Multe e lezioni di storia

La volta che ho preso una multa per aver attraversato la strada nonostante il semaforo pedonale fosse rosso ero a Sydney, in Australia.

Sydney Harbour Bridge
Il Sydney Harbour Bridge visto da sopra il ponte.

Chiamiamola sfiga, chiamiamola stupidità mia; resta il fatto che finché l’ausiliario del traffico non mi ha piazzato in mano quella che aveva tutta l’aria di essere una multa ufficiale, io ho seriamente pensato di essere vittima di uno scherzo. Non ci volevo credere. Ma se non altro quel Natale il comune di Sydney si è illuminato anche grazie a me.

Sydney è la città più popolosa del New South Wales, dell’Australia e dell’intera Oceania. Capoluogo dello stato del New South Wales (per gli amici NSW), a cavallo tra il 1800 e il 1900 era tra le candidate a diventare la capitale dell’Australia. Conosciamo tutti la storia: super faida tra Sydney e Melbourne, e poi è stata creata una città dal nulla (Canberra) e la si è fatta capitale.

Sydney resta comunque una delle città australiane più importanti. Non che la concorrenza sia particolarmente numerosa.

Sydney CBD
Il centro di Sydney, Sydney CBD.

Ho vissuto e lavorato a Sydney circa cinque mesi. Mentre ero lì ho inviato molti résumé e fatto diversi colloqui di lavoro; uno di questi ultimi era per fare la guida turistica. Era naturalmente richiesta la conoscenza della storia della città; determinata a fare bella figura, ho svolto un paio di ricerche e mi sono messa a studiare. Quando ne ho parlato con una mia amica cinese, lei ha sbuffato e mi ha tranquillizzata: “Io sono cinese. Tu sei italiana. Veniamo da due Paesi con una storia lunghissima! Vedrai, la storia di Sydney non è niente in confronto a quello che abbiamo studiato a scuola!”

Inutile dire che aveva ragione.

Le prime persone ad abitare la zona di Sydney erano tribù aborigene di origine probabilmente indonesiana, le quali stavano vivendo le loro vite come avevano sempre fatto per secoli, quando i primi inglesi decisero di arrivare in Australia e chiamarla scoperta.

Bondi Beach
Dal momento che non ho foto storiche di Sydney, userò foto non storiche di Sydney. Quella dietro gli alberi è Bondi Beach.

Il 29 aprile 1770 tale James Cook, a bordo dell’Endeavour, attraccò a South Sydney (che lui soprannominò Botany Bay). Ci volle però qualche anno prima che la nuova terra venisse proclamata Colonia Britannica. Il 26 gennaio 1788 la Prima Flotta, capitanata da tale Arthur Phillip, fondò la Colonia Britannica del New South Wales (colonia penale, e infatti la maggior parte dei coloni a bordo della nave erano detenuti). Il 26 gennaio è diventato così il giorno nazionale degli australiani, Australia Day.

Il nome originale della colonia era New Albion, ma non piaceva granché a nessuno, quindi tutti cominciarono a usare il nome Sydney in onore di Thomas Townshend, Lord Sydney, il Segretario di Stato che aveva emesso l’atto che autorizzava Phillip a fondare la colonia.

Sydney Circular Quay
Circular Quay è il porto di Sydney che si affaccia su Sydney Cove, culla della città.

I primi anni di vita della colonia furono molto difficili. La Seconda Flotta (1790) e la Terza Flotta (1791) portarono un sacco di nuovi detenuti, ma erano tutti malati e deboli e in linea generale moribondi. La colonia si sentì isolata per qualche anno prima dell’inizio delle prime attività commerciali.

Nel frattempo, la popolazione aborigena locale veniva decimata da una catastrofica epidemia di vaiolo e da altre simpatiche malattie che gli aborigeni non avevano mai visto prima. Non si sa di preciso da dove venisse il virus: c’è chi dà la colpa agli inglesi, chi alla flotta francese che aveva attraccato poco più a sud appena qualche giorno dopo l’arrivo di Cook (immaginate la loro faccia quando si sono accorti che la nuova terra era già stata scoperta e conquistata dagli odiosi inglesi). Il succo è uno solo: gli aborigeni vennero stroncati da malattie per le quali il loro sistema immunitario non era pronto.

Cimitero lungo la Bondi to Coogee Coastal Walk
Humor nero.

Nel 1810 arrivò a Sydney un nuovo governatore mandato dall’Inghilterra: Lachlan Macquire (nome ricorrente nelle strade australiane). Fu con lui che il New South Wales passò da essere una colonia penale a essere quasi una società libera. Macquire cominciò infatti a trattare gli ex detenuti al pari degli altri coloni, cosa che non piacque per niente a Londra.

Il 1 gennaio del 1901 Sydney smise ufficialmente di essere una colonia e divenne la capitale dello stato federale del New South Wales. L’Australia diventava quindi una federazione grazie alla concessione della Regina Vittoria (alla quale vennero poi dedicati stati, vie, piazze, palazzi, statue, quadri, qualsiasi cosa). Sempre parte del Commonwealth inglese, quindi sui dollari c’è Betty e alle casse dei supermercati la metà dei tabloid ha i reali britannici in copertina, ma con un’indipendenza sua.

Bondi to Coogee Coastal Walk
La costa a est di Sydney.

Dopo la Prima Guerra Mondiale (alla quale l’Australia partecipò assieme alla Nuova Zelanda, negli Australian and New Zealand Army Corps, o anche semplicemente ANZAC), Sydney fu colpita da una durissima depressione. Durante la Seconda Guerra Mondiale, alla quale l’Australia partecipò sempre al fianco del Regno Unito, la baia di Sydney fu vittima di una serie di attacchi a opera della Marina Giapponese.

Nel Dopoguerra, il massiccio programma per l’immigrazione multiculturale promosso dal governo australiano portò Sydney a crescere in popolazione e a diversificarsi culturalmente: per questo motivo la città è ora un meraviglioso melting pot.

Sydney Opera House
La famosa Sydney Opera House.

Nel 2000 Sydney ospitò i Giochi Olimpici e nel 2013 ci atterrai io.

Il mio colloquio per il posto da guida turistica a Sydney è andato benissimo, ho ricevuto i complimenti e sono sicura di aver fatto una buona impressione grazie a quanto ero preparata sulla storia della città. Però il contratto che avrebbero voluto propormi non andava molto d’accordo con il tipo di visto che avevo (il Working Holiday Visa), quindi non se ne è fatto niente. La mia solita fortuna.

Sarò pure uscita dal colloquio senza un lavoro, ma di sicuro avevo una conoscenza più approfondita della storia di Sydney. E finalmente sapevo chi era questo Macquire al quale era dedicata la metà delle vie e delle piazze della città!

A volte bisogna accontentarsi.


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