I vermi luminosi

La volta che ho visto il cielo in una grotta ero in Nuova Zelanda e giuro che non ero sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Ero pure sobria.

Waitomo, Nuova Zelanda
Giornata perfetta per andare a infilarsi in un buco per terra con una temperatura interna media di 14°C!

Nota: chiedo umilmente perdono in anticipo per le foto di questo articolo. La mia fotocamera compatta ha la sua bella età e all’interno delle grotte non si poteva usare il flash. Ho fatto quello che ho potuto. Amen.

La Nuova Zelanda è un posto talmente fantastico e magico che, oltre a essere la patria degli Hobbit, è anche il luogo dove è possibile vedere cose assurde come un cielo pieno di stelle intrappolato svariati metri sottoterra. Dove dobbiamo recarci, o dove, per poter ammirare cotale meraviglia? Vi sorprenderò: non è neanche necessario farsi di LSD.

Le Waitomo Caves si trovano nel cuore dell’isola settentrionale neozelandese e vengono visitate ogni anno da una moltitudine di turisti che attraversano il mondo per ammirare dei vermi luminosi che passano la loro esistenza appesi sul soffitto di una caverna.

Può sembrare disgustoso, ma non lo è. Almeno non fino a quando si scopre cosa usano i vermi per fare luce. Poi è disgustoso.

Momento Informazioni Utili Ai Viaggiatori.

Le grotte di Waitomo sono più di una. Nella stessa zona, a distanza di poche centinaia di metri, è possibile visitare ben tre caverne:

  • le Glowworm Caves, quelle dei vermi, che più che una caverna sono una serie di caverne comunicanti e attraversate da un fiume che conduce verso l’esterno;
  • la Ruakuri Cave, la più profonda, con un ingresso artificiale circolare e delle stalattiti e stalagmiti (che nonostante tutto continuo a confondere) pazzesche e bellissime;
  • la Aranui Cave, persa nel folto della boscaglia, più piccola e quella che restituisce suoni bellissimi quando si canta (la guida cercherà di convincervi a farlo per provare che è vero).

Ok, fine del Momento Informazioni Utili Ai Viaggiatori. Passiamo a quello che è davvero interessante di queste grotte.

Waitomo Caves, Nuova Zelanda
Quella non è un verme luminoso.

Parliamo dei vermi.

Quando si visitano le Glowworm Caves, il tour si conclude con un giro in barca sul fiume sotterraneo. La guida spegne ogni luce e tutti restano col naso all’insù e la bocca spalancata. Il soffitto è fitto di lucine verdine-azzurrognole. Sembra una Via Lattea, davvero. Purtroppo non è possibile fare foto, perché i flash spaventerebbero i vermi e li farebbero spegnere. Alla fine del tour è però naturalmente possibile spendere i propri averi in cartoline all’immancabile gift shop.

Nell’atmosfera di stupore collettivo e di meraviglia e di poeticità, la nostra guida alle Glowworm Caves ha preferito non entrare nel dettaglio dei vermi che producono quelle lucine tanto belle. Ci ha pensato la guida alla Ruakuri Cave a istruirci. Non vedeva l’ora.

Il verme in questione viene amichevolmente chiamato glowworm (nome scientifico: arachnocampa luminosa) e passa circa otto, nove mesi della propria esistenza in forma di simpatica e trasparente larva. Sta appeso sul soffitto di una caverna solitamente neozelandese. La sua unica preoccupazione è cibarsi, e per farlo cala una moltitudine di sottilissimi fili di bava, che serviranno a catturare ignari moscerini smarriti nell’oscurità, con una tecnica non tanto diversa da quella usata dai ragni con le loro tele. I moscerini vengono attratti dalla luce verdina-azzurrognola emanata dai glowworm e restano inesorabilmente impigliati nei fili di bava. I glowworm si limitano quindi a brillare, aspettare e pescare.

E ora la parte migliore.

La luce tanto bella che crea l’effetto Via Lattea sul soffitto della grotta viene prodotta all’interno dell’apparato escretore del verme. In soldoni, la fonte di tutte quelle lucine che sembrano stelle è semplicemente cacca.

Ah, la poesia!

Ma non è finita qui.

Dopo otto mesi in stato di larva il verme diventa crisalide, e così resta per due settimane circa, dopodiché si trasforma in moscerino. All’uscita dalla crisalide il moscerino non ha bocca né tubo digerente, ma ha un paio di giorni di vita e un unico scopo: l’accoppiamento. Racconterò questa parte della vita dell’arachnocampa luminosa come ce l’ha raccontata la nostra simpatica guida:

“In pratica il moscerino esce dalla crisalide, afferra la prima moscerina che trova e comincia una sessione di accoppiamento di 48 ore.”

Pausa ammiccamento.

“48 ore filate. Dopodiché il maschio muore, consumato. La femmina depone migliaia di uova e poi muore anche lei. Fine.”

I primi vermi che nasceranno dalle uova avranno una fame da lupi e si divoreranno i fratelli non ancora nati. In questo modo potranno cominciare a brillare e a calare i loro fili di bava in attesa delle prime vittime…

Signore e signori, il trionfo della conservazione della specie.

Waitomo Caves, Nuova Zelanda
Un sudario. Di roccia.

Dopo che la nostra intera esistenza è stata messa in prospettiva da una creatura che vive solo per mandare avanti il proprio DNA di verme con la cacca fosforescente, abbiamo potuto concentrarci un filo di più sulle varie stalattiti e stalagmiti che riempivano le grotte.

Sono tante, varie e bellissime. Un po’ come le nuvole.

“Ehi, quella cosa sembra proprio Jabba di Star Wars!”

“E quella è Richard Nixon!”

La guida alla Aranui Cave aveva molta immaginazione e uno strano senso dell’umorismo.

Non strano quanto quello di Madre Natura. Lei sì che doveva essere sotto l’effetto di una qualche sostanza stupefacente bella pesante quando ha pensato che riempire una grotta di vermi dalla cacca luminosa che vivono un’esistenza da larva per 48 ore di accoppiamento senza sosta fosse una buona idea.

Però, se non l’avesse fatto, adesso non potremmo ammirare le stelle sul soffitto di una caverna.


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6 Commenti

    1. Grande Arianna che ti acculturi sui vermi luminosi neozelandesi! Grazie davvero del commento, mi ha fatto un sacco piacere riceverlo! Sono contenta che il mio articolo sui meravigliosi glowworm vi abbia fatti morire dal ridere riuscendo contemporaneamente a parlarvi di queste creaturine sconosciute ai più (era il suo scopo!).
      Grazie ancora e buon insegnamento! 🙂

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