Mollare tutto e partire in 12 fasi

Mollare tutto e partire è il desiderio di molti. Chi non ha mai pensato, almeno una volta nella vita, basta, ora mollo tutto e me ne vado dall’altra parte del mondo!—magari agganciando una qualche imprecazione a scelta, giusto per rimarcare il concetto?

Ma come si fa? Come si molla tutto—lavoro, affetti, noia—e soprattutto come si parte per andare magari dall’altra parte del mondo? Basta davvero il desiderio di andarsene per traformare quello che ancora molti considerano un colpo di testa clamoroso in una vera e propria occasione di crescita?

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Mollare tutto e partire in 12 fasi

Dietro il mollare tutto e partire si celano moltissime dinamiche, spesso ben diverse a seconda del soggetto che esprime il desiderio di andarsene. Non esiste la ricetta magica e perfetta per capire come si fa a mollare tutto e partire; è però possibile individuare le fasi che si attraversano dal momento in cui si comincia ad accarezzare l’idea di lanciarsi in questa avventura.

Queste fasi non possono che essere descritte con il Viaggio dell’Eroe, modello di struttura narrativa ideato da Christopher Vogler nella sua opera The Writer’s Journey: Mythic Structure For Writers—modello che accomuna moltissimi romanzi e film.

Spiaggia e bici ad Adelaide, South Australia.
West Beach ad Adelaide, South Australia.

Fase Uno: il mondo ordinario

Ovvero La Noia

Per poter mollare tutto e partire è necessario munirsi di un tutto da mollare.

Si comincia sempre da una base di noia. La noia comincia a farsi viva quando il lavoro non ti entusiasma più, le giornate hanno l’aria di essere tutte uguali, i week-end finiscono tutti subito e i lunedì diventano torture infinite. L’idea di alzarsi al mattino tutti i giorni per andare a svolgere un’attività che non appassiona si fa talmente avvilente da essere quasi insopportabile.

Nonostante il suo aspetto non esattamente roseo, la noia nasconde in sè il primo seme del cambiamento: perché senza noia non ci sarebbe la voglia di uscire dallo stato di noia!

Fase Due: la chiamata all’azione

Ovvero il Me Ne Vado

La noia è spesso accompagnata se non addirittura preceduta da un’irrequietezza, da un desiderio di muoversi, di andare a vedere, di sperimentare. Questa è la prima avvisagli di voglia di partire, che può palesarsi in seguito all’arrivo della noia o ancora prima che la noia faccia il suo ingresso nel mondo ordinario. Non è raro che sia proprio il desiderio di partire a far piombare tutto il resto nella noia.

Me ne vado, cominci a pensare; e quando ti accorge di pensarlo sempre più spesso ti rendi conto delle implicazioni del caso. Me ne vado, me ne vado. Ma me ne vado sul serio? E quando? E dove?

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Fase Tre: il rifiuto

Ovvero il Ma Forse No

Viene individuata una meta, viene individuato un momento propizio per coronare il desiderio di partire. Vengono fatti piani; magari nulla di concreto, ma comunque piani e castelli in aria e sogni definiti. L’idea di partire comincia ad affondare le sue radici sempre più in profondità e a farsi molto molto vicina e tangibile.

Però dai, forse no.

Partire spaventa. Ci sono troppe variabili ignote, troppi salti nel vuoto, troppi passi oltre il confine della propria zona di comfort. Troppe domande. E se poi va male? E se poi non mi piace? I dubbi sono tanti, il timore è subdolo e strisciante. Stai facendo la scelta giusta? Chiaramente non è possibile saperlo fino a ben dopo aver compiuto la scelta in questione. Ma fare quel passo inizia ad assomigliare a una missione impossibile.

Forse è meglio lasciar perdere. Quasi quasi non parto sul serio.

Fase Quattro: il mentore

Ovvero La Musa Ispiratrice o Il Gandalf della Situazione

Ed è proprio mentre stai navigando nel Mare dei Dubbi che arriva in aiuto il mentore. Si tratta di una figura fondamentale, di una guida, di qualcuno che magari anche a sua insaputa funge da motivatore e ti indica la via per uscire dalla nebbia delle domande senza risposta.

A volte è solo un amico entusiasta che supporta la tua scelta di partire. Altre volte è qualcuno che non conosci di persona ma che ha già vissuto l’esperienza di mollare tutto e partire e ispira altri a fare lo stesso. Il Gandalf della situazione può celarsi letterarmente in chiunque: anche in un personaggio letterario.

La Musa Ispiratrice fa appunto quello: ispira. Leggerne o parlarne ti fa brillare gli occhi anche se fino a un momento fa stavi brancolando nel buio del parto-o-non-parto. Fino a ieri era tutto nero o al massimo grigio e l’idea di partire era accantonata fino a data da definirsi; ma oggi, alla luce della Musa Ispiratrice, è tutto molto più chiaro. La risposta è solo una: parto.

E cominci ad avere farfalle nello stomaco.

Panorama su Rame Head, Cornovaglia.
Panorama su Rame Head, Cornovaglia.

Fase Cinque: il passaggio

Ovvero La Partenza

Partire in sé non è tra le cose più difficili da fare. Una volta che la decisione è stata presa, una volta che ci si è arresi all’idea di dover rispondere a domande stupide fino al giorno X, una volta che hai un’idea anche solo vaga di cosa fare (viaggiare? Lavorare? Studiare?)—partire diventa davvero semplice.

La partenza include anche tutti i preparativi: eventuali documenti come passaporto e visto, prenotazioni di mezzi di trasporto e alloggi, l’immancabile delirio del bagaglio. La partenza prevede anche tutto quello che precede il partire vero e proprio, ovvero il mollare tutto.

Lasciare il lavoro, lasciare gli impegni, lasciare le persone. Salutare. Non sempre facile, ma di solito lo sfarfallio che ormai ti fa compagnia nello stomaco riesce a contrastare qualsiasi accenno di tristezza.

Una volta partiti, una volta mollato tutto per davvero, le farfalle diventano potentissime e fai fatica a trattenere l’entusiasmo. Tutto è meraviglioso; anche le difficoltà sono meravigliose, perché sono diverse da quelle di casa e perché sono parte della magica avventura del mollare tutto e partire.

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Fase Sei: l’iniziazione

Ovvero Il Primo Panico

A un certo punto le cose smettono di essere proprio sempre tutte meravigliose. La magica avventura del mollare tutto e partire perde un po’ di polvere di fata e comincia a farsi polversosa e basta. Le difficoltà si mostrano per quello che sono: difficili.

È il momento in cui ti rendi conto forse per la prima volta di averlo fatto davvero.

In questo primo panico capisci che le farfalle nello stomaco servivano a soffocare l’ansia dell’ignoto. Dopo questa realizzazione, le farfalle spariranno, sciolte nei succhi gastrici e divorate dall’ansia e dalla preoccupazione per il futuro. Occasionalmente, si fa strada nella mente l’orrendo dubbio di aver commesso un grosso errore nel mollare tutto e partire.

Però lo si è fatto, quindi ora che si fa? Si torna? O si prosegue?

Si prosegue.

Fase Sette: l’approccio diretto

Ovvero il Ce l’ho Fatta

Si prosegue e si raggiunge un equilibrio molto soddisfacente: non è tutto rose e fiori, ma l’avventura del mollare tutto e partire è comunque magica in ogni sua piega. Le difficoltà ci sono sempre, ma ci si può lavorare e ci si lavora.

L’orrendo mostro del dubbio è sopito, nascosto nei meandri della mente e sepolto sotto una rinnovata ispirazione e sotto la convizione che partire sia stata la scelta giusta. Ce l’ho fatta, ti ripeti. Sembrava impossibile e si è rivelato difficile, ma ora sarà tutto se non in discesa almeno piacevolmente pianeggiante.

Fase Otto: il calvario

Ovvero Il Secondo Panico, Quello Pesante

E invece no.

Appena dietro la più innocua della svolte si nasconde una salita ripidissima e impensabile. Sembra impossibile raggiungere la vetta e superare anche questo ostacolo. L’ansia alla bocca dello stomaco, ormai sazia di tutte le farfalle che ha inghiottito, comincia a risalire l’esofago e arriva fino in gola.

Ti rendi conto che il panico di prima non era che un antipasto. Questo secondo panico è totalmente diverso, è una belva selvatica da domare. Anche l’orrendo mostro del dubbio sarebbe da domare, ora che si è risvegliato e che non ne vuole sapere di restarsene rinchiuso nei meandri della mente.

Partire è stato un errore, ti ripeti. Non pensavi davvero che sarebbe stato così difficile. Tutto è più difficile. Lontano da casa, lontano da amici e famiglia, lontano da tutto ciò che è familiare. La tua malinconia è acuta e dolorosa.

Abel Tasman National Park, Nuova Zelanda
Abel Tasman National Park, Nuova Zelanda.

Fase Nove: la ricompensa

Ovvero il Ce l’ho Fatta per Davvero Questa Volta

Se c’è un insegnamento che il primo panico ti ha lasciato, è che bisogna andare comunque avanti. Ed è così che superi anche il secondo panico e arrivi alla realizzazione più luminosa di tutte: le farfalle non sono morte, ma convivono con l’ansia. A volte vince l’ansia, altre volte vincono le farfalle. L’equilibrio sta nel non far vincere nessuno e nel farle convivere più o meno pacificamente.

Raggiungi una pace; che non è una situazione paradisiaca e perfetta, ma una condizione di consapevolezza sempre più profonda dei tuoi limiti e della tua capacità di andare oltre quei limiti.

Non si è arrivati, ma è stata raggiunta una serenità che ti permette di dire ce l’ho fatta davvero questa volta. Mollare tutto e partire è servito a guardarii dentro e conoscerti meglio.

Fase Dieci: il ritorno

Ovvero il Forse Torno

Alcuni tornano. Alcuni solo ogni tanto. Alcuni mai per davvero.

Il ritorno ha un sapore agrodolce, perché tornare è bellissimo ma anche terrificante. Prima di tutto perché il ritorno implica una partenza dal luogo in cui si ha vissuto tanto—e non in termini temporali. Un altro mollare tutto e partire, un altro lasciare, un altro salutare; tutto questo per tornare nel luogo dove è cominciato tutto.

Tornare è dolce perché è bello rivedere persone e luoghi cari e familiari. Ma allo stesso tempo è terrificante perché spesso la sensazione ricorrente è che non sia cambiato nulla; e questa immobilità è rassicurante da un lato e angosciante dall’altro. Ma come, ti dici, con tutti i cambiamenti che ho fatto io?

Quando torni ti aspetti di vedere riflessi i tuoi cambiamenti anche nelle persone e nei luoghi di cui avevi malinconia. Ancora peggio è quando ti aspetti, non senza una certa speranza, di vedere delle reazioni ai tuoi cambiamenti; ma tutti sembrano voler fare come se niente fosse, come se avessero fretta di continuare con la loro vita e non volessero prendere atto di tutta la fatica che hai fatto per mollare tutto, partire, adattarti, vivere l’esperienza fino in fondo e tornare. Comprensibile.

Di solito a questo punto si comincia a pensare di tornare a partire.

Fase Undici: la resurrezione

Ovvero il Tutto è Cambiato

Dopo un po’ ti rendi conto che il cambiamento c’è stato anche a casa. In modo un po’ più prevedibile e più lento forse, ma c’è stato. Basta smettere di essere assorbiti dai propri cambiamenti per cominciare a intravedere anche quelli degli altri.

Il cambiamento più grosso resta comunque il filtro con il quale vedi e si sperimenti tutto ora. Dopo aver mollato tutto e dopo essere partiti, e dopo le difficoltà e le gioie della vita in viaggio o da expat, la normalità di casa ha una luce diversa. Non peggiore, non migliore: diversa.

Ti accorgi di affrontare tutto in altro modo, di avere un punto di vista diverso da prima. Le farfalle nello stomaco sono sempre lì, perché anche il ritorno a casa è parte della magica avventura del mollare tutto e partire—che sia un ritorno definitivo o temporaneo, poco cambia.

Fase Dodici: l’elisir

Ovvero L’Esperienza di Vita

Col passare del tempo diventa evidente quanto aver mollato tutto ed essere partiti abbia influito sulla tua crescita. Esperienza di vita, dicono. E non hanno tutti i torti.

Perché mollare tutto e partire è prima di tutto un’esperienza unica nel suo genere che permette di imparare tanto e in modo molto rapido. Ogni viaggio, anche il più breve, è un’esperienza unica; ma il semplice fatto di aver lasciato lavoro, affetti e abitudini per poter compiere l’enorme balzo nel vuoto di una partenza verso l’ignoto rende questa un’avventura irripetibile.

O forse non è così irripetibile?

Perché il vero problema del mollare tutto e partire è che una volta arrivati alla fine delle 12 fasi si comincia inevitabilmente a desiderare di ricominciare da capo, di rimollare tutto e ripartire.

Panorama sulle Lowlands scozzesi.

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