Il più bel viaggio è quello che non è stato ancora fatto

La volta che ho preso un biglietto di sola andata per la Cambogia e uno di solo ritorno dal Vietnam stavo prenotando il mio prossimo regalo di compleanno.

L’idea del viaggio è nata assieme a due amiche conosciute lavorando a Walt Disney World. Due settimane, ci siamo dette, e ci vediamo qualcosa della Cambogia e qualcosa del Vietnam, giusto per farci un’idea. Zaino in spalla. Finalmente potrò mettermi alla prova con il riassumere ciò di cui avrò bisogno in uno zaino e pochi chili!

Pensare alle mete è stato facile, organizzare il viaggio un po’ meno. Sì, perchè attualmente io e le mie due compagne di viaggio abitiamo a svariate centinaia, se non migliaia, di chilometri di distanza. La tecnologia è però una cosa meravigliosa e ci ha permesso di sentirci e accordarci su voli, autobus e ostelli da prenotare nonostante fossimo a volte spalmate su tre fusi orari diversi (“Allora ci sentiamo domani mattina su Skype?” “Mattina tua o mattina mia?”).

Planisfero di sughero
Cambogia e Vietnam, abbiate paura.

Il primo passo è stato la prenotazione dei voli. Abbiamo deciso di far partire il nostro vaggio da Phnom Penh, capitale della Cambogia, e di concluderlo ad Hanoi, capitale del Vietnam. Tra Phnom Penh e Hanoi infileremo Siem Reap e Angkor, una volta capitale dell’Impero Khmer; per poi passare in Vietnam e fare tappa a Ho Chi Minh, una volta Saigon e risalire il Paese seguendo la costa, fermandoci per strada a Hoi An e Hue. Il tempo a nostra disposizione non è moltissimo, quindi dovremo cercare di ottimizzarlo quanto più possibile.

Una volta prenotato il volo e steso un itinerario, inizialmente abbastanza approssimativo, ho cominciato a informarmi sui vaccini obbligatori e consigliati. Avendo sempre viaggiato verso mete piuttosto civilizzate e a basso rischio epidemico, non ho mai avuto necessità di vaccinarmi contro malattie come il tifo e la malaria. Non avevo idea di quali tipi di vaccinazioni dovessi fare, quindi sono andata sul sito della Farnesina, Viaggiare Sicuri, per avere un’idea se non altro dei vaccini obbligatori.

Viaggiare Sicuri è un sito completo e molto utile per i viaggiatori internazionali. Ho però un consiglio da dare a chi ha intenzione di visitarlo: se siete particolarmente impressionabili o ansiosi non leggete le sezioni riguardanti la sicurezza e la situazione sanitaria; o fatele leggere a qualcun altro e poi fatevele riassumere. Questo perché io dopo cinque minuti di lettura mi sono rassegnata all’idea che se non fossi saltata in aria con uno dei tanti ordigni inesplosi ancora sepolti nei campi cambogiani, allora sarei stata sicuramente investita da un automobilista pazzo alla guida di un trabiccolo a fari spenti su una delle diroccatissime strade vietnamite. Ho avuto la netta impressione che lo scopo del sito non fosse informare la gente, ma dissuaderla dall’intenzione di viaggiare.

Viaggiare informati è però cosa più che buona e più che giusta, quindi ho comunque letto ogni parola sui Paesi che intendevo visitare e non mi sono fatta prendere dal panico. Non ci sono vaccinazioni obbligatorie da fare per chi vuole andare in Cambogia e in Vietnam, ma ho pensato che fosse comunque una buona idea chiamare la mia ASL locale e chiedere a loro; avevo comunque un richiamo dell’antitetanica da recuperare, quindi meglio approfittarne, no?

Vademecum del viaggiatore internazionale
“Non acquistare generi alimentari da venditori ambulanti.”

Ora: l’ASL si raccomanda di chiamare per avere informazioni sui vaccini almeno 30 giorni prima della partenza. E va bene. Ma se ci vuole una settimana per riuscire a parlare con qualcuno, chiamando ripetutamente in quelle due, tre ore settimanali in cui il servizio è attivo e in cui il telefono è puntualmente e costantemente occupato; e se una volta che riesco a parlare con un’operatrice mi sento dire che devo provare a richiamare dopo due settimane perché non c’è posto per le visite al momento; e se quando finalmente riesco a prendere un appuntamento viene fissato a due settimane di distanza… insomma, le tempistiche sono un po’ quello che sono, quindi il mio suggerimento totalmente spassionato è di muoversi subito per quanto riguarda le vaccinazioni.

La mia avventura con la visita all’ASL avrebbe bisogno di un capitolo a parte, ma sarò breve: era un centro ASL che non conoscevo, aveva più ingressi su strade diverse, una segnaletica imbarazzante, ci ho messo quindici minuti a capire dove stava il parcheggio (e questa potrebbe essere anche colpa mia). Il succo è che sono arrivata all’ASL con mezz’ora di anticipo, ma mi sono presentata all’appuntamento col medico con cinque minuti di ritardo. C’è però da dire che la visita è stata molto utile, perché io, probabilmente non del tutto ottimista a riguardo, non mi aspettavo che mi avrebbero vaccinata lì seduta stante. E invece. Quindi sono entrata all’ASL con una vaga conoscenza dei vaccini consigliati e un itinerario abbozzato, e sono uscita con un cerotto sulla spalla sinistra per l’epatite A, un cerotto sulla spalla destra per il richiamo dell’antitetanica, tre pastiglie per la terapia contro il tifo e un Vademecum del viaggiatore internazionale con qualche appunto della dottoressa per il perfetto antizanzare.

Mi sentivo in una botte di ferro. Nota economica: la visita medica mi è costata €39, le vaccinazioni €38 in totale. Non erano obbligatorie, ma ho preferito andare sul sicuro e farle. L’epatite A avrà bisogno di un richiamo tra 6-12 mesi, mentre la terapia contro il tifo mi coprirà per tre anni. Ora mi tocca visitare tutti i Paesi a rischio tifo per sfruttare come si deve la vaccinazione. Mannaggia.

eBook Lonely Planet
Mo ti leggo, eh.

Il passo successivo è stato fare il visto turistico per la Cambogia. Alla modica cifra di 40 dollari americani (circa €38) e una foto, e con tempi di attesa che avrebbero qualcosa da insegnare all’ASL italiana, il Regno di Cambogia mi ha mandato il mio bel visto elettronico da usare per entrare in Cambogia (un ingresso solo) e restare fino a 30 giorni; il visto è valido per tre mesi a partire dalla data di rilascio. Attenzione però, perché non tutte le frontiere cambogiane accettano il visto elettronico. Ma lasciamo che sia il Regno di Cambogia stesso a spiegare come funziona il suo eVisa. Si nota quanto mi piaccia questa faccenda che si chiama Regno di Cambogia?

Il visto d’ingresso per il Vietnam, volendo citare Viaggiare Sicuri, “non è necessario per soggiorni inferiori ai 15 giorni e ingresso singolo, fino al 30 giugno 2018″. Lo dice la Farnesina, quindi mi fido. Non mi è dato sapere se alla dogana mi verrà chiesto di provare che lascerò il paese entro due settimane, ma nel dubbio mi porterò la stampa della prenotazione del volo di ritorno, just in case.

Ora restano veramente poche cose da fare:

  • scegliere un’assicurazione di viaggio;
  • finire di prenotare trasporti e ostelli;
  • leggere l’eBook della Lonely Planet che ho comprato settimane fa e lasciato alla prima pagina dopo la copertina;
  • procurarmi lo zaino che sarà la mia prova finale sull’attaccamento ai beni materiali (è da quando ho litigato col robot del check-in della Qantas che aspetto questo momento).

Il tutto in meno di tre settimane. Fattibile.

Come diceva Loïck Peyron (nome a me totalmente sconosciuto fino a oggi, ma linkiamo Wikipedia e facciamo finta di farci una cultura), il più bel viaggio è quello che non è stato ancora fatto.


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