Tasmania on the road

La volta che ho dormito in auto per una settimana ero in Tasmania. Poche facce disgustate: mi lavavo.

La decisione di fare un viaggio on the road in Tasmania è stata un po’ l’ispirazione di un momento. Ero a Sydney e stavo pensando di andarmene quando mia cugina, in viaggio sulla East Coast australiana, mi ha semplicemente scritto un messaggio: ad aprile Tasmania? La risposta: guardo i voli.

Hobart botanic garden, Tasmania
I giardini botanici di Hobart, Tasmania.

Il nostro aereo partiva all’alba, quindi da brave backpacker abbiamo pensato bene di andare in aeroporto la sera prima e passare lì la notte, risparmiando così sull’ostello. Bell’idea, no?

L’aeroporto di Sydney (Kingsford Smith) è bello, grande e nuovo. Si trova a sud della città, è facilmente raggiungibile col treno e ha due terminal. Al terminal internazionale c’è una zona apposta per chi vuole passare la notte in aeroporto per prendere un volo molto presto al mattino. Il terminal domestico chiude a mezzanotte e riapre alle cinque del mattino. Purtroppo per noi, la Tasmania è a tutti gli effetti Austalia, quindi il nostro volo partiva dal terminal domestico.

Dormicchiare mezzi sdraiati tra la panchina e la valigia davanti alle porte chiuse dell’aeroporto è un’esperienza da fare, prima o poi. Non faceva neanche troppo freddo a dire la verità.

A Hobart, capoluogo della Tasmania, faceva già più freschino. Erano le otto del mattino e l’ufficio dell’autonoleggio doveva ancora aprire. Avevamo noleggiato una macchina di medie dimensioni per otto giorni. Il piano era di decidere lì al momento che tipo di giro fare, scegliere giorno per giorno dove pernottare a seconda della strada percorsa e accamparci in qualche camping a basso costo in modo da avere bagni e cucina.

Dormendo in auto, contavamo di abbassare i sedili posteriori e stenderci nel bagagliaio. Purtroppo i sedili posteriori dell’auto da noi noleggiata non si muovevano. E il cambio era manuale perché costava meno. È stato un inizio divertente.

Hobart Japanese garden, Tasmania
All’interno dei giardini botanici di Hobart: il Giappone!

L’Australia è stata colonia inglese fino a inizio ‘900, quindi si guida come nel Regno Unito, sul lato sinistro della strada. Il volante è a destra, i pedali pure (sarebbe preoccupante se non lo fossero), le leve della freccia e dei tergicristalli sono al contrario; quella che non cambia è la leva del cambio (ah ah). Guidare sul lato sinistro della strada non è difficile, bisogna solo abituarsi e non andare nel panico quando sembra che tutti stiano prendendo le rotonde al contrario. Certo, all’inizio partono i tergicristalli invece delle frecce, ma nulla di preoccupante. L’unica cosa che può davvero dare dei problemi è il cambio manuale, col quale io ho avuto dei seri problemi; ma ammetto di non essere esattamente Schumacher. Fortunatamente, la Tasmania non è particolarmente affollata, quindi non abbiamo rischiato troppo la vita. Solo un po’.

Hobart è una simpatica cittadina di modeste dimensioni, che alle nove del mattino si stava giusto svegliando con un timido e tiepido sole autunnale. Quale poesia.

Ha un porto, un centro con l’onnipresente mall (via pedonale centralissima, solitamente tra un centro commerciale e l’altro), un giardino botanico molto carino e un fantastico Info Point.

È stato all’info point che abbiamo deciso a grandi linee il giro che avremmo fatto. La gentilissima signora che stava dietro il bancone ci ha mostrato una mappa della Tasmania e ci ha chiesto quanti giorni avevamo a nostra disposizione.

Auto e strada sterrata, Tasmania
Into the wild. Per davvero.

“Otto giorni!”

“Avete un’auto?”

“Sì! Pensa che riusciremo a vedere un po’ di roba?”

“In otto giorni vedete tutto! Non c’è molto altro.”

Siamo uscite dall’info point con un’idea solo vaga dei chilometri che avremmo macinato.

La Tasmania è un’isola che si trova a sud dell’Australia, sotto quel cornetto nell’oceano (o, più precisamente, nel Mar di Tasmania) che è il Victoria. È piccina picciò e pure gli stessi australiani si dimenticano che è parte del paese, a volte. Cioè quasi sempre. La si raggiunge in aereo o in nave, da Melbourne (non per stomaci delicati!).

Le due città principali sono Hobart a sud e Launceston a nord, entrambe piccine ma graziose. Tra di loro c’è del gran nulla, composto prevalentemente da fattorie, piantagioni di frutti di bosco, carcasse di canguri investiti con relative carcasse di diavoli investiti, vitigni, costa, villaggi e paesini, chilometri e chilometri di strada sterrata e in generale paesaggi bellissimi dietro ogni angolo. A Sydney qualcuno mi ha detto che qualcuno gli aveva detto che si dice che la Tasmania è un po’ come la Nuova Zelanda, ma in miniatura.

Sentiero in Tasmania
E qui possiamo vedere dove è stata girata la famosa scena della Compagnia dell’Anello…

Come definizione ci sta anche, ma la Tasmania resta secondo me molto diversa dalla Nuova Zelanda. È selvaggia come la Nuova Zelanda, però è diversa. Non ci sono cartelli che indirizzano ai luoghi dove è stato girato Il Signore degli Anelli, per esempio.

Il viaggio on the road che io e mia cugina avremmo intrapreso sarebbe partito da Hobart per poi risalire la costa est fino a Launceston, scendere nel centro per visitare il Cradle Mountain National Park, spostarsi sulla costa ovest e poi tornare a Hobart tagliando per le terre selvagge del West Tasmania, talmente selvagge che non ci sono strade più a sud di quella che avremmo fatto noi. Into the Wild totale.

Dopo le prime due notti in auto le nostre schiene si sono pure quasi abituate ai sedili. Quasi.


Se non vuoi perderti neanche un articolo, iscriviti alla newsletter! Non dimenticare di seguirmi anche su Facebook e su Instagram! E se ti è piaciuto questo articolo, perché non condividerlo? Puoi leggerlo (e raccomandarlo) anche su Medium!

Cosa ne pensi?