Le 7 domande più belle che ti fanno quando stai per partire (e le risposte!)

Quando ci si appresta a partire per un periodo lontano da casa—che sia per lavoro, studio o viaggio—ci si ritrova immancabilmente a dover rispondere a una mole piuttosto impegnativa di domande.

La curiosità delle persone che ci stanno attorno nei confronti della nostra imminente avventura è più che comprensibile, eppure certe volte ci viene da chiederci quale sia la necessità di certe domande. Tra mezze battute di discutibile umorismo e domande palesemente non richieste, spesso risulta difficile dare delle risposte senza cadere nel sarcasmo gratuito. Però a volte è proprio il sarcasmo gratuito ad assicurare una rapida via d’uscita da conversazioni che minacciano di rivelarsi piuttosto ardue.

Questa pratica lista elenca 7 delle domande più belle che ti fanno quando stai per partire, e suggerisce anche le relative risposte!

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Le 7 domande più belle che ti fanno quando stai per partire (e le risposte!)

1. Ma poi torni?

Un grande classico. Perché incredibilmente quando dici a qualcuno che stai per andare in Nuova Zelanda a lavorare con il Working Holiday Visa, per dire, quel qualcuno trova inspiegabilmente che sia una buona idea proiettarsi così tanto nel futuro da parlare direttamente del ritorno a casa.

Ma che ne so se torno, quando torno e come torno—vorresti dirgli. Prima fammi partire, poi vediamo.

Chiaramente non si può rispondere in questo modo a qualcuno che ha fatto una domanda di sincero interesse. Domanda che con ogni probabilità è la prima a essergli venuta in mente, perché il pensiero del futuro incombe un po’ su tutte le decisioni, anche quelle degli altri.

La risposta a questa domanda deve possedere un certo tatto. Ma non troppo. Può infatti permettersi di essere vagamente velata di sarcasmo. Se pronunciata sorridendo sornioni, l’effetto è stranamente rassicurante e l’interlocutore si sentirà inspiegabilmente appagato, nonostante l’assenza di una risposta vera e propria. Il suggerimento è comunque quello di cambiare discorso prima che l’altro si accorga del sarcasmo o prima che abbia il tempo di incastrarti con un sempre difficile perché?.

Il disturbo nascosto in questa domanda

Sindrome dell’abbandono. Ti chiedo se torni, quando torni, dove torni, come torni perché voglio accertarmi che torni. Prima o poi. Anche se ci vediamo se va bene una volta all’anno.

La risposta:

No. Ciao.

2. E se poi non ti piace o non ti trovi bene?

Come se non te lo stessi chiedendo da solo da quando hai preso la decisione di partire, con precisi picchi di angoscia nel momento dell’acquisto del biglietto e in quello della richiesta del visto.

Non puoi neanche sapere se ti piacerà e se ti troverai bene: cominciare a pensare già ora a cosa fare in quel caso forse è andare un tantino avanti. Ci penserai, no? Non è possibile avere piani B per qualunque cosa.

Chi ti fa questa domanda non lo fa con cattiveria, ma con sincera preoccupazione. Preoccupazione che potrebbe anche tenersi per sè perché ne hai già abbastanza tu di default, questo è chiaro; ma il pensiero è comunque apprezzabile.

La domanda malcela comunque una vena di pessimismo cosmico, cosa che in questo momento non ti serve per niente. L’unica cosa con la quale puoi controbbatere è una buona dose di sano e indistruttibile ottimismo. Si risponde quindi così: con ottimismo, un sorriso di trepidazione e le stelline negli occhi.

Il disturbo nascosto in questa domanda

Ansia. Ho così tanta ansia che voglio condividerne un pochino con te. Prego.

La risposta:

E se poi mi piace e mi trovo pure bene?

3. Posso venire anche io? Mi nascondo nella valigia…

C’è sempre il simpaticone che crede di essere divertente a chiederti di poter scroccare un passaggio nella tua valigia. A volte sono anche più di uno, ognuno ignaro di non essere unico e inimitabile. Se solo sapessero.

Questa domanda è in realtà piuttosto innocua: rivela un desiderio neanche troppo nascosto del tuo interlocutore di seguire le tue orme, il che indica approvazione e supporto in quello che stai per fare. Hai un fan!

La risposta a questa domanda può contenere una buona dose di sarcasmo, ma senza andarci giù troppo pesante. Meglio dimostrarsi magnanimi e far credere al simpaticone o ai simpaticoni di voler stare al gioco. Puoi quindi rispondere ridendo, sorridendo o anche con serietà estrema—l’importante è concludere il tutto con una grossa risata assieme.

Il disturbo nascosto in questa domanda

Assenza grave di senso dell’umorismo. Ridi alle mie battute. Per favore.

La risposta:

Mi spiace, ho solo lo zaino ed è già prenotato.

4. E con gli amici, il lavoro, la famiglia come fai?

Questa è la classica domanda alla quale non sai mai cosa o come rispondere.

Come fai con il lavoro? Stai per partire e andare magari dall’altra parte del mondo, quindi la logica parrebbe suggerire che tu non possa logisticamente mantenere il tuo posto di lavoro. Però a qualcuno questo passaggio logico dà qualche seria difficoltà e c’è bisogno di spiegare ogni passaggio: prima mollare tutto, incluso il lavoro, e poi partire, ormai senza lavoro.

Come fai con gli amici e la famiglia? Anche qui la logica dovrebbe lasciare a intendere che non puoi certo portarti appresso tutta la tua cerchia di parenti, amici e conoscenti. Anche qui, la logica e il buon senso sono molto soggettivi.

Chi pone questo tipo di domanda non vuole però ricevere una risposta logica—altrimenti non avrebbe fatto una domanda oltre ogni logica, no? La risposta può quindi permettersi di essere lapidaria, in modo da stroncare la conversazione.

Il disturbo nascosto in questa domanda

Colpevolizzatore seriale. In realtà non mi interessa dei tuoi amici, del tuo lavoro e della tua famiglia. Voglio solo farti sentire in colpa perché te ne vai e molli tutto qui.

La risposta:

Se ne faranno una ragione.

5. Ma tutti ‘sti soldi per partire chi te li dà?

Altro grande classico, soprattutto tra quelli che spesso subito dopo aggiungono partirei anche io se potessi!.

Questa domanda affonda le sue radici in una certa dose di invidia, sentimento anche piuttosto normale a dire la verità: stai per fare una cosa fighissima che molte persone farebbero subito, se solo potessero!

Chi cerca ben poco elegantemente di farsi i fatti tuoi e infilare il naso nel tuo portafogli lo fa perché, oltre a non riuscire a frenare la propria invidia, deve trovare un motivo valido per il quale tu riesci a partire e lui no. E il motivo è semplicissimo: tu hai qualcuno che ti sponsorizza, chiaramente.

Non è raro che chi decide di mollare tutto e partire riceva commenti di questo genere, quindi è meglio farci il callo e prepararsi a rispondere a domande come questa con abbondante sarcasmo.

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Il disturbo nascosto in questa domanda

Invidia. Ti invidio, e neanche troppo velatamente, perché sono sicuro che puoi permetterti di partire solo perché hai il papi e la mami che ti sponsorizzano. Tzk!

La risposta:

Li prelevo direttamente dal tuo conto corrente.

6. Ma non è ora di mettere la testa a posto?

Questa è la domanda che non ha bisogno di essere espressa: spesso la leggi chiaramente nello sguardo del tuo interlocutore. Ti sta giudicando.

Non tutti saranno d’accordo con la tua decisione di mollare tutto e partire, e questo è normale. Chi si chiede—o ti chiede—se non è ora di mettere la testa a posto non si limita a non essere d’accordo con te, deve anche giudicarti e sentirsi superiore.

Si tratta di una domanda comunque molto personale che può ricevere due tipi diversi di risposta, a seconda del tuo umore e del tuo rapporto con la persona che l’ha posta. Puoi rispondere spiegando che non esiste una data di scadenza e che non esiste un’ora di mettere la testa a posto, perché ognuno con la sua vita può fare quello che vuole e tu non sei da meno.

La risposta più efficace e indolore è però quella nonsense.

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Il disturbo nascosto in questa domanda

Giudizio. Io so meglio di te come dovresti vivere la tua vita e non approvo, fattene una ragione.

La risposta:

No, sono le dieci e mezzo.

7. Ma non ti mancheranno la tua casa, la tua famiglia e i tuoi amici?

La regina delle domande meno necessarie di sempre. Chi ti chiede se non ti mancheranno casa, famiglia e amici sa benissimo che ti mancheranno, ma si trova nella posizione di qualcuno che pensa di dover chiedere qualcosa ma non ha la più pallida idea di cosa chiedere.

Non è necessario rispondere a questa domanda, anche perché chi l’ha chiesta non si aspetta davvero una risposta da parte tua. La risposta può quindi rimandere sottointesa e non detta.

Il bello di questo tipo di risposta è che si può riutilizzare in tutte quelle occasioni in cui ti viene posta una domanda che onestamente non merita la fatica di trovare modo di replicare.

Il disturbo nascosto in questa domanda

Capitan Ovvio. Non so cosa chiederti e quindi ti metto in difficoltà con una domanda di quelle difficili.

La risposta:

[ Fissare intensamente negli occhi per cinque lunghi secondi senza dire nulla. ]

Domanda BONUS: Perché te ne vai?

La domanda talmente bella da non poter essere paragonata alle altre, perché stravince su tutta la linea.

Le risposte possono essere molteplici e potrebbero volerci ore se non giorni per darne una soddisfacente. Soddisfacente per te, mica per chi ha avuto l’ardire di chiederti perché stai per partire.

La risposta breve migliore è però solo una.

La risposta:

E tu perché resti?


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2 Commenti

  1. Fantastica! Ho riso come una pazza perché sono tutte domande che fanno! Ma devo dire che “Posso venire con te e mi metto nella valigia oppure faccio da tuttofare” la faccio sempre: tanta invidia per chi parte!

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