I 5 peggiori dubbi che ti assalgono quando stai per partire (e come dissiparli)

Prima di una partenza è normale ritrovarsi assaliti dai più disparati dubbi amletici: avrò chiuso la porta?, l’avrò messo in valigia?, il passaporto non è scaduto, vero?. La maggior parte di questi dubbi sono semplici segnali che la tua ansia ti manda per farti sapere che è ancora viva e vegeta. Tutto regolare quindi: la senzazione di aver dimenticato qualcosa di fondamentale è nove volte su dieci la tua ansia che manda i suoi saluti.

Ci sono però alcuni dubbi un po’ più strutturati, un po’ più profondi e un po’ meno semplici da dissipare. Si tratta di piccole e grandi angosce vere e proprie che ti divorano lentamente dentro nelle settimane che precedono la partenza; e lo fanno fin da quando hai preso la decisione di partire.

Hai passato mesi a rispondere con sarcasmo alle meravigliose domande che ti sono state fatte da praticamente chiunque (e se poi non ti piace?), per poi ritrovarti a essere mangiato dai tuoi stessi dubbi. C’è da dire che i tuoi dubbi non hanno niente a che vedere con le domande alle quali hai dovuto rispondere; questi dubbi sono complessi e subdoli, ma soprattutto: vengono da dentro di te, si cibano della tua angoscia e banchettano sulle tue seghe mentali. Sono dei super dubbi, altro che Amleto col teschio di Yorick.

ℹ️ Leggi anche: Le 7 domande più belle che ti fanno quando stai per partire (e le risposte!)

I 5 peggiori dubbi che ti assalgono quando stai per partire (e come dissiparli)

Questi super dubbi hanno però un risvolto positivo: sono del tutto leciti e possono essere smontati e dissipati con un po’ di logica e razionalità. Tiè, ansia, tiè, angoscia!

1. E se mi accorgo di aver fatto una cazzata?

Questo è un dubbio praticamente scontato, perché è parte della natura umana avere la nefasta sensazione di aver appena commesso un errore gravissimo subito dopo aver preso una decisione o fatto un passo importante in una qualche direzione. Se non mettessimo in discussione qualsiasi cosa facciamo con una sensazione di calamità incombente non saremmo persone normali.

E se mi accorgo di aver fatto una cazzata? Può capitarti di chiedertelo per qualsiasi cosa: un taglio di capelli un po’ troppo diverso dal solito, un acquisto un po’ troppo impulsivo; per non parlare di quando sono coinvolte altre persone!

Normalissimo quindi che ti venga da chiedertelo anche alla vigilia di una partenza importante: sì, lo stai facendo davvero, stai partendo; no, non puoi sapere ora se stai facendo una cazzata.

ℹ️ Leggi anche: Mollare tutto e partire in 12 fasi

Come dissipare questo dubbio con logica e razionalità

Metodo 1

Se è parte del tuo istinto in quanto essere umano avere un dubbio del genere, significa che il problema non è l’imminente partenza o l’eventuale cazzata, ma il tuo istinto di essere umano.

Tranquillizzati nella convinzione che il tuo istinto primordiale fa ormai acqua da tutte le parti ed è nella maggior parte dei casi superfluo. Non viviamo più a costante contatto con la morte e il pericolo—almeno non nella fetta di mondo abbastanza fortunata da potersi permettere di mollare tutto e partire per piacere e crescita personale e non per fuggire dalla disperazione.

Ascolta quindi quello che ti dice il tuo istinto; poi fagli pat-pat sulla testa e lascialo nel suo recondito angolino della tua mente: tu hai altro a cui pensare ora, non puoi lasciare che una paura irrazionale ti sbarri la strada.

Metodo 2

Se proprio non riesci a convincerti dell’inneffettibilità del tuo istinto primordiale da essere umano, nessun problema. Ti resta ancora da giocare la carta del fatalismo.

Il fatalismo è una cosa meravigliosa. E se mi accorgo di aver fatto una cazzata? Eh vabè, vorrà dire che me ne accorgerò e farò qualcosa per sistemare le cose. Sempre se mi accorgerò di aver fatto una cazzata.

Non è infatti detto che i tuoi peggiori incubi diventino realtà: chi ti dice che partire è una cazzata? Parti dal presupposto che non lo sia; se poi si rivelerà una cazzata, vabè, ci penserai.

2. E se poi i miei amici si dimenticano di me?

Questo dubbio affonda le sue subdole radici nell’insicurezza che ognuno di noi si porta appresso fin dalla nascita: un bagaglio che si fa sempre più pesante man mano che si cresce.

Perché pensi che i tuoi amici si dimenticheranno di te? Perché la tua insicurezza ti ha convinto di non essere abbastanza importante per loro da meritare di essere ricordato.

Cominci a pensare che la distanza farà raffreddare i rapporti, che il non vedersi più spesso vi allontanerà. Ti nasce dentro un timore che possano sostituirti con qualcun altro e che possano non accorgersi affatto della tua assenza.

Come dissipare questo dubbio con logica e razionalità

Chiediti una semplice cosa: quanto spesso la tua insicurezza subdola ha veramente ragione?

La risposta è la seguente: quasi mai.

I tuoi amici non si dimenticheranno di te esattamente come tu non ti dimenticherai di loro. Incontrerai amici nuovi, e i tuoi amici a casa proseguiranno con la loro vita anche in tua assenza. Ma non saranno certo i chilometri o i fusi orari tra di voi a separarvi!

Il bello di partire è ritrovare al ritorno le persone a cui vuoi bene e scoprire che nonostante il tempo e la lontananza è come se non fosse passato un solo giorno dall’ultima volta che vi siete visti.

3. E se non riesco a superare le difficoltà?

Uno dei dubbi più leciti riguarda la preoccupazione per il tuo futuro e soprattutto per le difficoltà che sicuramente incontrerai. Perché parliamoci chiaro: mollare tutto e partire non è affatto tutto rosea e fiori e di difficoltà se ne incontrano ad autocisterne.

Però—e c’è un però—le difficoltà che incontrerai in questa tua avventura sono messe lì apposta per essere affrontate e superate. Che parti a fare altrimenti? Non lo fai per metterti alla prova e uscirne vincente?

Le difficoltà ci saranno eccome, ma cominciare a preoccuparsene prima ancora di intravederle in lontananza quivale un po’ a fasciarsi la testa prima di averla sbattuta. È un istinto perfettamente normale, ma se gli dai troppa retta finisce per consumarti e paralizzarti.

Come dissipare questo dubbio con logica e razionalità

Guardati allo specchio, fissati dritto negli occhi e ricorda a te stesso perché hai deciso di partire. Prometti al tuo riflesso che affronterai qualsiasi difficoltà ti si pari davanti, perché è proprio questo che si fa con le difficoltà: le si affronta, e questo prima di disperarsi per il loro essere in mezzo ai piedi.

Questo tipo di training autogeno può essere ripetuto quante volte si vuole. Puoi farlo prima di partire ma anche ogni volta che ne senti il bisogno: trova un momento per te e fatti coraggio, perché ti sei imbarcato in un’avventura strepitosa che non sarebbe così fantastica se non fosse intervallata da qualche difficoltà.

E ricorda: se non ci fossero le difficoltà che incontri sul tuo cammino non potresti crescere!

4. E se mi sento solo?

Stai partendo da solo (o da sola): è inevitabile interrogarti sulla solitudine che potrai sentire di tanto in tanto.

Esattamente come è inevitabile che prima o poi la sentirai per davvero, questa solitudine che tutti sembrano temere come se fosse l’essenza del male di vivere. Qualcuno ancora pensa che partire da soli sia triste, perché se parti da solo significa che nessuno vuole venire con te.

In realtà, come scoprirai molto presto, viaggiare ma anche semplicemente starsene da soli ogni tanto è meraviglioso: conosci meglio te stesso ma soprattutto sei solo tu alle prese con le avventure, le difficoltà e le gioie del viaggio. C’è chi dice che la felicità è reale solo se condivisa, ma tenersi per sè alcune esperienze è fresco e per niente egoista—fare cose per se stessi e con se stessi è un atto di amore e cura verso se stessi.

Un’altra cosa che scoprirai molto presto viaggiando in solitaria è che quando si viaggia da soli si è di fatto sempre in compagnia di altri viaggiatori in solitaria. Non c’è come viaggiare da soli per trovare altri compagni di viaggio disposti a fare un pezzo di strada con te!

Come dissipare questo dubbio con logica e razionalità

Ricordati una semplice cosa: non sei solo, sei in compagnia di te stesso!

E non potresti avere compagnia migliore, visto che tu sei la persona più importante della tua vita, oltre all’unica persona che starà sempre con te fino alla fine—alzheimer e demenza senile permettendo. Già questi sono ottimi motivi per fare di tutto pur di diventare il tuo migliore amico.

Chi vuole farti credere che viaggiare e fare cose da soli—come andare al cinema o a mangiare fuori, per esempio—è da persone tristi e che nessuno vuole come compagnia, evidentemente non ha mai provato a fare una singola cosa da solo.

5. E se non raggiungo i miei obiettivi?

Eccola lì: la paura di non farcela. Quella che ti blocca le gambe dalle ginocchia in giù e ti fa dimenticare come ci si addormenta la notte.

Tu parti, pieno di belle speranze e piani meravigliosi. E giustamente hai degli obiettivi, che possono essere i più disparati. Parti e vai. Ma cosa succede se tu quegli obiettivi non riesci a raggiungerli? O se i piani finiscono per farsi scombinare da un imprevisto che manda tutto a rotoli?

Siamo così abituati a leggere storie di persone normali che fanno cose straordinarie, così abituati che il pensiero del fallimento ci atterisce e terrorizza. Però non c’è nulla di male a fallire e a non raggiungere i propri obiettivi subito al primo tentativo; né al secondo, né al terzo. L’importante è fare di tutto per raggiungerli, prima o poi.

Quando parti non puoi sapere come andrà a finire, ma una cosa è certa: se non dovesse andare come sperato si può sempre tornare a casa. Non tornare con la coda tra le gambe, attenzione, ma tornare le spalle cariche dell’esperienza di chi ci ha provato e magari per questa volta non ci è riuscito. Vorrà dire che sarà per la prossima.

Come dissipare questo dubbio con logica e razionalità

Con un grande, solido e convinto sticazzi.

Questa volta non è andata come speravi? La prossima volta andrà meglio.


Se ti è piaciuto questo articolo magari ti piaceranno anche le altre Liste di La volta che!

Cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.