un piatto chiamato haggis, tatties and neeps, con contorno di purè di patate e purè di rapa.

Uno dei motivi per i quali pudding non vuole sempre dire budino è il fatto che l’haggis rientri a tutti gli effetti nella famiglia dei pudding. Gli altri due motivi sono lo Yorkshire pudding di cui sopra e il black pudding, altra prelibatezza britannica a base di sangue e grasso di maiale. Le tre eccezioni al budino che conosciamo in Italia sono quindi quanto di più lontano dal nostro innocuo e innocente dessert.

L’inaspettato risvolto dell’haggis

Gli scozzesi lo mangiano anche a colazione. L’haggis è infatti parte della Scottish full breakfast. Salsicce, bacon e uova diventano improvvisamente molto più allettanti, vero?

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Haggis scozzese
Haggis, tatties and neeps: haggis servito con purè di patate (tatties) e purè di rapa (neeps).

Amanti della cucina britannica a rapporto! Quali piatti sarebbero da aggiungere a questa lista e quali sarebbero proprio da dimenticare?


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