L’anima di Sydney

Dove ce l’hai l’anima, Sydney?

Più di un europeo incontrato nelle tue strade mi ha detto che non ne hai una, quindi mi sono messa a cercarla.

Solo che come la si cerca, l’anima di una città?

Sono partita dall’Opera House, quella bianca e con le vele che a metterle tutte assieme pare si ottenga una sfera. Mi sembrava la scelta più ovvia.

All’Opera House di Sydney ci si può arrivare in due modi.

Dalla città; percorrendo George St, o anche Pitt St o un’altra delle strade parallele, andando verso nord fino a trovarsi al Circular Quay, dove partono i traghetti per la baia. Si costeggia il lato orientale del Circular Quay e ci si ritrova all’Opera House.

Oppure dal parco; magari entrando da Hyde Park su Elizabeth St e poi seguendo il verde fino ai Royal Botanic Gardens, attraversando prati, boschetti e roseti e finendo in vista della baia e di lei, appunto: l’Opera House.

Ma non ho trovato la tua anima all’Opera House, Sydney. Allora l’ho cercata altrove.


Sydney Opera House.
Sydney Opera House.

Ho provato a cercarla alla tua origine, dove sei nata come insediamento coloniale abitato da detenuti inglesi. Il vecchio quartiere di The Rocks guarda l’Opera House dall’altro lato del Circular Quay; è rosso dei mattoni degli edifici coloniali e pieno di vicoli. Sulla collina c’è l’osservatorio da cui ho visto la Croce del Sud e una Via Lattea diversa da quella che conoscevo.

Ma non ho trovato la tua anima a The Rocks, Sydney. Allora l’ho cercata altrove.


Da The Rocks è un attimo imboccare l’Harbour Bridge che taglia la baia e porta a North Sydney. Non ho attraversato il ponte: prima ancora della metà ho capito che non avrei trovato là la tua anima.

Sono tornata nella CBD, il Central Business District, che io ho sempre trattato istintivamente come una lei.

La tua CBD brulica della gente che ti vive, Sydney. Ho cercato la tua anima nei mega centri commerciali, nel mall pedonale, tra i negozi di lusso e le vetrate dello storico Queen Victoria Building, ai piedi della Townhall e nelle viscere del cuore pulsante della tua metropolitana.

Ma non ho trovato la tua anima nella CBD, Sydney. Allora l’ho cercata altrove.


Sydney CBD.
Il centro finanziario e commerciale di Sydney.

Sono scesa a Darling Harbour, porticciolo palcoscenico di eventi e vita notturna. Ho cercato tra i ristoranti e i bar, tra gli artisti di strada e nel verde dei giardini. Ho amato Darling Harbour, respirato la sua salsedine e lasciato che il suo sole e il suo vento asciugassero i miei capelli tante volte. Ho guardato i fuochi artificiali del sabato sera, li ho sentiti dalla mia camera. Ho bevuto caffè sui gradini di legno, fotografato rinoceronti dipinti, studiato i gabbiani.

Ma non ho trovato la tua anima a Darling Harbour, Sydney. Allora l’ho cercata altrove.


Pyrmont Bridge a Darling Harbour, Sydney.
Pyrmont Bridge a Darling Harbour, Sydney.

Mi sono addentrata nel quartiere asiatico, partendo da Sussex St e scendendo giù, giù fino a Haymarket e a Chinatown. Ho incontrato la moda coreana e delle tremende zampe di gallina cinesi. Ho visto il Capodanno Cinese, ascoltato una canzone cinese che non ascoltavo da anni, annusato il profumo dei ristoranti cinesi sempre troppo affollati e desiderato di tornare in Cina. Ho cercato di contrattare per la frutta e la verdura e fallito miseramente.

Ma non ho trovato la tua anima a Chinatown, Sydney. Allora l’ho cercata altrove.


Sono andata a visitare quell’altra inspiegabile fettina di Cina che è il Chinese Garden of Friendship, il Giardino Cinese dell’Amicizia. Ho trovato pace e tranquillità; alla fine hanno dovuto cacciarmi fuori perché non sarei più uscita.

Ma non ho trovato la tua anima nel giardino cinese, Sydney. Allora l’ho cercata altrove.


Porta tonda al Giardino Cinese dell'Amicizia di Sydney.
Chinese Garden of Friendship di Sydney.

Mi sono spostata verso la stazione, ho girato per Surry Hills e ammirato le tipiche case coi balconi. Poi sono andata a est, ho attraversato Darlinghurst e visto i colori della parata del Mardi Gras; ho passeggiato nella nightlife di Kings Cross, ma non mi è piaciuto. Ho proseguito fino a Paddington, sono stata al mercatino del sabato mattina, seguito Oxford St fino a Bondi Junction. E poi dritto, sempre a est, fino al mare.

Bondi Beach, Tamarama Beach, Bronte Beach, Coogee Beach; e più a sud Maroubra Beach. Il sole, l’Oceano Pacifico, il cielo blu. I surfisti. Ecco, i surfisti sono stati un po’ una delusione, cara la mia Sydney, ma magari ne parliamo un’altra volta.

Bondi to Coogee Coastal Walk.
La costa tra Bondi Beach e Coogee Beach.

Ho trovato la tua anima nell’Oceano Pacifico, Sydney? Non lo so.


Potrei però aver trovato un pezzetto della mia: un attaccamento a quella terrificante massa d’acqua che è il mare che proprio non sapevo di avere. Sydney, neanche ci facevo il bagno, nel tuo Oceano, per paura di annegare. Però lo guardavo, ed era bello. Una bellissima e terrificante massa d’acqua.

Non sono riuscita a trovare la tua anima, Sydney. Però forse non era per farmi trovare la tua anima che mi hai accolta.

Sydney cinese e multiculturalità


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