Camminare con gli Dei: l’itinerario della Via degli Dei

Quest’anno io e altre tre ragazze abbiamo deciso di fare una vacanza tranquilla e rilassante. La Via degli Dei.

Panorama verso San Piero a Sieve sulla Via degli Dei
Panorama e nuvole in cammino verso San Piero a Sieve.
Cos’è la Via degli Dei?

È un antico cammino di circa 130 km che va da Bologna (Piazza Maggiore) a Firenze (Santa Maria Novella), utilizzato prima dagli Etruschi, poi dai Romani e infine anche nel Medioevo. Dicono che si chiami così perché passa per località i cui nomi derivano da quelli di antiche divinità (Monte Adone, Monte Venere, Monzuno = Mons Iovis, cioè Monte di Giove).

Secondo noi invece è molto più realistico pensare che sia perché in più punti durante il cammino ci si ritrova a pregare (o bestemmiare, a seconda delle proprie inclinazioni) tutti gli dei possibili immaginabili. Almeno, a noi è successo così.

Come prepararsi a percorrere la Via degli Dei a piedi?

Prima di partire ci siamo documentate un po’ su internet e siamo partite equipaggiate di una guida e di una traccia GPS da seguire (scaricata qui). Eravamo un po’ preoccupate, avendo letto che il sentiero non era segnato molto bene, soprattutto nella prima parte.

Libri nel muro a Monzuno sulla Via degli Dei
Monzuno.

In realtà da subito dopo il Santuario di San Luca (sopra Bologna) abbiamo iniziato a trovare cartelli che indicavano il cammino con la sigla VD. Sembravano nuovi, quindi probabilmente sono stati messi solo di recente. Dunque per la nostra esperienza abbiamo trovato il sentiero indicato abbastanza chiaramente e in maniera costante per tutto il percorso.

È comunque consigliabile avere una guida o una mappa della Via degli Dei, nel caso sia necessario fare delle deviazioni (ad esempio per raggiungere un B&B o un campeggio) e per i punti in cui le indicazioni non sono chiarissime. Inoltre in molti tratti ci sono dei sentieri alternativi che portano nello stesso posto, magari accorciando la strada o evitando dei tratti di asfalto: se preferite avere la possibilità di scegliere tra le alternative è fondamentale avere una cartina o un’app con tutti i sentieri, almeno sapete dove state andando.

Noi abbiamo preferito attenerci alle indicazioni per la Via degli Dei il più possibile, anche per non rischiare di sbagliare strada.

Un’altra cosa importante è l’acqua. Ci sono pochissime fontane sul percorso, quindi viene consigliato di portare almeno un litro e mezzo d’acqua (o anche due, se bevete molto) ogni giorno, soprattutto se fate questo cammino in estate. Noi siamo state abbastanza fortunate con il tempo, è stato quasi sempre bello ma ventilato e mai troppo caldo; nonostante questo, i tratti al sole erano davvero duri e siamo sempre state attente a non finire l’acqua che avevamo. Inoltre quest’estate la siccità regna sovrana e anche le poche fonti che abbiamo trovato nei boschi erano secche. Per fortuna però il cammino è in gran parte all’ombra e sul sentiero c’erano spesso cespugli di more (quando si cammina da ore anche solo due more possono davvero risollevare lo spirito!).

Bosco e Tortuga verso San Piero a Sieve sulla Via degli Dei
Uno strano bosco sul sentiero verso San Piero a Sieve.
È difficile percorrere la Via degli Dei a piedi?

Il cammino è principalmente su sentieri o su strade sterrate, ma ci sono anche dei tratti su asfalto non esattamente piacevoli. I peggiori sono quelli per raggiungere Monzuno e San Piero a Sieve, entrambi lunghi diversi chilometri e senza l’ombra di un marciapiede.

Alcuni camminatori decidono di portare delle scarpe da ginnastica da usare esclusivamente per questi tratti al posto degli scarponcini. Noi avevamo solo gli scarponcini bassi e in certi momenti ce ne siamo pentite, però bisogna considerare che il peso di un paio di scarpe extra non è indifferente. Si può anche pensare di usare solo scarpe da ginnastica per tutto il cammino, se si è arcisicuri che non pioverà.

Il percorso in sé non è particolarmente difficile e non si fa neanche tanto dislivello complessivo (il punto più alto è a meno di 1200 m), ma bisogna tenere presente che è tutto un su e giù. Se uno ci pensa è ovvio, visto che si attraversano gli Appennini, ma quando per fare un dislivello di 400 metri ti toccano sette salite e sei discese non è proprio divertente. Al momento, almeno.

Però quando arrivi in cima a ogni monte ti trovi dei panorami così belli che quasi dimentichi la fatica (quasi, perché sotto sotto sai benissimo che dopo ti aspetta la discesa). Inoltre il sentiero è quasi tutto immerso nella natura, si attraversano ben pochi paesi (a meno che non si facciano delle deviazioni) e in certi momenti si può davvero pensare di essere in un’epoca passata, vista la quasi totale assenza di civiltà.

Verso il Passo della Futa sulla Via degli Dei
Verso il Passo della Futa.
Quante e quali tappe fare?

Solitamente viene consigliato di dividere il percorso in cinque tappe, ma c’è anche chi lo fa in quattro o addirittura tre giorni. Noi eravamo mediamente allenate ma non proprio degli stambecchi, quindi abbiamo preferito dividere il percorso in sei tappe:

Prima tappa: Bologna – Badolo

Seconda tappa: Badolo – Madonna dei Fornelli

Terza tappa: Madonna dei Fornelli – Passo della Futa

Quarta tappa: Passo della Futa – San Piero a Sieve

Quinta tappa: San Piero a Sieve – Fiesole

Sesta tappa: Fiesole – Firenze

Praticamente abbiamo spezzato quella che tipicamente è l’ultima tappa da San Piero a Sieve fino a Firenze. In questo modo abbiamo evitato di ucciderci proprio alla fine con una tappa di 35 o più km (infatti molta gente a Fiesole prende direttamente il bus fino a Firenze, ma a noi sembrava un po’ di barare); inoltre partendo la mattina presto da Fiesole abbiamo potuto fare un giretto a Firenze prima di prendere il treno per casa nel pomeriggio.

Quali difficoltà si possono incontrare?

Per noi la cosa più difficile è stato il continuo camminare giorno dopo giorno, dato che non eravamo abituate e non ci eravamo allenate specificatamente per questo cammino.

Due di noi avevano già percorso parte del Cammino di Santiago, che però è piuttosto diverso dalla Via degli Dei, a quanto hanno detto. Le altre due neanche quello!

Il peso dello zaino non è stato un problema: i nostri zaini pesavano dai 6 ai 9 kg e non ci sono mai pesati troppo. Abbiamo sempre dormito in B&B o campeggi quindi non abbiamo avuto bisogno di portare tenda né sacchi a pelo, e neanche scorte alimentari.

La cosa peggiore sono stati i dolori causati dal continuo camminare: due di noi hanno avuto problemi di vesciche (per fortuna avevamo un’abbondante scorta di cerotti per vesciche) e le altre due tendini infiammati e dolori alle ginocchia (per fortuna avevamo anche un’abbondante scorta di Oki e Voltaren).

Però la soddisfazione di arrivare a Firenze con zaino, racchette e un’aria stravolta è stata impagabile.

Questo è stato il nostro viaggio.

Infografica Itinerario della Via degli Dei

 

Giulia Frigerio

Prosegue nel prossimo articolo!


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