L’originale Dr Jekyll e Mr Hyde e altre storie da Edimburgo

Quando ho visitato Edimburgo ho conosciuto alcune storie di alcuni personaggi che mi sono piaciute talmente tanto da spingermi a scriverne. Eccole.

William Brodie

Più conosciuto come Deacon Brodie (Diacono Brodie), William Brodie era un super illustre cittadino di Edimburgo nel 1700. Era un rispettabile uomo d’affari, membro del consiglio comunale della città di Edimburgo, diacono cioè presidente della Corporazione dei falegnami e degli scalpellini. Era inoltre un artigiano: come ebanista, si occupava dell’installazione di serrature e altri meccanismi di sicurezza nelle case dell’alta borgesia della città.

Tutti lo rispettavano, tutti lo ammiravano, tutti si fidavano di lui. Brodie aveva però un problema: amava il gioco d’azzardo e aveva ben due mogli, ognuna ignara dell’altra, e relativi figli da mantenere. Una situazione molto gestibile.

Avndo due famiglie e un vizio piuttosto dispendioso, Brodie si trovava naturalmente ad avere bisogno di una grossa quantità di soldi, cosa che lo spinse a intraprendere la carriera del rapinatore. Di giorno era una persona di tutto rispetto, di notte rapinava le case per cui lui stesso aveva costruito le serrature. Più rubava, più clienti aveva.

Leggenda vuole che si arrivò addirittura al punto in cui gli venne chiesto, dato che era così benvisto da tutti, di trovare lui il colpevole dell’ondata di furti in città. Sempre la leggenda, non del tutto confermata, racconta che, quando fu finalmente dichiarato colpevole dei furti da lui commessi, fu la prima vittima di una nuova tipologia di forca (quella con la botola per una morte più veloce) che lui stesso aveva disegnato. L’ironia.

Nel 1800 un tale Robert Luis Stevenson si ispirò proprio a Deacon Brodie per scrivere Lo strano caso di Dr Jekyll e Mr Hyde.

Case a Edimburgo
Nel cuore della notte scozzese Deacon Brodie sgattaiolava tra questi palazzi e si introduceva nelle case dei ricchi…
Margaret Dickson

Margaret Dickson non era una rispettabile cittadina della città di Edimburgo come Brodie qui sopra, ma una persona comune con una vita costellata da un buon numero di sfighe.

Aveva un marito, il quale se ne era andato in Italia e non era più tornato; essendo lei comunque ancora legalmente sposata, avrebbe dovuto restargli fedele, quindi quando restò incinta di un altro uomo si ritrovò a dover lasciare la città per nascondere la gravidanza.
Purtroppo per lei, era illegale anche nascondere una gravidanza, quindi venne comunque condannata all’impiccagione, da svolgersi solo in seguito al parto, naturalmente. Torna dopo che il bambino è nato, le dissero, così possiamo impiccarti. Lei naturalmente non tornò, ma fu comunque cercata e riportata in città per affrontare il suo destino.

E qui, nella catasta di sfighe, accadde la fortuna più grande. Pur restando appesa per il collo per la bellezza dei 30 minuti necessari all’accertamento dell’effettivo decesso, Margaret non morì. Rinvenne qualche ora più tardi, chiusa in una cassa e a bordo di un carretto diretto a una fossa comune fuori città. L’autista del carretto non ci pensò due volte: Margaret andava riportata sulla forca, mica si poteva lasciare il lavoro così a metà.

Però lei era già stata dichiarata morta, e la legge non prevedeva l’impiccagione per i morti. Fu quindi lasciata libera di fare quello che voleva; anche perché, essendo morta, ora il suo marito in Italia era vedovo e lei non aveva più alcun obbligo nei suoi confronti.

Si mise in affari, aprì una locanda nella piazza delle impiccagioni e visse per altri 25 anni. Divenne famosa come Half Hangit Maggie, Maggie Quasi-impiccata (ricorda qualcosa?) e pare dicesse che la cosa migliore che le fosse capitata fosse proprio di morire.

Edimburgo dall'alto
La skyline settentrionale di Edimburgo.
Greyfriars Bobby

Greyfriars Bobby visse alla fine del XIX secolo ed era il cane del custode del cimitero di Greyfriars Kirkyard, o secondo altre versioni della storia di una guardia cittadina, tale John Gray.

Bobby era molto fedele al suo padrone, talmente fedele che alla sua morte continuò a frequentare il cimitero di Greyfriars Kirkyard per sedersi accanto alla sua tomba e vegliare su di lui.

In breve tempo Bobby divenne famoso tra gli abitanti della città e cominciò a essere amato e soprattutto sfamato da tutti. Era uno dei simboli della città e la sua storia aveva il potere di far commuovere chiunque.

Il piccolo Skye Terrier si recò al cimitero per visitare la tomba del suo defunto padrone ogni giorno per 14 (QUATTORDICI) anni. Un vita terribilmente longeva per un cane tutto sommato randagio.

Molti sono infatti scettici riguardo la storia di Bobby: come ha potuto un cagnolino randagio vivere così a lungo? E soprattutto: com’è possibile che non abbia mai superato il lutto del suo padrone, pur avendo passato con lui appena un quarto della propria esistenza?

Alcuni credono che Bobby non si sia recato per 14 anni sulla tomba del suo padrone. Molto più probabilmente, Bobby l’ha fatto per qualche anno, fino a quando la sua fama non lo ha trasformato in una fonte di business per le attività commerciali circostanti e per il cimitero stesso.

Gli affari andavano così bene che, alla morte naturale del piccolo Bobby, qualcuno deve aver pensato che tanto un cane valeva l’altro e deve averlo sostituito con un secondo Skye Terrier. Bobby II non aveva naturalmente conosciuto il padrone di Bobby I e con ogni probabilità avrebbe preferito essere altrove e non sulla sua tomba a compiangerlo. È quindi molto probabile che il povero Bobby II venisse incatenato per costringerlo a restare nel cimitero, dove frotte di persone andavano a vedere il cane più fedele di Edimburgo.

Albero a Greyfriars Kirkyard
Il cimitero di Greyfriars Kirkyard dove Bobby I e Bobby II hanno vissuto per un totale di 14 anni.

Dopo averci raccontato questa ultima, commovente storia, la guida del nostro free walking tour ha concluso teatralmente dicendo:

This is what Scotland is all about…” [ “La Scozia di questo si occupa…” ]

Al che io stavo già per rispondere:

Money and profit?” [ “Soldi e profitto?” ]

E invece:

… animal cruelty.” [ “… crudeltà sugli animali.” ]

E con questo ci ha salutati.


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