Due itinerari per un’Inghilterra un po’ fuori dai soliti giri

Londra è meravigliosa, bellissima, ricca di cose da vedere, posti da visitare, cibi da provare, piena di musei, parchi, viuzze, gente. Londra è la meta di praticamente metà dei turisti che fanno rotta sul Regno Unito, se non di più.

Ci sarà altro oltre Londra?

Certo che sì, ed ecco per l’appunto due itinerari da cinque giorni (che possono essere anche di più) per un’Inghilterra un po’ fuori dai soliti giri e soprattutto un po’ fuori da Londra. Che è meravigliosa e bellissima e stupenda, ma anche il resto del Paese meriterà di essere visto, o no?

Itinerario #1: sul confine tra Devon e Cornovaglia

Giorno 1
Plymouth
Giorno 2Rame Head Peninsula
Giorno 3Tamar Valley Line
Giorno 4Dartmoor National park
Giorno 5Exeter
Panorama su Rame Head, Cornovaglia.
Panorama sulla Rame Head Peninsula, Cornovaglia.

Itinerario #2: storia, letteratura e inglesità

Giorno 1
Oxford
Giorno 2Oxford
Giorno 3Stonehenge e Salisbury
Giorno 4Bath
Giorno 5Cotswolds
La città di Oxford vista dall'Oxford Castle.
Oxford vista dall’Oxford Castle.

Perché andare proprio a Plymouth e a Oxford (e dintorni) e cosa vedere?

Plymouth

Perché andare a Plymouth?

Perché non è per niente turistica, perché è da qui che è partito (dopo una serie interminabile di sfighe) il Mayflower carico di Padri Pellegrini intenzionati a colonizzare tutto il colonizzabile nella lontana America, perché è la base perfetta per visitare il confine tra le due contee che hanno dato i natali a una delle cose più buone della cucina inglese: il cream tea.

Cosa vedere a Plymouth?

The Hoe — punto panoramico pieno di verde dal quale ammirare la baia e il porto e dove sedersi all’ombra della Smeaton’s Tower, il faro a strisce bianche e rosse, a riflettere sul senso della vita e sugli innumerevoli sottomarini nucleari parcheggiati in quella che è la base navale militare più grande d’Europa.

The Barbican — la zona vecchia del porto da cui sono partiti i Padri Pellegrini a bordo del Mayflower; ora ricca di locali, pub e inglesi ubriachi.

Il fascino della brughiera e quello delle pie

Cosa vedere nei dintorni di Plymouth?

Rame Head Peninsula — luogo perfetto per una lunga e ventosa passeggiata sulla costa della Cornovaglia più vicina al confine col Devon. Raggiungibile dal centro di Plymouth prendendo il bus 70A in direzione Cremyll; si scende dal bus a Kingsand, villaggio di pescatori, e si attraversa Cawsand, altro villaggio di pescatori, per raggiungere e imboccare il sentiero costiero che si arrampica sulla penisola.

Tamar Valley Line — linea ferroviaria che collega Plymouth a Gunnislake, appena oltre il confine con la Cornovaglia segnato dal fiume Tamar. Il biglietto si acquista alla stazione di Plymouth ed è di tipo hop on, hop off, quindi è possibile scendere dal treno a una fermata qualsiasi e poi riprenderlo per proseguire. Degna di nota sulla Tamar Valley Line è la Cotehele House a Calstock, appena dopo il viadotto che attraversa il fiume Tamar e il confine tra le due contee.

Tamar Valley Line, Cornovaglia.
La vista dal treno sulla Tamar Valley Line.

Dartmoor National Park — altopiano di bellissima e selvaggia brughiera inglese. Purtroppo un po’ difficile da raggiungere con i mezzi pubblici: c’è un bus che da Plymouth va a Yelverton, e da lì un altro che va a Princetown; oppure un altro che va da Plymouth a Tavistock, e poi un altro per raggiungere sempre Princetown. A Princetown c’è il Dartmoor Visitors Centre.

Exeter — casa della cattedrale con il soffitto a volte discontinuo più lungo del mondo, casa dell’università dove ha studiato la zia Rowling e casa degli Exeter’s Underground Passages, una serie di cunicoli sotterranei di epoca medievale che se ne stanno nascosti nella pancia della città.

Cornish Pasties e fish and chips
Oxford

Perché andare a Oxford?

Perché è bellissima e perché ogni cosa è un riferimento a Tolkien, a C.S. Lewis, a Lewis Carroll, a Philip Pullman e persino a Harry Potter, inspiegabilmente (no, ok, una spiegazione c’è). Perché è la base perfetta per muoversi tra le inglesissime Cotswolds e cittadine deliziose come Bath e Salisbury.

Divinity School, Bodleian Library, Oxford
La Divinity School della Bodleian Library a Oxford.

Cosa vedere a Oxford?

Bodleian Library — tra le biblioteche più antiche del Regno Unito e visitabile unicamente con un tour guidato prenotabile online o direttamente alla biglietteria della biblioteca; durante la visita si può ammirare anche la Divinity School, dal meraviglioso soffitto a volte riccamente decorate. Vale una visita anche la vicina Weston Library, sempre parte dello stesso sistema bibliotecario e spesso casa di esposizioni e mostre.

Christ Church College — una specie di Hogwarts in cui gli studenti cenano per davvero in una Sala Grande stupenda e non esattamente sobria. Uno dei college migliori di Oxford, enorme e bellissimo, in cui ha studiato e insegnato matematica l’autore di Alice nel Paese delle Meraviglie, Lewis Carroll (vero nome: Charles Lutwidge Dodgson).

Oxford Castle — castello medievale di origine normanna visitabile partecipando a tour guidati da personaggi in costume d’epoca. Dalla cima della torre è possibile ammirare le famose dreaming spires (guglie sognanti) che si affollano sopra gli edifici universitari e che devono a Oxford il suo soprannome.

Brexit, Bodley e adolescenze lunghe

Cosa vedere nei dintorni di Oxford?

Stonehenge — uno dei siti archeologici più famosi e visitati dell’intero Regno Unito. Meglio arrivarci al mattino presto per evitare la massa di visitatori che immancabilmente affollano il sito. Il biglietto è acquistabile online e ritirabile alla biglietteria all’apertura del sito. Stonehenge dista ad appena mezz’ora di auto da Salisbury.

Salisbury — cittadina famosa per la sua bellissima cattedrale e per essere il punto di confluenza di ben cinque fiumi, tra cui il fiume Avon. Per visitare la Cattedrale di Salisbury non c’è un biglietto da pagare, ma è richiesta una donazione; all’interno, tour guidati gratuiti tenuti da adorabili signore pensionate partono quasi ogni ora. La cattedrale di Salisbury ospita la copia meglio conservata della Magna Carta (datata 1215).

Cattedrale di Salisbury
La Cattedrale di Salisbury.

Bath — è stata per un periodo di tempo la casa di Jane Austen; ed è infatti qui che si tiene ogni anno il Jane Austen Festival. Bath è nota soprattutto per i bagni romani e per le numerose SPA; ma anche per il suo Pulteney Bridge che attraversa il fiume Avon e per la sua Royal Crescent, una delle strade più tondeggianti del Regno Unito.

Cotswolds — regione dolcemente collinare che si estende su diverse contee inglesi, tra cui Oxfordshire e Gloucestershire. Le cittadine e i paesini delle Cotswolds sono noti per essere la quintessenza dell’inglesità. Il modo migliore per visitare quest’area è farlo in auto e fermandosi in qualsiasi posto catturi la propria attenzione.

Down the Rabbit Hole

Come raggiungere Plymouth e Oxford?

Plymouth e Oxford sono due cittadine prive di aeroporti collegati al continente, ma non per questo sono da considerarsi tagliate fuori dal mondo.

La città servita da voli low-cost più vicina a Plymouth è Bristol, dove è possibile noleggiare un’auto o saltare su un bus per raggiungere Plymouth e il Devon (con Megabus si prende il bus direttamente davanti all’aeroporto; £20 per due ore e tre quarti di viaggio attraverso la campagna).

Oxford dista da Londra appena una novantina di chilometri, quindi circa un’ora e mezza di bus o auto. Per raggiungere Oxford è pratico noleggiare un’auto e ritirarla in uno degli aeroporti della città; in alternativa, la Oxford Bus Company offre corse in partenza dal centro di Londra (£15) ma anche dagli aeroporti di Heathrow e Gatwick (da £15 a £28).

Lower Slaughter, Cotswolds
Lower Slaughter nelle Cotswolds.

Bisogna fare delle vaccinazioni?

Gli inglesi non sono soliti mordere i turisti, quindi no, non è necessario fare vaccinazioni per visitare l’Inghilterra.

Vengono comunque caldamente consigliate delle analisi del sangue da effetturare una volta tornati in Italia per valutare l’impatto del burro nei propri valori di colesterolo.

Riferimenti letterari come se piovesse

Serve il visto?

Se siamo cittadini UE in possesso di un passaporto UE non serve il visto per varcare il confine inglese. A dirla tutta non serve neanche il passaporto: basta la carta d’identità (possiblmente non scaduta). Per ora.

Causa Brexit, questo potrebbe cambiare nei prossimi anni, quindi meglio cercare di visitare tutto il visitabile ora che non servono visti né passaporti né costose assicurazioni di viaggio (i cittadini UE sono comunque coperti per quanto riguarda le cure mediche; bisogna sempre portare con sè la propria Tessera Sanitaria o Carta Regionale dei Servizi, che sul retro ha la Tessera Europea Assicurazione Malattia).

Vista sulla brughiera del parco di Dartmoor, Devon.
La brughiera nel Dartmoor National Park.

Quale valuta è in uso nel Regno Unito?

La valuta inglese è la Elisabettasecondissima Sterlina, o Pound (£). Qui è possibile controllare il tasso di cambio con l’Euro.

Per quanto la Sterlina sia elegantissima sia nelle sue banconote marchiate Regina Elisabetta II, sia nelle sue monete a volte neanche tonde ma ettagonali (tipo il 20p), di fatto in Inghilterra si può pagare praticamente tutto con la carta di credito o con una prepagata. Soprattutto se suddetta carta di credito o suddetta prepagata sono munite di sistema Contactless, accettato persino sugli autobus.

Prima di partire è comunque una buona idea controllare con la propria banca quali sono le commissioni per i prelievi e per i pagamenti all’estero.

Gli inglesi, le rotatorie e la sindrome di Stoccolma

Quali mezzi di trasporto è meglio usare?

Auto

Se abbiamo deciso di noleggiare un’auto, allora l’auto sarà il nostro mezzo di trasporto di preferenza, tranne che nelle città dalla media grandezza in su, dove il traffico riesce a farsi parecchio antipatico.

Molte città inglesi offrono un servizio chiamato Park and Ride: una o più aree parcheggio fuori città servite da autobus verso il centro, spesso e volentieri a prezzi molto bassi se non addirittura gratis. Per informazioni sui Park and Ride delle singole città, ecco qualche link:

La volta della cattedrale di Exeter.
La Cattedrale di Exeter.

Guidare nel Regno Unito, quindi sul lato sinistro della strada e col volante a destra e il cambio a sinistra e le rotatorie al contrario, è in realtà meno complicato di quello che sembra. A parte le rotatorie, ma quello è un problema degli inglesi (e della loro evidente Sindrome di Stoccolma).

Le strade a pedaggio (toll roads) in Inghilterra non sono molte; in alcuni casi è richiesto il pedaggio per l’attraversamento di un ponte o per l’ingresso in una galleria. I prezzi dei vari pedaggi sono disponibili sul sito governativo del Regno Unito.

Prima di noleggiare un’auto nel Regno Unito, è bene ricordare che viene spesso richiesto il possesso di una carta di credito per effettuare il pagamento, che il titolare della suddetta carta deve essere presente al ritiro dell’auto, e che spesso viene richiesto il pagamento di una cauzione (una determinata somma di denaro viene bloccata sulla carta, che non deve necessariamente essere la stessa della prenotazione). In alcuni casi è possibile pagare con una carta di debito (che non è la stessa cosa di una carta prepagata: di solito sul retro della carta porta la dicitura Debit Card).

Megaliti in riunione e colonne a disagio
Autobus

Muoversi con l’autobus tra una città inglese e l’altra non è affatto impossibile: gli autobus di linea ci sono eccome! 

Nelle città di medie e grandi dimensioni la rete di trasporto urbano è di solito efficiente e comoda da usare. In alcune aree più rurali risulta però difficile organizzarsi con gli orari dei bus, che possono a volte essere piuttosto scarni.

Meglio quindi informarsi sempre sugli orari prima di salire sull’unica corsa della giornata e rischiare di restare appiedati alle porte della brughiera (esperienza personale). Gli orari sono spesso disponibili all’Info Point della città di partenza, o semplicemente su Google Maps (che di solito è aggiornato).

Stonehenge con corvo
Stonehenge.
Treno

Mentre Londra si trova generalmente e comprensibilmente ben collegata con le altre città inglesi, lo stesso non si può dire con le città inglesi tra di loro. Un esempio: per andare da Oxford a Salisbury (a sud) è necessario passare da Reading (a est) o da Bath (a ovest). E se esiste un treno abbastanza diretto tra Plymouth e Exeter, purtroppo per visitare le Cotswolds e il Dartmoor National Park il mezzo di trasporto in assoluto più pratico resta l’auto.

Degna di nota è la Tamar Valley Line, linea ferroviaria a diesel che da Plymouth si muove verso nord, attraversa un viadotto costruito a inizio ‘900 sul fiume Tamar, esattamente sul confine tra Cornovaglia e Devon, e raggiunge Gunnislake.

Bucolicità, inglesità, burrosità!

Dove si può dormire?

Plymouth è un’ottima base per visitare Dartmoor ed Exeter. Il suo non essere una meta turistica particolarmente gettonata si riflette nella non proprio ampia scelta di alloggio. Esiste però un ostello, il classico backpackers: Plymouth Backpackers. Ci sono inoltre alcuni hotel e l’occasionale Bed&Breakfast.

Oxford ha qualcosa in più da offrire sul versante alloggio: hotel, ostelli, guesthouse e diversi appartamenti Airbnb. Se abbiamo noleggiato un’auto è una buona idea scegliere una sistemazione anche fuori città e sfruttare uno dei Park and Drive. Un Airbnb che mi sento di consigliare è il Shotover Estate a Little Baldon, praticamente in mezzo ai campi.

Pulteney Bridge, Bath
Pulteney Bridge sul fiume Avon a Bath.

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