5 tipici coinquilini di ostello

Scegliere di alloggiare in ostello quando si viaggia significa essere amanti dell’avventura e dell’ignoto, ma soprattutto significa non avere paura dei soggetti più disparati che si possono incontrare nei dormitori, anche quando tali soggetti si rivelano essere portatori più o meno sani di disagio.

5 tipici coinquilini di ostello

1.Quello con una bizzarra idea di igiene personale

Questa è la tipologia di coinquilino di ostello più comune. Non tanto perché il mondo sia pieno di zozzoni; piuttosto, perché ognuno ha una sua idea di igiene personale, la quale non sempre si trova d’accordo con l’idea di igiene personale degli altri.

L’idea di igiene personale di alcuni coinquilini sembra però volersi impegnare a non andare d’accordo con la nostra, questo è certo. Moltissimi in ostello girano impavidamente a piedi nudi anche in bagno, ma quanti di loro hanno poi il coraggio di prendere l’impegno di non lavarsi mai i piedi? Quanti di loro osano infilarsi tra le lenzuola con le piante dei piedi dello stesso colore e della stessa sostanza della moquette del dormitorio?

Sono pochi i valorosi capaci di tanto.

Non sono purtroppo pochi quelli che non sembrano accorgersi dell’avanzato stato di fermentazione delle proprie scarpe, abbandonate a macerare in un angolo. E non sono pochi neanche quelli che stanno in ostello da una settimana ma non hanno ancora trovato le docce né il coraggio di chiedere a qualcuno dove si trovino.

Livello di disagio: 🤨🤨🤨 – Caro coinquilino di ostello, sono perplessa dalla tua idea di igiene, ma finché non mi stai troppo vicino e soprattutto non metti i piedi sul mio letto possiamo convivere civilmente.

Una tipica cucina di ostello. O forse no.

2. Quello che abbatte i muri russando

Anche questo coinquilino l’abbiamo incontrato tutti prima o poi; se non l’abbiamo ancora incontrato, lo incontreremo.

Nel dormitorio c’è sempre qualcuno che russa, è fisiologico. E non c’è nulla di male a russare. Il male comincia a farsi sentire quando il russatore seriale raggiunge decibel nei quali non potrebbe sperare neanche un concerto dei Rammstein. Il male comincia a farsi anche vedere il mattino dopo, precisamente appeso agli occhi iniettati di sangue e di sonno dei coinquilini.

Il russatore seriale ha spesso un superpotere: quello di riuscire a dormire imperterrito mentre gli altri sono condannati alla veglia. Inoltre, sembra del tutto immune ai psst! e alle cuscinate. Si sveglia solo al mattino, e solo dopo aver esaurito la pazienza dei coinquilini.

Certi russatori seriali riescono a trascendere le barriere architettoniche e a tenere svegli anche gli ospiti del dormitorio accanto al proprio, tra la costernazione generale di tutto il piano.

Livello di disagio: 🤨🤨🤨🤨 – Caro coinquilino, pensi di non poterci fare niente, ma probabilmente puoi farci qualcosa e regalare a tutti una notte intera di sonno; te ne saremo eternamente grati.

Castle Rock, Edimburgo
Solo a Edimburgo si può trovare un ostello così.

3. Quello che canta sotto la doccia e lo fa per ore e quando la doccia serve a te

Questa tipologia di coinquilino di ostello è già meno frequente, ma non per questo meno degna di nota.

La doccia è un luogo perfetto per cantare, riesce chissà come ad avere sempre un’acustica perfetta per le orecchie del cantante di turno. Purtroppo, tale acustica smette drammaticamente di essere perfetta non appena raggiunge le orecchie di qualcun altro, per esempio un coinquilino a caso che nella doccia in questione vorrebbe lavarsi e non assistere al festival del neomelodico mentre aspetta fuori.

Solitamente in un ostello le docce non scarseggiano né si nascondono (tranne che alla prima tipologia di coinquilino, quello con una bizzarra idea di igiene personale), quindi è fortunatamente difficile trovarne nemmeno una libera. Ogni coinquilino ha poi la sua preferenza circa il momento della giornata perfetto per farsi la doccia, ed è matematicamente improbabile che tutti decidano di lavarsi proprio nello stesso momento.

Purtroppo, la percentuale di coinquilini di ostello che cantano per ore sotto la doccia è sorprendentemente alta; inspiegabilmente, la probabilità che ogni doccia del piano sia occupata da uno o più di loro cresce in modo esponenziale nel momento in cui ci avviamo verso il bagno con il nostro fedele asciugamano.

Livello di disagio: 🤨🤨 – Caro coinquilino, vorrei lavarmi anche io.

Ostello
Gli ostelli dell’orrore sono ormai rari, ma esistono.

4. Quello o quelli che non sa o non sanno cosa sia la privacy, purtroppo

Questa è probabilmente la tipologia di coinquilini di ostello meno sopportabile di tutte.

Si presuppone che se scegliamo di stare in ostello siamo disposti a sacrificare un po’ della nostra privacy, perché tutto sommato andiamo a condividere i nostri spazi vitali con degli sconosciuti. Non meno importante, quando segliamo di stare in ostello mettiamo in conto di rispettare la privacy altrui. La legge dell’ostello prevede che il mio coinquilino possa lasciare il suo zaino aperto sotto il letto senza che qualcun altro senta il bisogno di frugarci dentro.

La questione della privacy diventa un po’ spinosa quando ci accorgiamo di condividere dormitorio e spazi vitali con soggetti i quali non hanno cognizione alcuna del concetto di privacy. Della nostra privacy, certo, ma spesso e volentieri nemmeno della loro.

La legge dell’ostello, ma anche una forma di buonsenso in un certo qual modo universale, prevede che una persona possa dormire pacificamente nel suo letto a castello senza che il coinquilino del letto di sotto si senta libero di invitare la sua dolce metà a condividere una notte di fuoco. Nello stesso dormitorio dove dormono altre nove persone. 

Questa tipologia di coinquilino vive nell’illusione che basti un lenzuolo abilmente appeso a mo’ di tenda a separarlo dal mondo esterno e ad assicurargli un certa dose di privacy. Un’illusione, appunto.

Insonnia per insonnia, a questo punto era meglio il russatore seriale.

Livello di disagio: 🤨🤨🤨🤨🤨 – Cari coinquilini. No.

Capsule Hostel, Siem Reap
Privacy?

5. Quello che non esiste

Il coinquilino che non esiste è forse tra le più note e diffuse tipologie di coinquilino di ostello.

Ci accorgiamo di avere un coinquilino che non esiste quando entriamo in camera, che sia dormitorio misto da venti persone o camera femminile da quattro non fa differenza. Entriamo e vediamo che uno dei letti è visibilmente occupato, solo che il coinquilino non c’è. Deve essere in bagno, dallo stato del letto sembra che si sia appena alzato e che debba tornare a minuti.

Questa scena si ripete ogni volta che rientriamo in camera: il letto è sempre sfatto, apparentemente da pochissimo; sul letto abitano una miriade di oggetti buttati lì distrattamente; lo zaino è abbandonato accanto all’armadietto aperto. Ogni volta sembra che il coinquilino sia appena uscito per andare in bagno, per scendere in cucina, per fare una telefonata.

Non incontreremo mai il coinquilino che non esiste. Potremmo averlo incrociato in corridoio, sulle scale, in reception; potremmo averci parlato in cucina o in attesa del termine del concerto del coinquilino che canta sotto la doccia. Non lo scopriremo mai, non sapremo mai chi occupa quel letto perennemente appena lasciato vuoto.

Il coinquilino inesistente, semplicemente, non esiste.

Livello di disagio: 🤨 – Caro co… chi?

Old Mount Gambier Gaol, Mount Gambier
Questa camera è una cella!

Scegliere di alloggiare in ostello quando si viaggia significa essere amanti dell’avventura e dell’ignoto e significa non temere di incontrare portatori sani di disagio.

Ma significa anche apprezzare la convivialità della condivisione dei propri spazi vitali con dei perfetti sconosciuti coi quali però abbiamo evidentemente in comune tantissimo: la passione per i viaggi, la passione per gli ostelli (o, in alternativa, la passione per il portafogli non prosciugato), l’aver scelto lo stesso luogo da esplorare e lo stesso punto del soffitto da fissare dopo esserci scambiati lo stesso sguardo perplesso di fronte a uno dei tipici conquilini di ostello inclusi in questa lista.

La legge dell’ostello, ma anche un semplice calcolo matematico delle probabilità, prevede che ogni coinquilino abbia ben chiara una sacra verità: se nel nostro dormitorio non c’è nessun portatore sano di disagio, quel portatore sano di disagio siamo noi.


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