Yorkshire pudding e armature per elefanti

La volta che ho mangiato uno Yorkshire pudding ripieno di brownie e Oreo sgretolati ero a York, la capitale dello Yorkshire e dello Yorkshire pudding.

Lo Yorkshire pudding è un delizioso paninetto vagamente insapore, fatto semplicemente di uova, farina e latte o acqua, che si trova spesso ad accompagnare cibi più sostanziosi, come il Sunday Roast, pasto domenicale a base di cibo grasso.

Lo Yorkshire è una delle regioni più settentrionali dell’Inghilterra, dove il rischio che le u vengano lette o si fa sempre più concreto man mano che ci si avvicina al confine scozzese; oltre il confine la pronuncia cambia ancora e va in un’altra direzione, naturalmente.

Centro di York con York Minster
Il centro di York e York Minster che fa capolino tra i palazzi.

Mi trovavo a York perché ero appena stata a Edimburgo e non potevo certo tornare a casa prima di essere passata a salutare la mia amica Kerry, una delle mie coinquiline Disney per le quali ogni tanto prendo un aereo. La mattina del mio ultimo giorno nella capitale scozzese ho infatti preso l’Hogwarts Express per Kings Cross e ho attraversato campi verdi e accompagnato per qualche chilometro la costa e il Mare del Nord. Sono scesa a York e mi sono diretta subito verso il punto d’incontro con la mia amica: il piccolo negozio dove vende le sue creazioni.

Kerry è infatti un’illustratrice, e da vera principessa Disney sotto mentite spoglie (cantava spesso a casa in Florida) disegna e crea un sacco di cose adorabili. Il suo negozio è in uno spazio pensato apposta per i piccoli commercianti: creato ispirandosi a un luogo simile nel centro di Christchurch in Nuova Zelanda, Spark:York è un piccolo centro commerciale costruito con dei container che ospita appunto piccoli commercianti.

Ero già stata a York, ma ci sarei tornata volentieri anche senza la scusa dell’amica da andare a trovare. Perché York è un gioiellino, è una ragnatela di viuzze contornate da casette storte e negozietti spesso e volentieri indipendenti e muniti di insegna in ferro battuto. La ragnatela converge nel cuore del centro storico: la York Minster, cattedrale della città finita di costruire nel XV secolo e trionfo gotico dotato di gift shop che giusto per non farsi mancare nulla vende anche paperette di gomma vestite da cardinali.

York Minster
York Minster.

Attorno all’agglomerato di pittoresca inglesità che è il centro storico di York, si snodano le mura che hanno da sempre protetto la città e che ora sono visitabili e in gran parte percorribili. E questo abbiamo fatto io e Kerry non appena sono arrivata: ci siamo arrampicate su per una scaletta e abbiamo raggiunto il camminamento sulle mura, dove abbiamo passeggiato per un po’ e rimirato i tetti del centro e la York Minster da un lato e le casette in mattoni rossi dall’altro.

Ma uno dei pezzi forti della cittadina di York, tra le più antiche e meglio conservate del Regno Unito, si trova proprio nel cuore del dedalo di viuzze e si chiama The Shambles. The Shambles altro non è che una stradina medievale tremendamente pittoresca e bordata di case tremendamente pendenti e insegne in ferro battutto tremendamente instagrammabili. Ovviamente ha ispirato JK Rowling a descrivere Diagon Alley nella saga di Harry Potter, come tra l’altro qualche decina di altre stradine simili nel Regno Unito. Anche Edimburgo ha la sua versione, è Victoria Street; che è bellissima, ma The Shambles assomiglia molto di più alla mia idea di Diagon Alley. E infatti ospita ben tre negozi a tema Harry Potter, tutti situati strategicamente negli stessi dieci metri di strada. Ma nessuno di loro vende le Cioccorane belle come quelle degli Universal Studios di Orlando.

Dopo un pomeriggio passato a gironzolare per York, a ripararsi dagli occasionali sprazzi di pioggerellina e a interrogarsi sul nome del fiume Ouse—che si pronuncia come ooze, detto anche del sangue che cola da una ferita o, peggio ancora, del pus—io e Kerry abbiamo concluso la giornata decidendo che l’indomani saremmo andate a Leeds.

York Minster di notte
York Minster di notte.

Non penso avrei scelto di andare a Leeds di mia spontanea iniziativa, perché la cittadina non è mai entrata nel mio radar dei posti da vedere. Si trova a pochi chilometri da York, sulla strada verso Manchester; col treno ci vuole una mezz’ora circa.

La differenza tra York e Leeds è evidente già dalla stazione: la stazione di York è bella ed elegante, quella di Leeds molto più ferraginosa e pensata più per essere fruita che per essere ammirata. Anche Leeds è attraversata da un fiume, il fiume Aire, ed è proprio lungo questo fiume che io e Kerry ci siamo incamminate per raggiungere la nostra prima tappa in città: il Royal Armouries Museum, dove è esposta una quantità talmente incredibile di armi che hanno dovuto metterne un sacco anche sulle scale perché non sapevano dove altro metterle.

Non sono un’appassionata di armi, ma il Royal Armouries Musem di Leeds si è rivelato molto bello: ampio, nuovo, ben distribuito e davvero interessante. Verso la fine della visita, dopo aver quasi perso il mento per lo stupore davanti all’unica armatura per elefanti ancora esistente—perché sì, c’è stato un momento della storia in cui gli elefanti avevano bisogno di armature—Kerry si è voltata verso di me e mi ha detto, quasi con nonchalance: “In questa stanza c’è così tanta morte.”

Leeds Corn Exhange
Leeds Corn Exchange.

Il sole fuori dal museo sembrava splendere più che mai. Ci siamo dirette verso il centro, molto diverso da quello di York e densamente popolato di negozi e centri commerciali. Dopo una tappa al Corn Exchange, un edificio vittoriano di forma ovale una volta usato appunto per il commercio del mais e che ora ospita negozi e ristorantini, ci siamo dedicate a un tipico pranzo inglese: sushi take away. Il resto della giornata è poi scivolato via passeggiando per Leeds e rientrando a York in serata, giusto in tempo per un proper burger, per altri due passi nelle viuzze medievali e per permettere al padre di Kerry di bullizzarmi perché l’Inghilterra aveva stracciato l’Italia al Six Nations—torneo di rugby al quale sospetto che l’Italia sia ammessa solo per farla perdere contro gli altri.

Il giorno dopo il mio treno partiva a un orario che sarebbe dovuto essere sufficiente a farmi raggiungere Manchester in tempo per il mio volo verso casa. Ma fortunatamente il ritardo del volo è venuto incontro al mio piccolo errore di calcolo, quindi non ho perso l’aereo—grazie, inspiegabile grandine che hai rallentato la partenza! Ho comunque perso un polmone attraversando l’area duty free correndo come se non ci fosse un domani e facendo lo slalom tra gli scaffali di profumi e contemporaneamente imprecando contro la disposizione a labirinto di tutto quanto, ma almeno non ho perso il volo.

Però, pensavo mentre cercavo di recuperare il fiato e mi ricordavo di aver mangiato solo una banana a colazione cinque ore prima, forse lo Yorkshire pudding carico di zucchero e colesterolo colante avrei dovuto tenermelo per i momenti di vera necessità.

Leeds Arcade
Leeds Arcade.

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