C’era una volta una Pietra del Destino

La volta che ho visto un sasso dall’aria normalissima in una teca di vetro assieme a gioielli dal valore inestimabile ero a Edimburgo, in Scozia.

La mia prima breve visita a Edimburgo mi ha regalato così tante cose da raccontare che ho dovuto dividerle in più articoli per evitare di scrivere un papiro infinito. Così sono riuscita a scrivere più papiri infiniti! Fortuna che è stata solo una breve visita.

Panoramica Edinburgh Castle
Corpo centrale del Castello di Edimburgo.

Nel pomeriggio del mio secondo giorno nella capitale scozzese, io e mia sorella ci siamo separate: io sono andata a visitare il Castello di Edimburgo e lei, che lo aveva già visto, ha preferito risparmiare (il biglietto costa £17) andando a esplorare il National Museum of Scotland, a ingresso libero.

Per visitare il Castello di Edimburgo è possibile acquistare il biglietto direttamente alla biglietteria, oppure acquistarlo online e ritirarlo dai distributori automatici una volta arrivati al castello. Io l’ho acquistato online, dando come preferenza per il ritiro una precisa finestra di tempo nel pomeriggio (il biglietto è legato al giorno della visita e al momento dell’acquisto sul sito viene chiesto di indicare l’orario in cui si desidera ritirare il biglietto e visitare il castello).

Se il nostro primo giorno a Edimburgo era stato abbastanza nuvoloso e grigio, la mattina del secondo giorno ci siamo alzate con il sole e il cielo quasi privo di nuvole. Il mio pomeriggio al castello è stato quindi caratterizzato dal vento (si è su una rocca piuttosto esposta alle intemperie, dopotutto) ma anche da un tramonto stupendo che ha tinto di tonalità calde le mura in sasso degli edifici che compongono il castello.

Il Castello di Edimburgo ha una lunga storia. Pur essendo abitato dal IX secolo d.C., la struttura più antica che è arrivata fino a noi è del XII secolo: si tratta della St. Margaret’s Chapel, edificio più antico dell’intera città di Edimburgo.

Argyle Tower Edinburgh Castle
Argyle Tower e cielo impossibilmente privo di nuvole.

Tra le mura del castello è nato l’unico figlio di Mary Stuart, che in Italia conosciamo anche come Maria Stuarda (le meraviglie delle traduzioni dei nomi propri!), Regina di Scozia, cugina di Elisabetta I d’Inghilterra. Suo figlio era Giacomo VI di Scozia ma divenne Giacomo I d’Inghilterra alla morte di Elisabetta I, quando Scozia e Inghilterra furono riunite sotto la stessa corona.

Fan come sono delle audioguide, e sapendo che il castello è parecchio grande e ricco di cose da vedere, ho noleggiato un’audioguida al modico prezzo di £3.50.

Il signore allo sportello doveva essere in vena di gaffe, perché non solo ha fallito miseramente nel tentativo di fare un complimento alla ragazza nordica e bionda davanti a me (“Che belle trecce, sembri quel personaggio di quella favola, Hansel e Gretel… sembri Hansel!”), ma è anche riuscito a dirmi che il cibo lombardo è buono per via dell’influenza tedesca in cucina.

Edinburgh Castle
Cala la sera sul Castello di Edimburgo e sulla St. Margaret’s Chapel, a sinistra.

Ho nascosto la mia perplessità e mi sono fatta dare un’audioguida in inglese, aspettandomi un marcato accento scozzese sul quale fare pratica. Invece era parecchio chiara e semplice da seguire. Ci sono quasi rimasta male.

Il pezzo forte del Castello di Edimburgo, quello che gli scozzesi vanno a vedere coi lucciconi agli occhi e l’amore per la propria Scozia che brucia nel petto, è custodito in una teca di vetro in una saletta poco illuminata dove è categoricamente proibito fare foto (la guardia è dotata di ultrasuoni e sensi sempre all’erta ed è capace di scatti felini e di inseguimenti se sospetta che qualcuno stia per scattare una foto: l’ho vista in azione). Il tesoro del Castello di Edimburgo sono i Gioielli della Corona (chiamati Honours of Scotland e tra i simboli della Scozia) e la meravigliosa Pietra del Destino.

Interno Edinburgh Castle
Dentro la Sala Grande del Castello di Edimburgo.

La Pietra del Destino è un semplice e per niente decorato blocco di arenaria sul quale sono stati incoronati numerosi re scozzesi. Edoardo I d’Inghilterra nel 1296, dopo aver sconfitto la Scozia, la portò via dalla sua madrepatria e la fece trasportare a Londra per metterla sotto il trono delle incoronazioni nell’Abbazia di Westminster. Così ogni monarca inglese sarebbe stato automaticamente incoronato anche re degli scozzesi, cicca cicca.

Gli scozzesi se la sono legata al dito talmente tanto che nel 1950, dopo la bellezza di settecento anni, un gruppo di studenti scozzesi riuscì a rubare la pietra per riportarla in Scozia. Durante il viaggio la pietra cadde e si spaccò in due, ma fu in seguito riparata e riportata a Londra. Fu solo nel 1996 che l’Inghilterra decise di restituire ufficialmente la Pietra del Destino alla Scozia. Gli accordi sono però che la pietra verrà riportata a Westminster per ogni incoronazione (cosa che comunque non capita molto spesso, di recente).

Val la pena di notare che la Pietra del Destino è chiamata anche Stone of Scone, dal nome del luogo dove si trovava prima che Edoardo I d’Inghilterra la portasse a Londra. Pur avendo due pronunce diverse, Scone la città e scone il dolcetto a base di burro e dolcezza che si mangia con il cream tea si scrivono allo stesso modo. Eheheh.

Tramonto a Edinburgh Castle
Il tramonto in fondo alla strada.

La mia visita al Castello di Edimburgo si è conclusa con calma e sul calar del sole. Ormai il grosso dei turisti era uscito, così eravamo rimasti in pochi ad apprezzare i colori del tramonto dipinti sui muri antichissimi di St. Margaret’s Chapel. Noi ultimi turisti a bearci dell’ultima luce del giorno, bardati come solo i turisti in assetto da visita sanno essere, e un gruppo di invitati a un matrimonio, tutti molto eleganti, compreso uno stormo di damigelle con un sacco di pelle scoperta. Tutti probabilmente scozzesi, dato che non davano segno di accorgersi della temperatura in picchiata.

Quella sera mi sono concessa una calda e decisamente confortante Shepherd’s Pie con una birra scura, gioendo della facilità con cui si trovano birre scure buone e diverse dalla Guinness in Scozia. Mia sorella, dal canto suo, soffriva l’assenza di un’ampia selezione di chiare e bianche, ma si consolava con una pie di cervo.

Shepherds Pie
La mia Shepherd’s Pie.

Il giorno dopo ci aspettava la visita a Mary King’s Close, che conoscevo come la città sotterranea di Edimburgo.

To be continued

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