Do you know what it means to miss New Orleans?

La volta che ho voluto a tutti i costi andare a visitare un cimitero ero a New Orleans, in Louisiana, Stati Uniti.

Albero, Louisiana
Un albero in Louisiana.

Ci sono arrivata in auto, dopo un estenuante viaggio in notturna di una decina di ore direttamente da Orlando, Florida. Non ero sola e non sono riuscita a guidare neanche cinque minuti, perché l’unico uomo del gruppo ne aveva fatta una questione personale tra lui e la strada e ha mollato il volante solo quando siamo riusciti a trovare un posto per parcheggiare a due passi dal centro della città. Parcheggio dove abbiamo pure preso una multa, ma questa è un’altra storia.

New Orleans è una città unica, dal sapore magico e misterioso. Colonia francese nata a inizio ‘700 e ceduta alla corona spagnola nella seconda metà dello stesso secolo, è stata un porto di vitale importanza per le colonie americane durante la loro guerra d’indipendenza dalla Gran Bretagna. Nei primi anni del 1800 la città è tornata ai francesi per qualcosa come pochi mesi, prima che Napoleone la vendesse assieme a tutta la Louisiana ai neonati Stati Uniti d’America.

Finestra a New Orleans.
Foto artistiche.

New Orleans ha quindi subìto sia l’influenza francese che quella spagnola, e in seguito ha accolto immigrati americani, francesi, africani, creoli (cioè discendenti dei coloni della Louisiana di origine francese o spagnola; erano quindi nati nel nuovo mondo da genitori nati in Europa), irlandesi, tedeschi e italiani.

Oggi New Orleans è un mix di stili architettonici diversi, un retaggio della sua storia multiculturale. Anche la sua cucina tipica riflette questa ricchezza di culture diverse: dai beignet del Café du Monde, di origine prettamente francese, alla jambalaya, piatto creolo a base di carne con verdura e riso; il tutto passando per le specialità della cucina cajun, di derivazione franco-canadese.

Nel 2005 New Orleans è stata colpita dall’Uragano Katrina, in quello che gli americani definiscono il peggiore disastro ingegneristico al mondo dopo Chernobyl. Il sistema che avrebbe dovuto proteggere la città dall’alluvione non ha funzionato, risultando in un disastro senza precedenti e del quale ancora oggi si posso vedere gli effetti.

New Orleans è famosa per il suo centro storico, il French Quarter, molto caratteristico per le viuzze lastricate e i balconi incorniciati da bellissime decorazioni in ferro battuto. Ogni quattro passi c’è un locale con musica dal vivo, ogni cinque un artista di strada di età compresa tra gli 8 e i 103 anni circa. Al momento della mia visita, avvenuta negli ultimi giorni di ottobre, c’erano anche svariate decorazioni di Halloween, dalle zucche intagliate, ai fantasmi di lenzuola, fino alle ragnatele finte che avvolgevano intere case.

Café au lait e beignet al Café du Monde di New Orleans.
Colazioni leggere: café au lait e beignet al Café du Monde.

Altra peculiarità del French Quarter, oltre all’atmosfera decisamente unica, sono i negozietti di voodoo. Il voodoo della Louisiana (diverso da altre forme di voodoo) è un discendente di antiche religioni africane importate nel nuovo continente con la tratta degli schiavi. Col passare dei secoli ha naturalmente assunto una forma propria, subendo influenze dal cattolicesimo, per esempio, ma anche dalle culture francese e creola.

Il voodoo di New Orleans ha un certo fascino sui turisti, che non vedono l’ora di poter acquistare un amuleto portafortuna o una bambola voodoo (curiosità: delle bambole voodoo in vendita al momento della mia visita, ben poche servivano per vendicarsi sull’ex, anzi; molte erano per assicurarsi fortuna e salute, altre servivano per catturare positività). I negozi più famosi sono quindi generalmente segnati su tutte le mappe, e sono anche facilmente raggiungibili.

Il voodoo è oggi ancora praticato, ma per la stragrande maggioranza delle persone che ne sentono parlare si tratta di una cosa molto più vicina alla scaramanzia che al culto vero e proprio.

Molti tour guidati della città fanno inoltre tappa obbligata alla tomba della Regina del Voodoo, al Saint Louis Cemetery (No. 1, perché ce ne sono altri), appena fuori dal French Quarter. Marie Laveau era una donna creola vissuta nel XIX secolo, praticante di voodoo e riconosciuta come la più nota e grande regina del voodoo. Le regine del voodoo erano praticanti di voodoo con poteri eccezionali, solitamente molto influenti all’interno della comunità per via del loro ruolo. Al Saint Louis Cemetery è possibile visitare la tomba di Marie Laveau, o meglio: è possibile visitare quella che si pensa sia la tomba di Marie Laveau.

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Tipico balcone in ferro battuto nel French Quarter di New Orleans.

I turisti restano affascinati dal mausoleo di Marie Laveau, dalle X disegnate con gessi o mattoni, dalle collane del Mardi Gras lasciate come dono assieme a monete, bigliettini, fiori, pupazzetti, candele. È usanza recarsi alla tomba della Regina del Voodoo per chiedere favori o per esprimere desideri: si disegna una X sulle pareti del mausoleo, si gira su se stessi tre volte, si bussa sulla tomba e si esprime il desiderio ad alta voce; si torna in seguito per disegnare un cerchio sulla X se il favore è stato concesso.

Il Saint Louis Cemetery No. 1 è il più vecchio cimitero della città di New Orleans. Io personalmente l’ho trovato molto particolare, dal momento che le tombe non sono sottoterra. Si tratta infatti di una piccola città di mausolei, con vialetti e stradine che corrono tra uno e l’altro. Il colore predominante è il bianco ingrigito delle pareti dei mausolei, le iscrizioni sono vecchie e sbiadite, alcune tombe mostrano lunghe crepe, altre sembrano aperte. Non è esattamente il luogo ideale per un pic-nic, ma ha il suo fascino.

Dal 2015 il Saint Louis Cemetery No. 1 è visitabile solo con uno dei tour guidati offerti dalla Diocesi di New Orleans, proprietaria del cimitero, che ha deciso di chiuderlo al grande pubblico in seguito all’ennesimo spiacevole episodio di vandalismo. È quindi diventato più difficile vagare per i mausolei, nascondersi e terrorizzare gli altri visitatori con risate malvagie o suoni da oltretomba, cosa per la quale la conformazione del cimitero si presta particolarmente, data la presenza di mausolei spesso e volentieri più alti di una persona adulta.

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St. Louis Cathedral, la cattedrale di New Orleans.

New Orleans non è solo la città del voodoo, dei cimiteri perfetti luoghi di scherzi e infarti indotti, dei balconi in ferro battuto, del Mardi Gras (che poi è il nostro Martedì Grasso, ma qui festeggiano in gran stile), del mix di culture/architetture/usanze/cibi (e non abbiamo parlato dei gator bites, ovvero le polpette di alligatore! Ma possiamo continuare a non parlarne), o delle catastrofi ingegneristiche.

New Orleans è famosa anche per aver dato i natali a Louis Armstrong (nome che è sempre stato in gran voga nel sud della Louisiana). C’è infatti un bellissimo parco, a qualche isolato dal French Quarter, costruito in memoria del grande trombettista jazz.

Facendo due conti possiamo dire che i motivi per visitare New Orleans sono svariati. L’architettura, la cucina, il voodoo, la storia, il jazz; c’è l’imbarazzo della scelta! Però il mio preferito resta sempre questo: a differenza di molte altre città statunitensi che ho avuto modo di visitare, New Orleans ha carattere, ha un’anima, grida storia e cultura e passione da ogni crepa di ogni muro e da ogni porta di ogni bar dove stanno suonando musica live.

New Orleans è viva.

Il titolo del post è liberamente tratto dall’omonima canzone suonata da Louis Armstrong e cantata da Billie Holiday nel film New Orleans.


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