Alice nel paese delle meraviglie

La volta che la Qantas, la principale compagnia aerea australiana, ha cercato di insegnarmi a non essere troppo attaccata ai beni materiali stavo andando ad Alice Springs.

Non dormivo da una settimana o giù di lì, la mia valigia era troppo piena di oggetti superflui e al check-in c’era una specie di automa che pesava con la precisione di un farmacista e non ammetteva neanche un grammo di troppo. Ero reduce da un viaggio on the road di otto giorni in Tasmania, il che significava che era una settimana che dormivo in auto, quindi non ero del tutto propensa a litigare con una macchina.

Questo semplicemente per spiegare lo stato semi-comatoso nel quale mi trovavo quando ho visto l’Outback per la prima volta.

Kings Canyon, Australia
A poche ore di strada da Alice Springs: Kings Canyon.

L’Outback è quell’enorme distesa di nulla che si trova nel centro dell’Australia.

Alice Springs è una ridente cittadina che si trova proprio lì, nel bel mezzo dell’Outback, nel cuore dell’Australia. Visto che sta lontano da tutto e da tutti, per raggiungerla è consigliabile prendere l’aereo, ma ci sono anche autobus e treni, e naturalmente si può prendere una macchina e guidare fin là. Ma vediamo schematicamente i pro e i contro dei vari mezzi di trasporto a nostra disposizione.

  • Aereo. Contro: è quasi sempre caro (almeno 300$ a/r, ma può capitare l’offertona, e chiaramente dipende molto anche dal periodo dell’anno); non tutte le compagnie aeree portano fino ad Alice Springs, soprattutto non tutte le low-cost (la mitica Jetstar per una volta mi ha delusa, ma la Qantas ha fatto la sua porca figura con tanto di iPad e check-in futuristici ma anche terribilmente precisi sul peso delle valigie, ‘tacci loro). Pro: ci mette meno di 20 ore.
  • Autobus. Contro: ci mette una vita (per farci un’idea: Alice Springs – Adelaide sono 20 ore di viaggio). Pro: vedi l’Outback! E dopo tre ore di panorama piatto e monotono sei quasi già stufo, ma in realtà ti fa capire davvero quanto è vasto questo pezzo di mondo, e sinceramente ho preferito il bus all’aereo proprio per questo motivo. Costa anche meno dell’aereo e del treno. In genere ci si affida alla Greyhound.
  • Treno. Contro: costa un occhio della testa e ci mette comunque giorni. Pro: viaggiare con classe? In realtà non ce ne sono molti, e sarà per questo che prendono tutti il bus o l’aereo o direttamente l’auto.
  • Auto. Contro: guidare in mezzo all’Outback non è uno scherzo, i benzinai sono pochi e il sole spacca le pietre, la strada è dritta, non c’è un cane, è una noia pazzesca. Pro: può essere più economico delle altre opzioni, specie se si viaggia in gruppo, ed è senza ombra di dubbio un’esperienza fighissima. A ogni modo, vista l’entità del viaggio, è obbligatorio informarsi bene prima di mettersi in marcia: c’è gente che parte senza piani precisi e, sottovalutando la questione del benzinaio ogni svariate centinaia di chilometri, ci lascia le penne.

Il clima in questa zona dell’Australia è prevalentemente secco e caldo. Dopotutto è un deserto. Non fa sempre caldo caldo, però, ci sono le stagioni come in Italia. Solo che sono al contrario. Ad aprile la temperatura era parecchio alta, almeno per una appena arrivata dalla già freddina Tasmania. Si stava bene anche la sera, e di notte non faceva esattamente freddo. Piove raramente, ma ogni tanto succede.

Il fiume che attraversa la città è quasi sempre secco. Io e mia cugina l’abbiamo cercato, ma c’era solo un letto sabbioso con qualche arbusto rinsecchito qua e là. Inutile cercare il giardino botanico segnato sulla mappa della città: non esiste.

Alice Springs si trova in una zona che da almeno 30.000 anni è casa di diverse popolazioni aborigene. Camminando per le strade della città si vedono infatti molti più aborigeni di quanti non se ne incontrino nei grossi centri come Sydney e Melbourne. La questione degli aborigeni in Australia è ancora un po’ delicata: alcuni aborigeni tendono a sentirsi invasi dai bianchi e non vogliono integrarsi nella società australiana; dal canto loro, alcuni australiani non vedono gli aborigeni molto di buon occhio e tendono a evitarli, dicendo che sono violenti e pericolosi.

Uluru, Australia
A svariate ore di viaggio da Alice Springs: Uluru.

A ogni modo, la cultura, la storia e le tradizioni aborigene sono molto affascinanti. Come è affascinante pensare che queste popolazioni abbiano vissuto nel deserto per interi millenni prima che i coloni inglesi le incontrassero. Millenni nell’Outback, che detto tra noi non è esattamente uno dei posti più ospitali della terra. Mica noccioline.

Io e mia cugina abbiamo capito subito che ad Alice Springs non c’era trippa per gatti; solo dei gran negozi di souvenir e arte aborigena (che va di brutto!). Un giro in città ci ha gettate nello sconforto: cosa avremmo fatto dopo il tour a Uluru? Dove saremmo andate? Dove avremmo potuto cercare lavoro? Ah, le gioie di essere un backpacker, quando la vita va presa al quarto d’ora e soprattutto quando bisogna affidarsi più alle botte di culo che ad altro. Intendo dire i colpi di fortuna, naturalmente (sul serio, eh).

Alla fine la decisione è stata quella di andarsene. Dove? Adelaide, nel South Australia. Come? In bus.

Tan tan taaaaaaaaan.


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