L’odore di Edimburgo e il miglio ingannevole

La volta che sono andata a vedere la tomba di Tom Riddle ero a Edimburgo, in Scozia. E a dire la verità non si chiamava Tom Riddle ma Thomas Riddel, quindi ci sono rimasta un po’ male.

Sono andata a Edimburgo con mia sorella, che ci era già stata ma che aveva trovato la città così bella da meritare una seconda visita nel periodo non esattamente caldo di Halloween.

Era la mia prima volta in Scozia. Conoscevo la Scozia solo tramite i racconti di chi ci era stato, i film e i frammenti di serie TV ambientati lì che avevo visto e i libri che la descrivevano. Immaginavo la Scozia come un’infinita brughiera piena di pecore e gente in kilt, il tutto nella cornice della finestra del castello di Hogwarts dalla quale avrei potuto ammirare il panorama nella comodità della sala comune Corvonero, dove sicuramente sarei stata smistata se solo la mia lettera di ammissione fosse arrivata.

Panoramica Victoria St, Edimburgo
Inglesità e scozzesità.

Non riuscivo a immaginare Edimburgo. Mi era stata descritta, ma non avevo un’immagine ben precisa in mente. Quando ho visto il castello dal finestrino del bus, e i palazzi antichi ma altissimi aggrappati ai lati della collina, guardiani del Royal Mile che conduce fino alla rocca, è stata una piacevole sorpresa. Il centro storico prometteva di piacermi tantissimo.

Poi sono scesa dal bus a Waverley Station e ho capito che la bellezza di avere una città vecchia su una collina ha un prezzo: quello delle mie ginocchia, usurate sugli infiniti gradini della scalinata che ho dovuto scalare per raggiungere il Royal Mile.

Scendendo dal bus e salendo sul Royal Mile ho anche imparato a riconoscere l’odore di Edimburgo. Faccio sempre molto caso agli odori, ai profumi e alle puzze, e nella mia testa li ho tutti catalogati per ricordi. Ricorderò sempre Edimburgo per il suo odore particolare, preoccupantemente descrivibile come odore di bagno pubblico. Non che ci sia ovunque puzza di bagno, ma diciamo che è una presenza costante pronta a saltar fuori negli angoli meno profumati.

La mia amica di York dice che è perché Edimburgo è sporca (mentre York è pulita; però in effetti York non puzza di bagno pubblico). La mia teoria è che secoli di gardyloo urlati due volte al giorno (alle sette del mattino e alle dieci di sera) prima di svuotare in strada i vasi da notte, i cui contenuti scorrevano inevitabilmente a valle finendo nel Nor Loch, laghetto a nord della città vecchia, abbiano avuto un certo impatto sull’odore della città. Ma è solo una teoria.

Piazzetta a Edimburgo
Una delle piazzette nascoste a pochi metri dal Royal Mile.

Il centro storico di Edimburgo si trova tutto arrampicato su questa collina molto scoscesa e rocciosa da un lato, dove naturalmente è stato costruito un castello dall’aria decisamente inespugnabile; collina che però scende dolcemente verso la pianura dall’altro lato. Per raggiungere il Castello di Edimburgo si può quindi scegliere la via dolce ma lunga, e quindi percorrere il Royal Mile che conduce dalla base della collina alle porte del castello, oppure decidere di spaccarsi le gambe sugli innumerevoli gradini che raggiungono entrambi i lati del Royal Mile in qualsiasi suo punto.

Il Royal Mile, affollato di turisti e negozi che vendono prodotti tipici scozzesi ai turisti, ha un’anima un po’ subdola, perché nonostante il nome non è lungo un vero miglio. Cioè: è un lungo un miglio, ma un miglio scozzese. E un miglio scozzese è più lungo di un miglio, perché evidentemente gli scozzesi hanno le gambe più lunghe, non so.

Il succo è che tu sei lì che risali la collina, ammiri i palazzi in sasso e i tartan nelle vetrine dei negozi, e intanto ti viene da chiederti se non è che per caso un miglio scozzese è molto più lungo di un chilometro: e la risposta è che sì, un miglio scozzese è lungo un chilometro e ottocento metri circa. Ma ancora prima di raggiungere il chilometro sei già in vista della High Street, il settore centrale del Royal Mile, e della Tron Kirk, che una volta era una chiesa e oggi ospita un mercatino parecchio hipster. E ti distrai.

Visto dal bus, il centro storico di Edimburgo prometteva di piacermi tantissimo, e devo dire che ha mantenuto la promessa.

Victoria St al sole a Edimburgo
Victoria St al sole, quando c’è.

Io e mia sorella siamo arrivate a Edimburgo nel primo pomeriggio e ci siamo dedicate subito alla ricerca di un posto dove mangiare. Abbiamo poi raggiunto il nostro ostello, scelto per i prezzi bassissimi e per la posizione, che si è rivelata essere esattamente sotto il castello e a uno sputo dal Royal Mile. Un colpaccio!

Durante il nostro primo giro in città abbiamo imboccato una scaletta che scendeva a pochi metri dalla porta dell’ostello e ci siamo ritrovate a Victoria Terrace, che ci ha regalato un panorama dall’alto sulla colorata Victoria St.

Victoria St è famosa per essere la strada che ha ispirato J. K. Rowling a creare Diagon Alley nella saga di Harry Potter. Molte altre strade nel Regno Unito sono famose per aver ispirato J. K. Rowling a creare Diagon Alley; sono talmente tante che a un certo punto non può che venirti il dubbio: ma sarà vero?

La Rowling ha effettivamente vissuto a Edimburgo negli anni in cui ha scritto La Pietra Filosofale e La Camera dei Segreti, quindi non sorprende che molti dei numerosi Free Walking Tour della città includano tappe a tema per scoprire il bar dove è nato Harry Potter (The Elephant House, su George IV Bridge, dove la Rowling si sedeva spesso a scrivere), il cimitero dove sono sepolti Tom Riddle e un tale McGonagall (cognome originale di Minerva McGranitt; il defunto era un poeta non molto bravo a scrivere poesie) e la scuola con le torrette dove gli studenti sono divisi in quattro case (cosa che in realtà ho scoperto essere comune a più di una boarding school, le scuole dove i bambini dormono nei dormitori e tornano a casa solo per le vacanze).

Victoria St, Edinburgh
Victoria Terrace e Victoria St senza sole, perché spesso non c’è.

Sapevo del cimitero, e dopo aver visto che era a due minuti da Victoria St ho chiaramente voluto andarci subito.

Era l’imbrunire. Il ventro strappava le foglie secche dagli alberi e soffiava via le nuvole, mostrando gli ultimi colori del tramonto nel cielo. Il Greyfriars Kirkyard era tranquillo, come giustamente ci si aspetta da un cimitero, e circondato da palazzi in sasso e camini alla Mary Poppins.

A pochi giorni da Halloween, il cimitero poteva decidere di essere lugubre e inquietante; invece era solo calmo, pacifico, e la rappresentazione dell’autunno più poetica che avessi mai visto. Era bellissimo.

Per trovare le tombe di Tom Riddle e McGonagall avrei però dovuto aspettare l’indomani e il Free Walking Tour della Sandemans al quale ci saremmo aggregate.

La nostra guida si chiamava Angus, aveva l’aria molto scozzese e parlava a una velocità fotonica che sorprendentemente non mi ha messa troppo in difficoltà (livello di soddisfazione personale: Everest). Mentre Angus snocciolava informazioni e curiosità sulla sua città, io cercavo di guadagnarmi ogni angolino di sole disponibile, perché l’aria del mattino era piuttosto frizzantina e le mie dita dei piedi sono decisamente permalose quando si tratta di temperature basse.

Il tour ci ha portati a conoscere angolini dove non sarei capitata da sola e storie buffe che avrei potuto scovare solo dopo ricerche mirate della storia della città.

Greyfriars Kirkyard, Edimburgo
Greyfriars Kirkyard.

Edimburgo in generale mi ha lasciato così tante cose da raccontare che un articolo solo non può farcela a contenere tutte le parole che voglio scrivere senza trasformarsi per forza di cose in un poema omerico.

Quindi devo dirlo:

To be continued

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