Walt Disney World

La volta che ho lavorato nel posto più felice del mondo ero a Orlando, Florida, infilata in un costume ridicolo e assunta da nientepopodimenoche Topolino in persona.

Mickey and Minnie Mouse
Mr Mouse e consorte. Anche se non si sono mai sposati, credo.

Partecipando a uno dei vari programmi internazionali Disney, ho avuto la possibilità di lavorare e vivere un anno in Florida. Ho imparato a creare la magia che rende i parchi Disney così speciali e ho provato l’ebbrezza di essere sul punto di vomitare arcobaleni.

Prima di entrare nel dettaglio della mia esperienza e del mio costume (ma anche no), mi piacerebe soffermarmi un attimo sul parco in sè, ovvero Walt Disney World, e sulla sua storia.

C’era un volta lo zio Walt, che aveva creato con suo fratello Roy un impero basato sul cartone animato di un topo. Lo zio Walt era di Los Angeles, California, e chiaramente, quando aveva deciso di costruire il primo parco a tema Disney, il luogo prescelto era stato Anaheim, che si trova praticamente nel centro di Los Angeles.

Così nacque Disneyland e tutti ne andavano matti eccetera eccetera. Solo che lo zio Walt si accorse di una cosetta: come facciamo a espandere il parco se c’è città praticamente ovunque? Piccolo problema di spazio. Dopo aver ponderato un po’ decise di comprare un pezzo di terra in un posto vasto e dove avrebbe potuto costruire il più grande parco a tema di tutti i tempi senza problemi di spazio. Già che c’era, perché non andare di economia e trovarsi un pezzo di terra a poco prezzo? Cerca cerca, trovò il posto ideale. Un pezzo di terra enorme a un prezzo irrisorio! A momenti glielo tiravano dietro. Dov’era? A Orlando, naturalmente. Nel centro della Florida.

Orlando, Florida
Inverno in Florida (notare il segno delle scarpe da lavoro sui miei piedi).

Ora, piccola parentesi sulla Florida e sul suo clima estremamente accogliente. E su Orlando.

Orlando, ridente città della Florida Centrale, si trova in una zona paludosa e priva di qualsiasi attrattiva. La città in sè non è per niente speciale, assomiglia a molte altre città statunitensi.

Prima che lo zio Walt decidesse di costruirci il suo parco giochi, nessuno avrebbe mai pensato di andarci a passare le vacanze. In estate, poi!

Parliamo del clima locale. Autunno a Orlando: caldo, un po’ umido ma nel complesso abbastanza piacevole, hai scelto una bella stagione per venire qui. Inverno a Orlando: mite, abbastanza secco e molto piacevole, ottima scelta. Primavera a Orlando: calda e umida ma ancora vivibile, fossi in te comunque me ne andrei presto. Estate a Orlando: perché sei ancora qui, perché?

Inizialmente non capivo cosa poteva essere passato nella mente dello zio Walt quando decise che Orlando era il posto ideale per costruire un parco a tema. Non capivo come avesse potuto scegliere un luogo dove da fine maggio a fine settembre piove almeno un paio d’ore ogni giorno, e quando dico piove intendo dire diluvia; un posto dove l’estate dura sei mesi, ma quattro di questi sei mesi è come essere costantemente in una fornace; dove a volte l’umidità è talmente pesante che piangono i muri (dico sul serio); dove le zanzare raggiungono dimensioni che neanche un gatto dovrebbe avere e gli scarafaggi sono grossi almeno quanto il tuo pollice ed esplodono quando li schiacci… insomma, forse forse non è proprio il caso di costruire un parco a tema proprio qui, no?

Magic Kingdom Station, Walt Disney World
L’ingresso di Magic Kingdom con la stazione dove parte il treno che gira attorno al parco.

E invece sì, e proprio perché a nessuno sarebbe mai venuto in mente di farlo.

Lo zio Walt ha trasformato una palude in un mondo magico, ha preso una terra di nessuno e ne ha fatto il suo regno, o meglio: ne ha fatto una macchina micidiale. Walt Disney World attira milioni di persone ogni anno. Attorno al parco è nato un business con cifre da capogiro. Prima non c’era niente, solo la città. Dopo l’arrivo del sorcio hanno cominciato a fiorire parchi e attrazioni turistiche (Universal Studios e SeaWorld giusto per citarne alcune), rendendo Orlando una delle mete preferite degli americani.

Main Street USA, Magic Kingdom, Walt Disney World
La Main Street di Magic Kingdom, la strada verso il Castello di Cenerentola.

Ne risulta che lo zio Walt ne sapeva molto più della sottoscritta di parchi a tema, e ci vedeva pure decisamente lungo.

Il parco di Walt Disney World si sviluppa su un’area immensa (Wikipedia dice 12,173 ettari). In quest’area immensa ci sono quattro parchi a tema, due parchi acquatici, una zona piena di ristoranti e negozi, un sacco di alberghi a tema (i resort). Oh, e un parco abbandonato, ma questa è un’altra storia.

Il bello è che tutto questo occupa solo un terzo dello spazio disponibile. Il resto è tutto verde. E la Disney progetta di costruire ancora fino a occupare al massimo due terzi di terreno. Un terzo resterà sempre verde. Quindi potenzialmente c’è spazio per raddoppiare quello che già c’è. Uno non si rende veramente conto di quanto è grande fino a quando non ci mette piede.

Cinderella Castle, Magic Kingdom, The Walt Disney World
Il Castello di Cenerentola, costruito con mattoni finti.

L’ingresso al parco è un grande arco con la scritta Welcome to Walt Disney Word, the Place Where Dreams Come True. Il luogo dove i sogni diventano realtà. Uno guida sotto quest’arco e dice bella, siamo arrivati. Magari. C’è da guidare ancora parecchio per raggiungere il resort e poi ancora per raggiungere uno qualsiasi dei parchi.

Il primo parco a essere costruito fu naturalmente Magic Kingdom. Quello col castello di Cenerentola e tutte le attrazioni che ci sono anche a Disneyland in California e in tutti gli altri parchi Disney del mondo. Esatto, le stesse attrazioni.

Ogni Magic Kingdom nel mondo è diviso nelle stesse zone (Fantasyland, Tomorrowland, Adventureland, giusto per citarne alcune) e ci sono le stesse attrazioni. Perché? Perché così quando uno che è stato a Disneyland a Los Angeles va a visitare Disneyland Paris in Francia ha l’impressione di tornare a casa! Il carosello del Principe Azzurro a Fantasyland è lo stesso in ogni parco: stesse decorazioni, stessi colori dei cavalli.

Chiaramente le attrazioni non sono uguali identiche per ogni parco, ma ogni Magic Kingdom ha la sua Haunted Mansion, la casa dei fantasmi, la sua It’s a Small World, l’attrazione con le bamboline che cantano la canzone più snervante mai composta, la sua Pirates of the Caribbean, che sì, è quella di Jack Sparrow.

Poi ovviamente sono alcune eccezioni: per esempio, nel dicembre 2012 nel Magic Kingdom di Orlando hanno aperto una nuova parte di Fantasyland con alcune attrazioni mai viste prima e che probabilmente non faranno la loro comparsa anche in California (sempre per le solite ragioni di spazio). Però diciamo che l’idea generale è di mantenere più o meno la stessa struttura del parco ovunque.

Epcot, The Walt Disney World
La palla di Epcot. Quando piove, non sgocciola.

Magic Kingdom fu quindi il primo a essere costruito e ad aprire, nel 1971. Sfortunatamente lo zio Walt morì prima di poter vedere finito il suo capolavoro. Suo fratello Roy inaugurò il parco e ne cambiò il nome da Disney World a Walt Disney World, in suo onore.

Undici anni dopo, nel 1982, veniva inaugurato il secondo parco a tema, quello per cui tecnicamente era stato costruito tutto.

Essì, perché comprare un pezzo di terra enorme in un posto inospitale come la Florida Centrale solo per costruire una replica esatta di un parco che già esisteva sull’altra costa degli USA? Che poi non è uguale perché il castello è più figo, ma anche questa è un’altra storia.

Dicevo: 1 ottobre 1982. Viene inaugurata Epcot. Ooooh. Epcot, cosa vorrà mai dire? Experimental Prototype Community Of Tomorrow. Cioè? Cioè che lo zio Walt voleva creare una comunità dove persone provenienti da tutto il mondo potessero vivere assieme in armonia ed essendo quasi del tutto autonome. Una cosa futuristica. C’è un video fantastico di lui che spiega bene cosa aveva in mente quando pensava a Epcot.

Essendo che lo zio Walt morì prima ancora che finissero di costruire Magic Kingdom, va da sé che Epcot non la vide manco col binocolo. E infatti la Epcot che c’è ora a Orlando è un tantinello diversa da quella che aveva in mente lui. Ma giusto un tantino, eh.

Italian Pavilion, Epcot, Walt Disney World
L’Italian Pavilion visto da lontano.

La Epcot di oggi è divisa in due parti: Future World e World Showcase. A Future World ci sono tutte le attrazioni futuristiche sul mondo del domani. Futuristiche se pensiamo che il parco fu inaugurato nel 1982. Ora sono ok, ma non così tanto wow. Ci sono un paio di simulatori abbastanza fighi però, tipo Mission Space, che ti centrifuga ad una velocità talmente elevata che davvero si ha l’impressione di essere silurati nello spazio. E so di gente che è stata parecchio male, di gente che ha fatto fermare l’attrazione nel bel mezzo del lancio e cose così. Uno spasso.

Ma dicevo. L’altra metà di Epcot è il motivo principale per cui la gente viene al parco. Il World Showcase si sviluppa attorno a un laghetto artificiale ed è composto da 11 padiglioni.

Ogni padiglione rappresenta un diverso Paese del mondo. Partendo da est e andando in senso orario ci sono Messico, Norvegia, Cina, Germania, Italia, USA, Giappone, Marocco, Francia, Regno Unito e Canada.

Ogni padiglione è costruito in modo da ricordare, in pochi metri, il Paese a cui è ispirato. E così c’è una Torre Eiffel dietro i tetti parigini del padiglione francese, una pagoda della Città Proibita nel padiglione cinese e così via. In Italia c’è una fantastica ricostruzione del Palazzo Ducale di Venezia con tanto di campanile di Piazza San Marco.

In ogni padiglione ci sono ristoranti e negozi. Tanti negozi. Quindi il fantastico progetto sulla comunità del domani dello zio Walt è ridotto a un centro commerciale all’aria aperta. Molto bello, davvero. Ma ciò non toglie che si tratta principalmente di negozi, cibo e alcol. Tanto alcol. Ed è anche per questo che un sacco di gente visita Epcot tutti i giorni. Dagli torto.

Hollywood Studios, The Walt Disney World
Agli Hollywood Studios c’è un’attrazione molto Rock ‘n’ Roll alla quale hanno partecipato pure gli Aerosmith!

Il terzo parco a essere aperto furono i Disney’s Hollywood Studios, una volta chiamati Disney-MGM Studios, nel 1989. Come parco non è malaccio, ma in confronto ai primi due è un po’ piccino. È dedicato in modo più specifico ai film Disney. Ci sono diversi show a tema, come quello della Sirenetta o quello della Bella e la Bestia, e qualche attrazione che effettivamente vale la pena di provare, tipo la Rock N’ Roller Coaster, l’unica montagna russa degna di chiamarsi tale in tutta Disney (per delle montagne russe veramente fighe si prega di andare agli Universal Studios), e la Tower of Terror.

La prima è una montagna russa al chiuso che ha come sottofondo musicale i successi degli Aerosmith. Quasi vale la pena farla solo per la forma del treno (una Cadillac) e per il video di presentazione che c’è prima di partire. La seconda attrazione è un viaggio in ascensore in un albergo abbandonato e infestato dai fantasmi. Una bella shakerata, ecco. E c’è gente che dice che le urla che si sentono da sotto sono registrate. Illusi.

Il parco nel complesso non è malvagio, ma non figo quanto gli altri due. È però molto carina l’atmosfera delle varie aree dedicate ai diversi film: sembra di camminare su un set! Merita una visita l’angolo di parco a tema Star Wars, dove spesso attori in costume coinvolgono i visitatori con duelli di spada laser.

Tree of Life, Animal Kingdom, The Walt Disney World
Simbolo di Animal Kingdom è il Tree of Life, l’Albero della Vita. No, non siamo a Expo.

Il quarto e più grande parco è Animal Kingdom, aperto nel 1998. Questo parco è già più particolare perché dedicato interamente (come si può intuire dal nome) al regno animale. Tutto qui è a basso impatto ambientale e si cerca di insegnare ai visitatori a rispettare la natura in tutte le sue forme. Può non sembrare il più grande dei quattro parchi, ma lo è. La maggior parte della sua superficie è infatti occupata da un safari dall’aria incredibilmente reale. Qui la bravura degli Imagineers, ovvero coloro che si occupano della creazione dei parchi Disney, regala ai visitatori una fettina di Africa dall’aria incontaminata e per niente artificiale.

Una parte del parco è quindi ispirata all’Africa, un’altra all’Asia. E per un motivo a me totalmente sconosciuto c’è tutta una zona sui dinosauri che cozza un po’ col resto ma che se non altro è abbastanza nascosta.

Ma usciamo da Animal Kingdom. Oltre ai quattro parchi a tema, a Walt Disney World ci sono ben due parchi acquatici: Blizzard Beach, in tema montagne innevate (con tanto di seggiovia), e Typhoon Lagoon, in tema spiaggia sperduta nell’oceano.

Ursula
Anche questa è la magia Disney.

Ci sono poi tutti i resort, alberghi a tema (anche loro!) con prezzi che vanno da abbastanza caro ma fattibile ad assolutamente proibitivo. Quando dico che sono a tema intendo dire che tutto all’interno dei resort segue lo stesso tema, fin nel minimo dettaglio. Quando entri al Polynesian Resort ti accolgono con una collana di fiori tipo quelle hawaiiane e in una delle piscine c’è un vulcano finto. La Wilderness Lodge sembra uno chalet sperduto tra le Montagne Rocciose, l’Old Key West ha davvero l’atmosfera che c’è nelle isole più a sud della Florida, e nella Animal Kingdom Lodge ci sono giraffe e zebre fuori dalla finestra. Questa è la magia Disney.

Per ultimo, ma non meno importante, c’è Disney Springs (una volta Downtown Disney), una zona piena di ristoranti e altri negozi (tanto per cambiare) aperta a tutti. Non è necessario pagare il biglietto per entrarci, quindi anche i poveracci che non hanno centinaia di dollari da spendere in uno dei parchi possono deliziarsi e spendere comunque centinaia di dollari in pupazzi di Topolino e snack con le orecchie.

Cheshire Cat Caramel Apple
Se sogni di morire d’infarto per il troppo colesterolo.

Incluso nel prezzo del biglietto per Walt Disney World c’è un servizio di autobus, il quale permette a tutti i visitatori di muoversi da un posto all’altro senza problemi. Questi autobus collegano i parchi tra di loro, i parchi ai resort, i resort a Disney Springs e via dicendo.

Tra Magic Kingdom ed Epcot passa poi la famigerata Monorail, una monorotaia sospesa e altamente futuristica (SARCASMO) che fa la spola da un parco all’altro passando anche per qualche fortunato restort sulla strada.

Tra Epcot e gli Hollywood Studios c’è un battello che risale placidamente un canale e ci mette mezz’ora per percorrere un tratto che forse forse fai prima a fare a piedi.

Animal Kingdom è il parco più dimenticato e perso nel nulla di tutti, tanto che si trova addirittura in una contea diversa (tutti gli altri stanno nella contea di Orange, lui sta nella contea di Osceola), ed è raggiungibile solo in bus o in auto.

E questa è Walt Disney World, the place where dreams come true.


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