Cos’è e come fare ecoturismo, il turismo sostenibile

La sostenibilità è un insieme di gesti che possono essere messi in pratica non solo a casa, ma anche in viaggio. Ma come fare ecoturismo e diventare viaggiatori responsabili?

Cos’è e come fare ecoturismo, il turismo sostenibile

Cosa troverai in questa miniguida?

Albero, Louisiana.
La fotosintesi clorofilliana è il massimo della sostenibilità.

Cos’è l’ecoturismo

La definizione moderna di ecoturimo nasce nel 2002 nella Québec Declaration on Ecotourism, documento stilato nel corso di un summit mondiale dell’ecoturismo organizzato dal Programma Ambiente delle Nazioni Unite, dall’Organizzazione Mondiale del Turismo e dall’International Ecotourism Society. Questa definizione è riassumibile così:

L’ecoturismo è un modo responsabile di viaggiare in aree naturali, conservando l’ambiente e sostenendo il benessere delle popolazioni locali.

Quando si parla di ecoturismo non ci si rifersce quindi al semplice rispetto per l’ambiente. Il termine è più ampio e comprende anche altri aspetti, primo fra tutti la sostenibilità:

  • sviluppo sostenibile del settore turistico, non solo per l’ambiente ma anche per la popolazione locale e la sua economia;
  • minimizzazione dell’impatto sull’ambiente e dello sfruttamento delle risorse;
  • biocentrismo invece di antropocentrismo;
  • accettazione dell’ambiente nella sua realtà, senza modifiche per la comodità del turista.

L’Associazione Ecoturismo Italia, referente italiano dell’International Ecotourism Society, propone una sua definizione di ecoturismo:

Un modo di viaggiare responsabile in aree naturali, conservando l’ambiente in cui la comunità locale ospitante è direttamente coinvolta nel suo sviluppo e nella sua gestione, ed in cui la maggior parte dei benefici restano alla comunità stessa.

Perché è importante fare ecoturismo?

Nell’era dei voli low-cost e dei social network che invitano sempre più persone a viaggiare e a farlo tutte verso gli stessi posti, abbiamo ormai ben chiari i danni che il turismo di massa può provocare, soprattutto quando indiscriminato e maleducato. Il turismo di massa che distrugge e rovina non è sostenibile, né per l’ambiente né per chi lo abita.

Fare ecoturismo significa essere più consapevoli dell’impronta che si lascia ogni volta che ci si sposta da casa, che sia per un week-end o per un viaggio più lungo.

Se vogliamo continuare a viaggiare e se vogliamo lasciare in eredità alle generazioni future un mondo nel quale valga la pena viaggiare, allora fare ecoturismo non è solo importante ma necessario.

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Dove Lake e Cradle Mountain, Tasmania.
Se siamo veramente preoccupati per il benessere del mondo in cui viviamo, dobbiamo fare il possibile per mantenerlo sano e vivibile.

Come fare ecoturismo

Fare ecoturismo non è una cosa che si può improvvisare: bisogna organizzarsi e soprattutto abituarsi a tanti piccoli gesti che in parte già mettiamo in pratica. Si tratta di tanti piccoli atti di amore verso i luoghi che visitiamo, le persone che li abitano e in ultimo noi stessi.

Durante la pianificazione del viaggio

Il momento della pianificazione del viaggio è quando possiamo scegliere i mezzi di trasporto che useremo, i luoghi in cui dormiremo e le attività alle quali ci dedicheremo. Possiamo anche cominciare a informarci su dove e cosa mangiare, e sugli eventuali acquisti che abbiamo intenzione di fare.

Il mezzo di trasporto

Per quanto riguarda il mezzo di trasporto, è bene tenere a mente che l’aereo è tra quelli che consumano e inquinano più di tutti.

L’avvento dei voli low-cost a prezzi stracciati non aiuta a resistere alla tentazione di prendere l’aereo anche per un tragitto breve, anzi. Però è buona abitudine controllare se la stessa tratta non può essere coperta con mezzi alternativi: il treno, soprattutto l’alta velocità, offre spesso una valida e pratica opzione per spostarsi tra una città e l’altra.

Quando l’aereo è proprio necessario, allora è meglio evitare quanti più scali possibili: decollo e atterraggio sono i momenti in cui si inquina di più.

Per quanto riguarda i mezzi di trasporto in loco, quelli pubblici sono la scelta migliore. In alternativa, il noleggio bici è spesso molto economico oltre a essere terribilmente ecologico. Senza dimenticare che è camminando che si riesce a visitare una meta senza fretta, gustandosela a ogni passo.

Il pernottamento

Possiamo fare ecoturismo anche nella scelta del luogo in cui dormire? Sì, se teniamo a mente che ecoturismo non è solo rispetto per l’ambiente ma anche rispetto per la popolazione e l’economia locali.

Non tutte le grosse catene alberghiere sono ecosostenibili e rispettose della popolazione e dell’economia locale. Anche la scelta del pernottamento può quindi fare la differenza tra una vacanza ecologica e una un po’ meno ecologica.

Sul sito Bookitgreen è possibile cercare tra sistemazioni ecosostenibili sparse per il globo: e sono più di quanto si possa pensare!

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Tipico mezzo di trasporto pubblico cambogiano.

Quando si prepara il bagaglio

L’ecoturismo e la sostenibilità passano anche per il bagaglio, sia esso zaino, valigia o trolley.

Prima di partire decidiamo con cura cosa vogliamo portare con noi e cerchiamo in tutti i modi di non appesantirci di inutilità che potremmo essere tentati di buttare per fare spazio ai souvenir acquistati in viaggio.

È sempre bene tener conto di alcuni accorgimenti:

  • non è quasi mai necessario stampare prenotazioni e biglietti aerei—spesso e volentieri basta la prenotazione digitale sul cellulare, a volte neanche quella;
  • la tecnologia può aiutare a ridurre lo spreco di carta—non solo prenotazioni in formato digitale ma anche copie dei documenti, mappe e guide;
  • invece di suddividere i propri vestiti nelle praticissime buste di plastica, è possibile utilizzare delle altrettanto pratiche e molto più ecologiche buste in tessuto—i cosiddetti organizer da viaggio;
  • il beauty case può alleggerirsi e farsi molto più eco-friendly se si cerca di utilizzare solo prodotti solidi e quanto più possibile privi di packaging—i flaconi di plastica e le confezioni in materiale misto che non si sa come smistare sono il male.

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Cestino per turisti
La raccolta differenziata è importante!

Mentre si viaggia

Come fare ecoturismo ed essere responsabili e sostenibili anche in viaggio? Essendo responsabili, appunto.

Anche quando si viaggia, come quando si è a casa, è possibile fare la raccolta differenziata, evitare di disperdere rifiuti nell’ambiente e fare scelte responsabili sul proprio stile di vita.

Cibo

Evitare di acquistare bottigliette di plastica e portarsi la borraccia da casa è una scelta responsabile, per esempio. Non in tutti i Paesi del mondo è possibile bere l’acqua del rubinetto (tap water), ma quando possibile è bene approfittarne. Qui una pratica infografica su dove si può bere l’acqua del rubinetto e dove è meglio evitare—ed è meglio evitare di fare caso al fatto che in questa infografica il nord Italia sia praticamente occupato dal Liechtenstein.

Non usare bicchieri usa e getta ma munirsi di tazza riutilizzabile per il tè e il caffè è un’altra scelta responsabile quando proprio non possiamo fare a meno di passeggiare con la nostra bevanda calda in mano. In alternativa, possiamo semplicemente sederci per bere un tè o un caffè e farcelo servire in una tazza di ceramica, perfettamente lavabile e riutilizzabile altri milioni di volte.

Altre scelte responsabili riguardano il cibo che si consuma: andare da Starbucks (vedi sopra) e McDonald’s non è fare ecoturismo, mentre mangiare il cibo locale in ristoranti locali sì. Meglio ancora se i ristoranti locali partecipano a progetti incentrati sullo sviluppo della popolazione, come succede in diverse parti della Cambogia.

Attività ed escursioni

Alcune tra le scelte responsabili con il maggiore impatto ambientale che è possibile fare mentre si viaggia riguardano le attività e le escursioni alle quali si decide di partecipare.

La regola d’oro in questi casi è molto semplice: se l’attività comprende il toccare, il cavalcare o l’avvicinarsi ad animali che solitamente non permettono agli esseri umani di avvicinarsi, allora si tratta di sfruttamento animale. Passeggiata a dorso di elefante? Sfruttamento animale. Selfie con la tigre? Sfruttamento animale. Spettacolo coi delfini? Sfruttamento animale.

Lo sfruttamento animale non è mai eco-friendly, non è mai responsabile e non è mai parte dell’ecoturismo.

Purtroppo in certe parti del mondo è facilissimo imbattersi in mete turistiche che fanno dello sfruttamento animale la propria principale fonte di introito economico. Come riconoscere ed evitare queste trappole? Informandosi e cercando quanto più possibile di scegliere luoghi come i santuari in cui gli animali vengono accuditi e non sfruttati. Un esempio? Il Bonorong Wildlife Sanctuary vicino a Hobart in Tasmania, dove vengono accolti, curati e se possibile reintrodotti in natura gli animali trovati feriti sulle strade tasmane.

Per quanto riguarda le attività che non prevedono la presenza di animali, scegliere di sostenere associazioni locali è sempre la cosa più responsabile da fare.

Zuppa di zucca e involtini
Mangiare locale è comunque spesso e volentieri molto meglio del McDonald’s.

Ecoturismo solo in viaggio?

Il bello dell’ecoturismo è che non funziona solo in viaggio. Anzi!

Il perfetto ecoturista sa come essere consapevole ed eco-friendly in viaggio proprio perché è consapevole ed eco-friendly a casa. Tutte le scelte che facciamo per limitare il nostro impatto ambientale in viaggio possono essere messe in atto anche tra le mura domestiche e tra le strade della nostra città: raccolta differenziata, utilizzo di prodotti sfusi, dei mezzi pubblici e della bicicletta, riduzione dei rifiuti in plastica e soprattutto delle bottiglie di plastica bevendo l’acqua del rubinetto—che è sicura da bere in tutta Italia; se non ci piace il sapore possiamo rifornirci in una delle ormai numerose casette dell’acqua dove un litro di acqua fresca e filtrata costa appena 5 centesimi.

Non esistono scuse per non fare ecoturismo e per non essere responsabili e consapevoli dell’impronta che stiamo lasciando su questo pianeta.


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4 Commenti

  1. Silvia

    Very nice article. May I add that United Airlines uses biofuel:
    “In 2013, we became the first U.S. airline to sign a definitive fuel supply agreement for sustainable aviation biofuel. Now we are proud to be putting this biofuel on our aircraft. Many airlines – including United – have flown demonstration flights on biofuels; now we are incorporating biofuels into our everyday operations – a milestone for the aviation industry.”
    http://ft.ual.com/News/2019/04/17/Cleaner-skies-ahead
    In addition, we recycle our amenity kits:
    https://ft.ual.com/our-airline/united-in-the-news/2019/04/22/points-guy-amenity-kits

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