Due passi nel bosco magico

La volta che ho passeggiato in una fiaba ero in un bosco che ho sempre avuto sotto il naso ma che mai avevo sospettato potesse essere così magico.

Nel Triangolo Lariano, appollaiato tra i due rami del Lago di Como (quel ramo, sì, ma anche quell’altro), c’è il Sentiero dello Spirito del Bosco: una passeggiata immersa nel verde e abitata da creature magiche.

Spirito del Bosco
Lo Spirito del Bosco.

Per intenderci: è in una di quelle zone dove ti portano da bambini, in gita con la scuola, perché sono piene di rocce diverse e fossili; si segue il percorso geologico e c’è la guida che ti racconta di come la dolomia a Conchodon abbia guadagnato il suo nome nonostante non ci siano poi chissà quante tracce di Conchodon (che è un fossile). Tu passi l’infanzia e l’adolescenza a sapere che sì, c’è un sentiero dietro casa in mezzo al bosco dove una volta da piccola hai visto dei pulcini di civetta (o era barbagianni?); poi cresci e scopri che sono anni che quella stessa fetta di bosco ospita un percorso da fiaba e decine di personaggi intagliati nel legno. Quindi ci resti un po’ male, perché come hai potuto non scoprirlo prima?

Però ti piace troppo per continuare a restarci male. E infatti fai un mucchio di foto.

Sentiero dello Spirito del Bosco
L’ingresso al sentiero. Naturalmente il dialetto è la prima lingua.

L’inizio del sentiero è al rifugio Prim’Alpe (725 m); dopo una camminata di durata variabile tra i 25 e i 45 minuti si arriva al rifugio Terz’Alpe (800 m). Nel mezzo, un percorso di ponticelli, scalette, passerelle di legno, salite e discese. E creature dei boschi.

L’impressione è davvero quella di passeggiare in una fiaba, o in una leggenda. L’inquietanza di alcuni personaggi è indubbia. Altri sembrano illustrazioni di libri per bambini, dalle pagine dei quali sono scappate per farsi due passi tra gli alberi. Ci sono graziose casette, inspiegabili asini con le mani, un labirinto (e i labirinti ci piacciono tanto), inizialmente scambiato per un raduno di antichi tendiflex, l’immancabile nano disneyano (e ci piace tanto anche la Disney), Un alieno, una libellula gigante sospesa sopra un ponticello (e perché no?).

Inevitabilmente, come mio solito, ho trovato una marea di riferimenti ai miei libri preferiti. Che sono sempre quelli, quindi le didascalie della galleria sono quasi superflue (però ci sono lo stesso).

Inutile dire che, nonostante ci abbia passato un pomeriggio, ho come l’impressione di non essere riuscita a scovare tutte le creature annidate tra gli alberi.

E non escludo che possano spostarsi mentre nessuno sta guardando.


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