Dobbiamo per forza partire?

 

Il tuo feed di Facebook è pieno di post e foto di amici sparpagliati per il mondo, articoli su gente che ha mollato tutto ed è partita, aforismi su quanto sia figo essere viaggiatori. Il tuo feed di Instagram pullula di hashtag sul partire e sul viaggiare e sull’esplorare e sul vedere il mondo.

Quando sono partita per l’Australia l’ho fatto perché, dopo aver ammirato a lungo le persone che partono da sole, ho deciso che forse avrei potuto provarci anche io.

Prima della mia partenza ho ricevuto le classiche domande di rito che vengono sempre poste a una persona in partenza, ma anche una serie di commenti che andavano dal sempre attuale lo farei anche io, se potessi, al vagamente inquietante vedrai che non torni più!.

Dove Lake e Cradle Mountain, Tasmania.
Dove Lake e Cradle Mountain, Tasmania.

La stragrande maggioranza delle persone sembrava invidiosa, quasi come se io fossi una privilegiata. Ho solo richiesto un visto e preso un volo per Sydney, nulla di inarrivabile. Sembrava però che stessi facendo una cosa proibita ai più, ma desiderata da molti.

Hai amici che ormai vivono a Londra, altri che stanno richiedendo il Working Holiday Visa per andare in Australia a cercare fortuna, altri ancora che sognano il Canada.

Al mio ritorno, tra i raccontami com’è andata e gli allora, com’è questa Australia?, ho riscontrato un buon numero di reazioni riassumibili con un ah, sei tornata; quindi l’Australia non è così bella come dicono, eh?.

La sgradevole sensazione che mi vorticava nella mente era infatti questa: di aver dato prova a chi avrebbe tanto voluto partire, ma proprio non poteva, che tutto sommato non si era perso nulla a restare a casa. In Australia non si stava poi così bene, visto che ero tornata, no?

Spiaggia e bici ad Adelaide, South Australia.
West Beach ad Adelaide, South Australia.
Ti senti chiedere quando lo farai tu, quando prenderai il benedetto volo di sola andata al quale tutti sembrano aspirare, quando finalmente partirai alla volta dell’avventura.

Viaggiare è di moda

Non solo: il mollare tutto e partire è diventato una filosofia di vita sempre più diffusa e un desiderio sempre più espresso.

Parallelamente, sono in crescita anche i vorrei partire ma proprio non posso, generalmente seguiti da una collana di impedimenti logicamente insormontabili. Perché, se solo si potesse, si partirebbe assolutamente subito.

Balconi in ferro battuto a New Orleans.
New Orleans, Louisiana.
Siamo tutti viaggiatori

Viaggiare piace naturalmente a tutti, come a tutti piace definirsi viaggiatori. I turisti sono in via di estinzione, sopravvivono solo in cattività e sono sempre altri. Mai noi.

Ti trovi a chiederti se viaggiare sarà veramente così meraviglioso come tutti dicono.

È bello preparare la valigia, prendere un qualsiasi mezzo di trasporto e andare a vedere un posto diverso, ad assaggiare una cucina diversa, a cercare di intendersi in una lingua diversa e a immergersi in una cultura diversa. È bello mettere se stessi e le proprie idee in prospettiva, misurarsi con l’altro e capire che tutto sommato quelli strani a volte siamo proprio noi.

Viaggiare è talmente bello che per un viaggiatore-mica-turista diventa veramente difficile non consigliare di partire a chiunque gli capiti a tiro.

Hung Mieu Temple, Hue
La Città Imperiale di Hue, Vietnam.

Il poveretto che capita a tiro è spesso e volentieri ignaro di quello che sta per succedergli.

Una volta c’erano le diapositive, e uno poteva sempre avere uno strategico attacco di cagotto e salvarsi dalle ore di racconti e foto proiettate. Oppure poteva dormire e basta che tanto era buio.

Ma ora. Ora non ci sono diapositive. Ora è tutto su Facebook, e su Instagram, e negli stati di Whatsapp, e su Twitter: amici in viaggio o in partenza o appena tornati, tutti spalmati in qualsiasi momento su qualsiasi canale social. Non c’è cagotto strategico che regga, e addormentarsi è inutile. Non si scappa dal bombardamento.

Ti senti quello strano: l’unico che sotto sotto non sembra affascinato come gli altri dall’idea di partire. Tutti non vedono l’ora di andarsene, mentre tu stai bene a casa.

Tutti dovrebbero viaggiare

Viaggiare è di moda, è figo, piace a tutti. Dovremmo farlo tutti.

Tutti dovremmo mollare tutto e partire almeno una volta nella vita.

Devi per forza mollare tutto e partire per riuscire ad apprezzare davvero la tua vita?

Kaikoura Peninsula, Nuova Zelanda
Kaikoura, Nuova Zelanda.
Ti svelerò un segreto: no.

Non dobbiamo per forza partire

Io capisco il potere subdolo dei social network di farci sentire inadatti e invidiosi, capisco la propensione umana all’emulazione per sentirsi parte del gruppo, capisco che ormai siamo abituati a desiderare quello che ci viene detto che dovremmo desiderare.

Vialetto ad Angkor, Cambogia
Angkor, Cambogia.

Però dai, non è difficile: non dobbiamo per forza viaggiare tutti.

Non ce lo prescrive il medico, non esiste alcun obbligo morale, nessuna convenzione sociale, nessuna legge.

Come ci sono diversi modi di viaggiare, così ci sono anche diversi modi di non viaggiare. Partire e andare alla scoperta del mondo non è da tutti, come non è da tutti scegliere di restare a casa.

Non sentirti costretto a partire se non vuoi. Lascia che lo facciano gli altri.

Questo avrei tanto voluto rispondere a chi commentava quasi con soddisfazione il mio ritorno dall’Australia.

Sono partita perché volevo vedere com’era e perché me la sentivo di farlo. Sono tornata perché volevo tornare, non certo perché non ne era valsa la pena. (A parte che viaggiare vale sempre la pena, ma questo lo mettiamo tra parentesi perché altrimenti mi trasformo nel viaggiatore-mica-turista che consiglia a tutti di partire.)

Victoria St al sole a Edimburgo
Victoria St a Edimburgo, Scozia.

Non ha senso pensare di dover viaggiare solo perché lo fanno gli altri e perché sembra piacere a tutti. A meno che non si stia ancora frequentando il liceo: in quel caso, l’adolescenza è un’ottima scusa per volersi a tutti i costi omologare.

Gli stessi viaggiatori-mica-turisti non lo ammetteranno mai, ma a volte preferirebbero restare a casa. Io lo so, perché sono una viaggiatrice anche io. Mica una turista.

E ti svelerò un altro segreto: il vorrei partire ma non posso è una creatura mitologica, non esiste. Vuoi o non vuoi.

Se non vuoi perderti neanche un articolo, iscriviti alla newsletter! Non dimenticare di seguirmi anche su Facebook e su Instagram! E se ti è piaciuto questo articolo, perché non condividerlo?

16 Commenti

  1. Ah si, anch’io sono una viaggiatrice-mica-turista! Solo che con la mente sono andata ovunque, con i soldi contanti invece poco lontano. Ma staccare dalla quotidianità regala una bella spinta in avanti, soprattutto se si fa per allargare le pareti mentali, non per dimostrare qualcosa ad altri, della serie anch’io sono stata là. 😊

  2. Nell’epoca dei social tutto sembra essere diventato una sfida… E nelle dinamiche del post compulsivo, in cui tutti mostrano le loro fughe in posti bellissimi ed esotici, si perde, a volte, il vero senso e le vere emozioni che un viaggio ci può dare.
    Partire dovrebbe essere un modo per staccare dalla quotidianità, per scoprire luoghi, sapori e colori che nemmeno sapevamo che esistessero. Ma non c’è niente di male se,invece di farsi 15 ore di aereo, optiamo per il campeggio nella zona marittima ad un’ora da casa e per un pranzo con un panino col prosciutto!
    Anche quello è un bellissimo viaggio😉

    1. Non potrei essere più d’accordo: ogni passo che ci porta verso anche il più piccolo dei cambiamenti è un viaggio, ogni nuova esperienza è un viaggio!
      Ma come dici tu: nell’era dei social tutto è una sfida, purtroppo!
      Grazie per aver trovato il tempo di leggermi e per avermi lasciato un pensiero! 😀

  3. Bel pezzo! Anch’io sono convinta che a volte dietro a certi commenti delle persone ci sia dell’invidia perché loro vorrebbero ma non possono, anche se noi non facciamo poi chissà cosa di speciale.
    Bellissima la foto di New Orleans, non sapevo ci fosse quel tipo di case anche lì!!

      1. Sì immagino 🙂 Però non avendo trovato niente di simile in America pensavo che su questo aspetto non ci fosse stato contatto (come se io fossi l’esperta guida dell’America, ceerto! :D). Ho proprio una fissa su queste facciate, le trovo meravigliose!

      2. Ahahah, devo dire che negli USA credo di averle viste così solo a New Orleans, non mi pare che siano tanto diffuse nel resto del Paese!
        Comprendo benissimo e condivido assolutamente la tua fissa! Anche a Sydney mi perdevo spesso ad ammirare i balconi, col rischio di passare per stalker!

Cosa ne pensi?