Trekking facilitato per sprezzanti del gelo

La volta che ho rischiato la morte per assideramento ero in Tasmania e stavo dormendo in un’auto quando fuori la temperatura era sotto zero.

Dove Lake e Cradle Mountain, Tasmania
Cradle Mountain, Tasmania.

Io e mia cugina eravamo ormai giunte a metà del nostro road trip tasmano, ed eravamo sorprendentemente ancora vive. Dopo Devonport abbiamo seguito la costa fino a Penguin, perché con un nome così non potevamo certo non andarci, dove abbiamo salutato il mare e abbiamo svoltato a sud, verso il Cradle Mountain National Park.

Il Cradle Mountain National Park è una delle mete turistiche più amate e più visitate della Tasmania. Si tratta di un parco naturale che comprende diverse vette, tra cui Cradle Mountain, e alcuni laghi di origine glaciale. Il nome, Cradle Mountain, è dato dalla forma del gruppo montuoso, che ricorda quella di una culla (in inglese cradle).

Sulla via per Cradle Mountain siamo riuscite a perderci un paio di volte, attraversando così paesaggi da Signore degli Anelli, a imboccare strade chiuse che ci hanno costrette a fare un detour di svariati chilometri, e a fermarci per una passeggiata a Leven Canyon.

Leven Canyon, Tasmania
Leven Canyon: sul tetto del mondo!

Una volta presa quella giusta, la strada per Cradle Mountain è bellissima, perché ti permette di vedere la montagna che si avvicina lentamente. Almeno, così mi ha raccontato mia cugina. Era il suo turno di guidare e io, da brava navigatrice, dormivo. Quando mi sono svegliata eravamo già quasi arrivate.

Paragonato al camping del terrore della notte precedente, quello dove avremmo pernottato alle porte del parco nazionale era un sogno. La cucina era uno chalet perso nella boscaglia, con due camini scoppiettanti e tante panche in legno occupate da gente in perfetta tenuta da montagna invernale. Eravamo le sole in jeans e scarpe da ginnastica. Lì abbiamo cominciato a preoccuparci. Avrebbe fatto davvero così freddo? Certo, tutti dormivano in camper o in roulotte, mentre noi sembravamo essere le uniche ad avere solo l’auto (“Dormite in tenda?”, ci avevano chiesto a uno dei camping sulla costa. “No, dormiamo in auto.” “Ah. In auto.”). Però dai, non era ancora inverno, saremmo sopravvissute.

Dopo la doccia nei bagni per nulla riscaldati la nostra aspettativa di vita era già calata, e la morte per assideramento sembrava decisamente molto più probabile. Il termometro segnava sempre meno gradi, il che ci portava a temere come non mai il momento in cui avremmo dovuto per forza di cose lasciare la cucina-chalet e il suo tepore e andare a ritirarci per la notte nella nostra macchinina gelida.

Nel frattempo ci godevamo il caminetto e la compagnia di una coppia di anziani signori giapponesi dall’aria adorabile. Non riuscivamo a dargli un’età, ma erano assieme da abbastanza tempo da aver finito per assomigliarsi parecchio anche fisicamente. Non spiccicavano una sola parola di inglese, ma continuavano a sorridere e tra un sorriso e l’altro ci hanno offerto frutta secca e buon umore.

Fuori la temperatura scendeva, quindi tornare all’auto è stato drammatico come previsto, ma addolcito dalla vista mozzafiato del cielo stellato e della via lattea. L’auto era fredda più che mai, ma la fauna locale non sembrava curarsi del gelo, dal momento che aveva deciso di ritrovarsi per un rave a pochi metri dal nostro bagagliaio.

Cradle Mountain e Dove Lake, Tasmania
QUELLA è Cradle Mountain.

L’indomani ci siamo alzate di buon ora e, cercando di convincerci delle proprietà tonificanti del freddo, ci siamo tolte gli strati di vestiti per la notte e ci siamo infilate gli strati di vestiti per il giorno. Dopodiché, in marcia.

All’ingresso del Cradle Mountain National Park c’è la biglietteria per il parco e la fermata della navetta che porta ai punti di partenza e arrivo dei vari percorsi di trekking. Entrare con un mezzo proprio costa di più e non è consigliato. La navetta è inclusa nel prezzo del biglietto e comoda, quindi molti turisti prendono quella, e così abbiamo fatto anche noi (prezzo del biglietto: $16,50). In questo modo i guardaparco si accertano che il traffico resti limitato, e soprattutto che ben poche persone abbiano la possibilità di perdersi.

Io e mia cugina, da brave camminatrici navigate e forgiate dalle Alpi, abbiamo naturalmente scelto di fare la passeggiata più pianeggiante di tutte, che però era anche la più scenografica.

Dove Lake, Tasmania
Brutti posti in Tasmania.

Il camminamento attorno a Dove Lake è tra i più frequentati, e il motivo è chiaro non appena si percorrono i primi metri.

Il panorama è magnifico, le montagne si ammassano sulle rive del lago e vi si specchiano. Il percorso è agibilissimo, per la maggior parte pavimentato con delle assi di legno, che lo rendono piacevolissimo da percorrere anche per chi è un po’ fuori allenamento. Temevamo il freddo, ma il clima era fantastico, il sole caldo ma non troppo e il cielo limpido. Una meraviglia.

Al termine del giro del lago eravamo senza fiato e senza parole. Ci eravamo tolte qualche strato di vestiti e non riuscivamo a scollare gli occhi dal panorama. Ma ormai era pomeriggio inoltrato, dovevamo prendere la navetta che ci avrebbe riportate all’ingresso del parco e alla nostra auto. Sulla via del ritorno, l’autista della navetta ha cominciato a rallentare e ci ha indicato un prato alla nostra destra. Wombat, diceva, una madre col piccolo.

Strizzando un po’ gli occhi siamo riuscite a vedere due sottospecie di barilotti di pelo marrone, uno più grande e uno più piccolo, più o meno delle dimensioni di due cinghiali. È abbastanza raro vederli in natura, diceva l’autista, sono animali molto timidi, e la mamma diventa parecchio aggressiva quando è accompagnata dal piccolo. Da lontano non potevamo vederli bene, ma da lì a un paio di giorni avremmo avuto l’occasione di incontrarne uno da vicino e ce ne saremmo perdutamente innamorate.

Lasciandoci Cradle Mountain alle spalle ci siamo dirette verso ovest. Dopo aver visto le montagne eravamo pronte a tornare sul mare, anche se in realtà non era del tutto previsto.


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