Visitare Washington DC, Philadelphia e Boston in sei giorni

È possibile visitare Washington DC, Philadelphia e Boston in sei giorni? Certo che sì: basta essere disposti a sacrificare qualche ora di sonno e ad adattarsi a una tabella di marcia rapida e serrata.

Visitare Washington DC, Philadelphia e Boston in sei giorni

Un viaggio alla scoperta della storia degli Stati Uniti, visitare Washington DC, Philadelphia e Boston in sei giorni è una vera full immersion nel patriottismo made in USA. Patriottismo che a tratti potrebbe sembrare un po’ eccessivo, ma che spesso riesce a dimostrarsi sobrio e rispettoso, come nei nomi incisi sulle pareti dei memoriali di guerra di Washington DC.

Cosa troverai in questo itinerario?

L’itinerario di viaggio

Visitare Washington DC, Philadelphia e Boston in sei giorni è fattibilissimo, a patto di sacrificare qualche ora di sonno. Avendo più tempo a disposizione è possibile decidere di dedicare più tempo a una città, o anche a tutte tre!

Giorno 1Washington DC
Giorno 2Washington DC
Giorno 3🚌 Washington DC → Philadelphia
Giorno 4🚌 Philadelphia → Boston
Giorno 5Boston
Giorno 6Boston

ℹ️ Leggi anche: Come organizzare un viaggio fai da te

Interno del Quincy Market a Boston.
Il Quincy Market a Boston.

Cosa vedere

Washington DC

Capitale degli Stati Uniti d’America, Washington DC è giustamente piena fino all’orlo di memoriali, edifici governativi e musei. Il cuore della città si sviluppa attorno al National Mall: un parco verde e lungo tre chilometri da parte a parte, arricchito da alcuni dei memoriali più noti e visitati degli Stati Uniti. Si affacciano sul National Mall edifici governativi come la Casa Bianca e il Capitol, e i musei dello Smithsonian Museum, il complesso museale più grande al mondo.

Un quartiere molto visitato di Washington DC è Georgetown, nota per essere l’area più pittoresca della città, tra storia e modernità. Woodley Park è invece l’area dove si trova il National Zoo. Il Pentagono si trova a sud-ovest del centro, oltre il fiume Potomac, ed è possibile visitarlo solo con un tour.

Per visitare la Casa Bianca, i cittadini stranieri devono rivolgersi con largo anticipo alla propria ambasciata a Washington DC e presentare formale richiesta. Al momento le visite dei cittadini stranieri alla Casa Bianca sono però sospese. Risulta più facile visitare il Capitol, sede del Congresso.

ℹ️ Leggi anche: Case Bianche a sorpresa

Philadelphia

Philadelphia è un luogo cardine della storia degli Stati Uniti d’America: è infatti qui che fu firmata la Dichiarazione d’Indipendenza il 4 luglio del 1776. I luoghi dell’indipendenza sono quindi un must per chi vuole visitare la città più grande della Pennsylvania—di cui Philadelphia non è però la capitale!

Nel centro storico di Philadelphia sorge infatti un insolito parco nazionale, l’Independence National Historical Park, fondato per custodire i luoghi legati alla Rivoluzione Americana e quindi alla nascita degli Stati Uniti d’America. Il parco—soprannominato America’s most historic square mile, il miglio quadrato più storico d’America—permette ai visitatori di ammirare la famosa Liberty Bell e di entrare nella Independece Hall, luogo in cui la dichiarazione fu discussa e firmata.

Decisamente slegato dalla fondazione degli USA, il Philadelphia Museum of Art attira comunque un gran numero di visitatori: la scalinata per raggiungere il museo è infatti nota anche come Rocky Steps, ovvero i 72 gradini più famosi del cinema.

ℹ️ Leggi anche: Scale e campane rotte

Boston

Anche Boston, nel Massachusetts, ha giocato un ruolo fondamentale nella storia degli Stati Uniti. Poco più a sud si trova infatti Plymouth, nata dalla prima colonia americana e luogo di sbarco dei primi coloni inglesi a bordo del Mayflower—partito da Plymouth in Inghilterra.

Boston è stata anche il porto di sbarco della grande migrazione europea di inizio ‘800, che portò in città moltissimi irlandesi in fuga dalla carestia che aveva colpito il loro Paese. Negli anni successivi arrivarono anche molti italiani, che andarono ad abitare il quartiere di North End, ora angolo di Italia colmo di pizzerie, salumerie e panetterie.

Seguire i passi della storia di Boston è semplicissimo: basta percorrere i 4 chilometri di mattonelle rosse del Freedom Trail, percorso che attraversa la città toccando tutti i luoghi di interesse storico che hanno contribuito alla libertà delle colonie americane.

Fuori città, ma facilmente raggiungibili con la metro, si trovano invece gli enormi campus universitari della Harvard University e del MIT, Massachusetts Institute of Technology, due tra le università più prestigiose del mondo.

ℹ️ Leggi anche: I devastanti effetti dell’ottimizzazione del tempo

Capitol of the USA, Washington DC.
Capitol of the USA, Washington DC.

Il volo

Per chi parte dall’Italia di voli diretti per Washington DC scarseggiano: è spesso necessario fare scalo in Europa (Londra o Amsterdam di solito, ma dipende dalla compagnia aerea), oppure negli Stati Uniti (New York o Newark, sempre a seconda della compagnia aerea).

A Washington DC ci sono tre aeroporti: uno nazionale, il Ronald Reagan Washington National Airport, e due internazionali, il Washington Dulles International Airport e il Baltimore/Washington International Thurgood Airport. Gli aeroporti sono ben collegati con il centro città, sia via metro (Ronald Reagan Airport) sia via shuttle bus (Washington Dulles Airport).

Per il ritorno da Boston, anche qui è quasi sempre d’obbligo lo scalo per chi vola verso l’Italia. L’aeroporto è però solo uno, il Logan International Airport, ed è talmente vicino al centro della città che il viaggio in bus dalla South Station all’aeroporto è gratis.

Trattandosi solo di sei giorni, è plausibile pensare di inserire questo itinerario in uno più ampio che comprenda anche New York. La tratta New York City – Washington DC è servita da molte compagnie aeree locali e il volo dura circa un’ora e un quarto. La tratta Boston – New York City ha più o meno la stessa durata.

Un’alternativa più pratica e quasi sempre più economica a un volo così breve è l’autobus. Negli Stati Uniti sono due le principali compagnie di bus per viaggi di lunga percorrenza: Greyhound e Megabus. Greyhound è una potenza, ma ha il brutto vizio di avere stazioni in aree vagamente malfamate; Megabus ha invece il bellissimo vizio di svendere i biglietti se li si prenota con il giusto anticipo (qualche settimana, meglio se qualche mese prima della partenza).

ℹ️ Leggi anche: Come usare Google Flights per risparmiare sui voli aerei

Le vaccinazioni e l’assicurazione di viaggio

Non c’è nessuna vaccinazione obbligatoria per chi viaggia negli Stati Uniti. Resta una buona idea controllare di aver fatto l’ultimo richiamo dell’antitetanica.

È invece caldissimamente consigliato munirsi di un’assicurazione di viaggio che ci copra contro infortuni e malattie durante la nostra permanenza su suolo statunitense. Tutte le principali compagnie assicurative offrono polizze pensate appositamente per i viaggi negli USA. In questo modo saremo sicuri di non dover sborsare migliaia di dollari per una visita al pronto soccorso.

Il visto

Esistono due diversi visti turistici per recarsi negli USA: il Visitor Visa (categoria B2) e l’ESTA.

Il Visitor Visa è per chi intende recarsi negli USA per turismo e restare su territorio statunitense per più di 90 giorni consecutivi. Per richiedere questo visto è necessario prendere un appuntamento presso l’Ambasciata o il Consolato degli Stati Uniti d’America.

L’ESTA è una specie di eVisa, un visto non visto che i cittadini dei Paesi che rientrano nel Visa Waiver Program possono richiedere e ottenere direttamente online, senza bisogno di recarsi in Ambasciata o in Consolato. Inoltre, per richiedere l’ESTA è necessario essere in possesso di un passaporto elettronico, avere in progetto di fermarsi negli Stati Uniti per non più di 90 giorni, non avere la doppia cittadinanza con uno dei Paesi nella lista nera (Iran, Iraq, Libia, Siria, Somalia, Sudan e Yemen), non essersi recati in uno dei Paesi nella lista nera dopo marzo 2011.

Se si risponde a tutti questi requisiti, allora si può richiedere l’ESTA (che altro non è che un’autorizzazione elettronica a entrare negli USA) sull’apposito sito. Costo: $14.

Nota dal sito dell’Ambasciata statunitense in Italia: se in passato si ha denunciato lo smarrimento o il furto di un passaporto che è stato poi ritrovato, non bisogna utilizzare tale passaporto per viaggiare negli USA; inserire i dati di questo passaporto nella richiesta ESTA ne provoca l’annullamento.

Vista sulla Independence Hall a Philadelphia.
Independe Hall a Philadelphia.

La valuta

Negli Stati Uniti è in uso la valuta con le banconote più scomode e brutte della storia: il dollaro americano (qui il cambio attuale).

Le banconote sono tutte troppo lunghe per stare comodamente nel portafogli, sono quasi sempre vecchie e unte e, cosa peggiore di tutte, sono tutte uguali. Quando sono nuove hanno tonalità di verde-giallo diverse, ma basta che stiano in un portafogli per più di cinque minuti per trasformarsi magicamente in stropicciati pezzetti di carta verde.

L’unica cosa che può aiutarci a distinguere un cinque dollari da un cinquanta, oltre allo zero, sono le facce: ogni banconota è dedicata a una diversa delle personalità che hanno contribuito alla fondazione degli Stati Uniti. Ci sono quindi gli immancabili Lincoln e Washington, naturalmente; ma il mio preferito è sempre stato Hamilton sui $10, che onestamente è quello che ci fa la figura migliore. Il povero Jefferson, che ha scritto la Dichiarazione d’Indipendenza del 1776, è relegato sulla ormai rarissima banconota da $2; quindi non lo si vede più in giro.

Tra le monete, il colpo di genio è il quarto di dollaro: una moneta da ¢25, che risulta essere molto più utile di quello che sembra.

Negli USA gli sportelli bancomat per prelevare (ATM) non si contano, quindi risulta praticissimo prelevare i dollari direttamente in aeroporto all’arrivo. O non prelevarli affatto: praticamente ovunque sono accettati pagamenti di qualsiasi cifra in carta di credito e prepagata—meglio verificare con la propria banca riguardo il bancomat: non tutti sono abilitati all’estero.

Come sempre, è buona prassi informarsi presso la propria banca sui costi di gestione dell’utilizzo della propria carta all’estero: sia ai prelievi sia ai pagamenti sono infatti spesso aggiunte delle commissioni.

Gli spostamenti via terra

Come già accennato, per gli spostamenti via terra risulta molto pratico ed economico affidarsi alle due principali compagnie di autobus per viaggi di lunga percorrenza: Greyhound e Megabus.

Entrambe le compagnie offrono viaggi in partenza ogni giorno, in più momenti della giornata. Una tattica da veri risparmiatori è viaggiare di notte per evitare di pagare l’hotel o l’ostello, ma la cosa non è fattibile con tutte le tratte (tra Washington DC e Philadelphia, per esempio, la tratta è troppo breve: tre ore circa; già più fattibile tra Philadelphia e Boston: cinque ore circa).

Ogni grande città statunitense è ben servita da mezzi di trasporto urbano solitamente efficienti e non eccessivamente cari. Esistono biglietti giornalieri o abbonamenti da più giorni, ma spesso vale la pena cercare di camminare il più possibile e utilizzare i mezzi solo per spostarsi fuori città o in zone distanti dal centro.

I centri di Washington DC, Philadelphia e Boston sono facilmente percorribili a piedi. Per raggiungere Harvard e il MIT a Boston si può considerare di prendere la metro, perché entrambi i poli universitari si trovano a nord-ovest del centro cittadino.

A collegare Washington DC, Philadelphia e Boston esiste anche una rete ferroviaria rapida ed efficiente: l’Amtrak. L’opzione treno risulta però decisamente più cara del bus.

Placca del Freedom Trail di Boston.
Il Freedom Trail di Boston.

Dove dormire

C’è solo l’imbarazzo della scelta: tra hotel, motel, ostelli e Airbnb, chiunque può trovare la soluzione che meglio si concilia con le proprie finanze e le proprie esigenze.

Se si vuole tentare il risparmio estremo unito a un’estrema ottimizzazione del tempo, si può considerare di viaggiare di notte e quindi dormire in bus o in aereo. Non è consigliato farlo per troppi giorni consecutivi, perché a un certo punto la privazione di sonno e l’impossibilità di farsi una doccia cominciano a farsi sentire.

ℹ️ Leggi anche: Come scegliere l’ostello per un viaggio fai da te

Cosa mangiare

Sfatiamo questo mito: non tutta la cucina statunitense fa schifo, anzi.

Tipico di Piladelphia è il buonissimo e formaggiosissimo Philly Cheesesteak Sandwich: un panino ripieno di straccetti di manzo affogati nel formaggio fuso. Non esattamente un pasto leggero, e di certo il rischio di compromettersi le papille gustative al primo rovente morso è tangibile, ma ne vale assolutamente la pena.

Boston è invece famosa per North End, quartiere italiano ricco di ristorantini italiani, pizzerie che servono la pizza più vicina all’originale che si possa trovare negli Stati Uniti, oltre a salumerie e panetterie da far venire l’acquolina in bocca. Questa tecnicamente non conta come cucina statunitense, però quasi tutto quello che si trova a North End è assolutamente commestibile e molto, molto soddisfacente.

Sicurezza in viaggio

Tutte le grandi città possono essere pericolose: come sempre, è necessario prestare attenzione a dove si va e a come ci si muove. Nulla di diverso dal muoversi nella propria grande città!

ℹ️ Leggi anche: Sicurezza in viaggio: come fare per viaggiare sicuri

Philly Cheese Steak Sandwich.
Il Philly Cheese Steak Sandwich.

Questo articolo è stato pubblicato originariamente nel mese di marzo 2018 ed è stato aggiornato nel mese di luglio 2019.


Sogni gli USA? Leggi gli altri itinerari americani di La volta che!

10 Commenti

    1. Delle tre, Philly è stata quella che mi ha colpita di meno! Forse perché ci ho passato poco tempo…
      Boston è magica, è una di quelle poche città statunitensi che ho visitato che secondo me hanno un’anima e un qualcosa di speciale e diverso da tutte le altre. Ci tornerei più che volentieri!

    1. Sei giorni in effetti sono un po’ un mordi e fuggi, ma era il massimo che potevo prendere al lavoro, quindi me li sono fatti bastare e ho visto che è fattibile… a patto di sacrificare qualche ora di sonno! Inutile dire che al ritorno avrei avuto bisogno di un’altra vacanza per riprendermi. Aggiungendo una tappa a New York si avrebbe un bel quadro degli Satati Uniti nord-orientali! Fossi in te un pensierino ce lo farei, se non sei mai capitata da quelle parti! 😉
      Negli USA si può vivere tranquillamente senza contanti; nessuno ti guarda male se vuoi pagare $2 con la carta di credito: il sogno!
      Grazie per avermi letta e per aver trovato il tempo di lasciarmi un commento! 😀

  1. Dario Brigati

    anche i collegamenti ferroviari sono super efficienti, ed hanno il vantaggio di portarti direttamente da un centro città all’altro; le tratte Boston-NY e NY-Washington durano circa 4 ore con AMTRACK; più comodo di un bus e più economico di un aereo.

      1. Dario Brigati

        probabilmente è comunque più abbordabile del treno, ma almeno non finisci in stazioni dove una pistolettata è la cosa migliore che possa capitarti! XD

Cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.